Da ormai diversi anni il mondo dellโeditoria si domanda quale sia il ruolo della carta stampata in un mondo sempre piรน digitalizzato e votato al web. Basti pensare a quando da piccoli la maestra ci chiedeva di fare una ricerca: lโenciclopedia era il nostro primo, nonchรฉ unico, alleato. Ma oggi, chi ha unโenciclopedia sullo scaffale del salotto? Con uno smartphone e un clic si apre una quantitร infinita di informazioni, nozioni, curiositร su praticamente qualunque argomento.
Questo scenario si manifesta ancora piรน prepotente quando si va a guardare il mondo dellโinformazione. Ad oggi molti giornali, tra cui Lo Schermo stesso, sono soltanto in versione online, mentre tutte le testate storiche hanno creato una versione digitale che corre in parallelo a quella stampata.
Una dicotomia, quella tra progresso e modernitร , che attraversa la storia e oggi si esprime nella nuova forma analogico vs digitale. Senza andare troppo indietro nel tempo, appena 10 o 15 anni fa nel rituale mattutino di ogni persona cโera il passaggio dallโedicola a comprare il quotidiano, perchรฉ solo lรฌ si potevano leggere le notizie piรน rilevanti o avere un approfondimento reale e concreto di quello che tg e giornali radio avevano solo accennato, nonchรฉ rimanere aggiornati su tutti gli avvenimenti del territorio. E oggi?
Senza allontanarci troppo, rimaniamo nella nostra cittร , dove da sempre sono due i quotidiani a contendersi i lettori: Il Tirreno e La Nazione.
Secondo quanto riportato da ADS – Accertamenti Diffusione Stampa, la societร che si occupa di monitorare e certificare tirature, diffusione e vendite di giornali e riviste, nel 2020 nella provincia di Lucca sono state distribuite in media ogni giorno 5183 copie de Il Tirreno e 5195 copie de La Nazione. Facendo un confronto con i dati di archivio, si puรฒ vedere come la diffusione media giornaliera di queste testate nel 2015 fosse rispettivamente di 9056 e 8195 copie. Negli ultimi 5 anni, quindi, Il Tirreno ha subito un calo del 42.8%, mentre La Nazione ha registrato un -36.6% di copie distribuite ogni giorno. E facendo un ulteriore passo indietro fino al 2005, il crollo diventa ancora piรน evidente: -66.1% per Il Tirreno e -58.5% per La Nazione.

Come interpretare questi dati? Nel modo piรน ovvio, forse, ma anche piรน realistico: in un periodo storico cosรฌ caratterizzato dalla tecnologia, il pubblico ha accessibilitร alle informazioni in modo rapido e diretto, immediato, anche proprio malgrado. Basta aprire un social network (chi, al giorno dโoggi, non possiede almeno un profilo Facebook?) per venire inondati di notizie e aggiornamenti pressochรฉ in diretta da qualunque parte del mondo.
Gruppi autoformatisi di cittadini condividono in tempo reale eventi e avvenimenti del territorio, attraverso una rete piรน o meno autorevole in grado di divulgare qualunque notizia ad un pubblico enorme in pochi secondi. Non sembra avere piรน senso fare lo sforzo di uscire da casa e arrivare allโedicola in fondo alla strada, per leggere qualcosa che dopo 24 ore รจ diventato vecchio, obsoleto, giร letto.
Possibile che il quotidiano sia ormai relegato a passatempo da colazione, da sfogliare pigramente al bar tra un sorso e lโaltro di cappuccino?

-66.1% e -58.5% non sono numeri asettici, bensรฌ la rappresentazione oggettiva dellโevoluzione di un contesto che va oltre vendite, guadagni e business. La crisi della carta stampata รจ sรฌ economica, per tutte le figure che partecipano alla pubblicazione di un quotidiano, ma anche ferisce in modo profondo il settore dellโinformazione nella propria essenza. In un mondo che divora, mastica e risputa notizie, dove sono la credibilitร e lโautorevolezza della fonte? Dove va a finire il lavoro di indagine, scoperta e fine cesellatura degli eventi, attraverso cui il giornalista raccontava la realtร ?
E qui arriviamo a un (apparente) paradosso: in questo momento state leggendo su una testata online, solamente online, un articolo dedicato alla sempre minore diffusione dei giornali cartacei. Ma forse no, non รจ questo il reale argomento di questo pezzo. Forse รจ solo la riflessione amara, seppur romantica, di una persona che entra in edicola e sorride al profumo di carta e inchiostro, ma poi si ricorda che รจ il 2021 e il pc lโaspetta a casa.

