Strange Plant, l’idea imprenditoriale di Filippo Consani in nome dell’ecosostenibilità

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Si chiama “Strange Plant” ed è l’innovativa, ambiziosa e audace idea imprenditoriale di Filippo Consani, giovane lucchese che vive a Milano ma legato profondamente alla sua città di origine.
Alla base del progetto sicuramente quei valori in cui Consani crede e che porta avanti con fierezza e che si rispecchiano nel rispetto per l’ambiente, l’ecosostenibilità e la voglia di dare una nuova vita alle cose.

“Strange Plant” si basa infatti sulla realizzazione di piante all’interno di palloni da basket, un progetto a primo occhio bizzarro e curioso ma che racchiude tutto quell’animo romantico del creatore. L’obiettivo è infatti, oltre a quello di creare prestigiosi e alternativi oggetti di arredamento, la voglia di regalare una seconda possibilità alle cose, in questo caso a vecchi palloni da basket spesso dimenticati in soffitte polverose e accostare ad essi il simbolo della rinascita, della vita e cioè le piante. Lo spirito guida di questo progetto più che materiale è decisamente umano e nobile e porta con sé una riflessione non banale che si riflette purtroppo anche nella società in cui abitiamo che considera normalità il “buttare ciò che non serve più”. Il tutto, unito alla concreta manualità del lavoro di realizzazione, altra passione di Consani, mira ad essere un punto di luce tra la superficialità e la distrazione con cui trattiamo cose, oggetti e anche persone.

“Strange Plant” non sono solo piante, palloni e arredamento: “Strange Plant” è quell’idea portatrice di un messaggio che sa cogliere solo chi è portatore di una sensibilità tale da non fermarsi all’apparenza delle cose.
Ne abbiamo parlato con l’ideatore che ci ha raccontato la nascita di questo progetto, cosa realmente richiede la creazione di oggetti così particolari e quali sentimenti e ambizioni ci stanno dietro a un’idea imprenditoriale appena nata ma con tutte le carte in regola per il successo.

Realizzazione di piante all’interno dei palloni: da dove nasce questa idea bizzarra e innovativa?
Strange Plant è un progetto che nasce alle fine del 2019 e prende forma nei mesi del lockdown di questo 2020. Un’idea che prende ispirazione da una giovane designer americana.  Piante all’’interno di vecchi palloni da basket, proprio nell’utilizzo di questi palloni usati sono riuscito a rendere veramente mia questa idea.

Perché hai deciso di utilizzare i palloni da basket?
Ho deciso di utilizzare i palloni da basket perché sono molto resistenti e nella mia ricerca degli stessi ho scoperto come siano anche un oggetto che difficilmente viene buttato, i segni del tempo raccontano per ognuno di loro una storia diversa, una storia che ho voluto raccontare.

Quale connessione c’è tra i palloni usati e la nuova vita delle piante?
La scelta delle piante non è stata casuale, per ogni pallone ho deciso di utilizzare il photos: una pianta rampicante sempreverde caratterizzata dalla sua resistenza e capacità di adattamento, tutte cose fondamentali per vivere dentro un pallone. Alla base del progetto l’idea del rispetto dell’ambiente e la salute delle persone.

C’è questa interessante contraddizione tra appunto il “vecchio” e il “finito” di un pallone e la rinascita di un qualcosa di nuovo?
La rinascita di qualcosa di nuovo, riuscire a dare valore a qualcosa che è già dentro di noi ma non sappiamo come farlo uscire. Come i palloni che mi sono stati donati, chiusi per anni in garage o nelle soffitte, la maggior parte delle volte inutilizzabili. Simbolo della rinascita che deve partire da dentro di noi.

Ci racconti qualche aneddoto che ti ha portato a intraprendere questa nuova strada?
Ho sentito la voglia di tornare a fare qualcosa con le mie mani, per chi come me per lavoro passa molte ore al computer, riscoprire la mia manualità è stata una sfida contro me stesso.

A Lucca non esiste una cosa del genere, pensi che troverai terreno fertile?
Sono molto legato alla mia città, nonostante ormai viva da anni a Milano, e non poteva esserci una cornice migliore per presentare questa idea, grazie a Lucca e ai Lucchesi che sono riuscito a vedere prendere forma questo progetto. Penso che grazie alla passione di questa città per il basket e sfruttando i giusti canali si possa arrivare a parlare a sempre più persone, lucchesi e non.

Quanto tempo impieghi per realizzare una di queste opere? Come si svolge la creazione?
Sicuramente la parte che richiede più tempo è la ricerca dei palloni, i due strumenti che mi permettono poi di realizzare il vaso finito sono la pinza fustellatrice e l’occhiellatrice, entrambi strumenti da calzolaio. Per ogni vaso scelgo una catena diversa a seconda della dimensione della palla, pinze e tenaglie mi aiutano a lavorare il ferro. Un processo che può durare fino a 2 ore.

Come gestisci questa tua nuova idea imprenditoriale? Hai intenzione di vendere le tue opere?
Il progetto è stato presentato lo scorso Giovedì 16 Luglio alla presenza di alcuni amici, le piante erano in vendita e hanno raccolto un discreto successo. Ho inoltre aderito al progetto “La Boutique di prodotti a base cbd glass&green” in via San Girolamo 17. La comunicazione attraverso i social, Instagram in particolare, saranno una chiave di volta per rendere questo prodotto accattivante sul mercato, la strada è ancora lunga.

Come ti vedi da qui a 5 anni? Quale vorresti fosse il futuro di questo progetto?
Auguro a Strange Plant un futuro all’insegna dei valori che mi hanno portato a iniziare questo progetto, il rispetto dell’ambiente, l’utilizzo di materiali riciclati e naturalmente l’ecosostenibilità.
Continuare a raccontare queste storie e farlo diventare un vero e proprio lavoro sarebbe davvero un sogno o più semplicemente un’altra storia da raccontare.

E’ possibile consultare tutte le opere alla pagina instagram “strange_plant_

Bianca Leonardi
Bianca Leonardi
Classe 1992, Lucca. Una laurea in giornalismo e tanta voglia di dar voce a chi troppo spesso resta in silenzio. Lavoro da anni nella comunicazione e nell'organizzazione di eventi, saltando tra musica, teatro e intrattenimento. Perché "Lo Schermo"? Perché siamo giovani, curiosi e affamati di futuro.

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