10 cm di asfalto.

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È la risposta al problema dell’ex campo balilla: 10 cm di asfalto. Un bel manto che tolga la seccatura del pratino.

In fondo lo vediamo ogni anno: a ottobre parte la sistemazione per i comics. Poi fino a dicembre smontano padiglioni, tolgono attrezzature, rimuovono il fondale. E, non potendo ancora seguire il nostro primo consiglio di fare un bell’asfaltino, seminano nuova erba.

Che, notoriamente, di inverno cresce tanto veloce…

Quindi, per circa 3 mesi, abbiamo quel terreno brullo che diventa acquitrinoso quando piove. Mica un bello spettacolo, davvero!

Poi arriva la primavera. I colori, i fiori. Il verde che diventa più vivido. È il momento dell’anno che riempie di gioia il cuore, che fa sorgere il sorriso sulla bocca anche senza motivo.

E poi arriva maggio. Cioè ora. E, puntuale come la primavera, arriva la preparazione dei concerti del Summer Festival. Con le ruspe che ci liberano dalla scocciatura dell’erba da tagliare, che tanto non era neppure tanto folta ma pure un po’ sparuta. Così via con il tessuto non tessuto e sopra la copertura di terra e ghiaia. Che, anche per le signore con i tacchi non è mica come camminare su un bell’asfaltino quando andranno al concerto. Dovremmo essere più gender friendly. Senza contare che i tacchi a spillo mica li portano solo le donne. Se dovessero venire i Måneskin, ad esempio, che figura sarebbe fargli sciupare i tacchi delle scarpe.

Le ruspe, i camion che portano i materiali per la copertura, i lavori interminabili: non sono un bello spettacolo per la città. Potremmo ben risparmiarcelo!

Del resto la sopraintendenza, che ci vede lungo ed ha il palato fino, ci sta dando un chiaro suggerimento, a saper leggere tra le righe. Cioè, concede senza problemi il campo per ogni iniziativa purché ricopra quelle erbacce che ci crescono. Ma non è mica per disinteresse per i beni culturali della città. E lo dimostra quando si oppone fieramente all’uso allegro di inopportuni arredi urbani come quelli delle mostre d’arte; o al disinvolto appoggio di legami di sicurezza per le tende e pagode di altre manifestazioni a elementi presenti in città, foss’anche solo ai fusti di alberi. Perché, che diamine, sarebbero sviliti da un uso così irrispettoso.

Come fare a non cogliere il suggerimento: fate un bel piazzale!

Ora proviamo ad immaginarlo. Intanto la copertura: mica ci possiamo mettere un normale asfalto… nero in quel modo sarebbe antiestetico. Dovremmo fare, invece, un bell’asfaltino “natura”, di un gradevole colore marroncino-rosso. Tanto per non essere troppo lontano dal colore delle mura sullo sfondo. Verrebbe fuori un bel “piazzalone sotto le mura” (che sarebbe anche un bel nome per la toponomastica). Magari un po’ caldino d’estate: l’asfalto ha molte ottime proprietà ma, si sa, tende a ribollire un po’ d’estate. Ma ce ne possiamo fare una ragione. Magari, quando non c’è un uso migliore, come avviene con il Summer o i Comics, potremmo farci un parcheggino, che a Lucca ne abbiamo sempre tanto di desiderio.

In tema di infrastrutture potremmo metterci anche un chioschetto: per gelati d’estate e castagne di inverno. Che potremmo poi affittare la Summer durante gli eventi, che la gente ha bisogno di mangiare e bere qualche cosetta quando aspetta la rockband di turno.

E, a proposito di infrastrutture, dovremmo anche metterci un’area per i servizi igienici. Magari nell’angolo a nord-ovest, sotto le mura e adiacente al canale, come avrebbero fatto i nostri avi lucchesi del ‘500. Perché vedere tutti quei WC chimici sta veramente male. Un bel gabinetto pubblico toglierebbe lo scempio dei WC chimici e sarebbe sempre utile, che non si sa mai quando scappa.

E poi non parliamo di quanto potremmo risparmiare in termini di rifacimento e/o preparazione del terreno per gli stand. Una piccola fortuna che permetterebbe di “ammortizzare” l’impegnativo intervento in meno di due anni, presumo.

Questa nostra proposta potrebbe finalmente risolvere il fastidio di tutti questi lavori a ridosso delle mura. E darebbe finalmente un senso a tutto quello spazio altrimenti inutilizzato e abbandonato a prato.

Potrebbe dare un senso ed essere un esperimento: se desse i frutti attesi potremmo estendere l’asfaltatura a tutto il perimetro delle mura.

Crediamo che una riflessione seria dovrebbe ben essere avviata in tal proposito.

Andrea Bicocchi
Andrea Bicocchi
Imprenditore, editore de "Lo Schermo", volontario. Mi piace approfondire le cose e ho un'insana passione per tutto quello che è tecnologia e innovazione. Sono anche convinto che la comunità in cui viviamo abbia bisogno dell'impegno e del lavoro di tutti e di ciascuno. Il mio impegno nel lavoro, nel sociale e ne Lo Schermo, riflettono questa mia visione del mondo.

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3 Commenti

  1. E tutti gli anni sempre a lamentarsi, e se non ci lamentiano del pratino ci lamentiamo di altro, sembra quasi che ci siano persone dedite solo a questo.
    In tutti questi anni ho visto crescere Lucca dal punto di vista turistico, commercianti contenti e tantissimi cittadini estremamente contenti di avere eventi a livello mondiale nella nostra città. E’ vero, ci sarebbero tante cose da migliorare e da fare in maniera diversa ma ciò che non cambia è la voglia di criticare senza pensare.
    Per fortuna che i critici sono sempre più rari.
    P.S. l’erba ricresce sempre.

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