#NET-Talk: La soluzione dei due stati per il conflitto israelo-palestinese

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Abbiamo chiesto a Eduardo di raccontarci un po’ lo stato della proposta di soluzione dei “due Stati” per il conflitto tra Israele e Palestina perché non tutti hanno chiara la situazione anche geografica. Questo è quello che ci ha trovato in rete.

Il conflitto israelo-palestinese è uno dei più antichi e complessi del mondo. Esso ha origini storiche profonde e coinvolge una serie di fattori politici, sociali e religiosi.

Una delle soluzioni più comunemente proposte per risolvere il conflitto è la creazione di due stati, uno israeliano e uno palestinese, che coesistano pacificamente. Questa soluzione, nota come soluzione dei due stati, è stata sostenuta da numerosi governi e organizzazioni internazionali.

Territori ipotizzati per i due stati

I territori ipotizzati per i due stati sono stati oggetto di numerose discussioni e negoziati. In generale, si ritiene che lo Stato palestinese dovrebbe includere la Cisgiordania e la Striscia di Gaza. La Cisgiordania è una regione di circa 5.860 chilometri quadrati, situata a ovest del fiume Giordano. La Striscia di Gaza è una regione di circa 360 chilometri quadrati, situata sulla costa mediterranea.

La soluzione dei due stati prevede che Israele mantenga il controllo di Gerusalemme Est, la città santa per ebrei, musulmani e cristiani. Questa soluzione è stata contestata dai palestinesi, che ritengono che Gerusalemme Est sia la capitale dello Stato palestinese.

Stato palestinese: stato attuale e autorità

Attualmente, le aree sotto il controllo dei palestinesi sono gestite da due entità: l’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) e Hamas.

L’ANP è un’organizzazione politica ed economica palestinese che governa la Cisgiordania. È stata istituita nel 1994, in seguito agli Accordi di Oslo. L’ANP è guidata da Mahmoud Abbas.

Hamas è un movimento politico e militare palestinese che controlla la Striscia di Gaza. È stato fondato nel 1987, durante la prima intifada. Hamas è un movimento islamista che si oppone alla soluzione dei due stati.

Le relazioni tra l’ANP e Hamas sono state spesso tese. I due movimenti hanno combattuto una guerra civile nel 2007, che ha portato al controllo di Hamas della Striscia di Gaza.

Prospettive per la soluzione dei due stati

La soluzione dei due stati è diventata sempre più difficile da realizzare negli ultimi anni. La situazione politica in Medio Oriente è diventata più instabile, e la violenza tra israeliani e palestinesi è aumentata.

Tuttavia, ci sono ancora alcuni fattori che potrebbero favorire la soluzione dei due stati. Innanzitutto, la maggior parte della comunità internazionale sostiene questa soluzione. In secondo luogo, sia Israele che l’ANP hanno espresso un sostegno di principio alla soluzione dei due stati.

Solo il tempo dirà se la soluzione dei due stati sarà mai realizzata. Tuttavia, è una soluzione che offre la possibilità di una pace duratura tra israeliani e palestinesi.

Alcuni dei principali ostacoli alla soluzione dei due stati

I principali ostacoli alla soluzione dei due stati includono:

  • Hamas: Hamas gioca un ruolo negativo sulla possibilità della soluzione dei due stati. Hamas è un movimento politico e militare palestinese che si oppone alla soluzione dei due stati. Dal suo insediamento, Hamas ha condotto una serie di attacchi contro Israele, tra cui la guerra di Gaza del 2008-2009, la guerra di Gaza del 2012 e la guerra di Gaza del 2021 e, negli ultimi giorni, il brutale attacco terroristico ai civili israeliani.
  • L’atavico conflitto di fondo tra israeliani e palestinesi. I due popoli hanno storie e prospettive molto diverse ma, soprattutto, hanno una storia comune di guerra che ha lasciato detriti nelle coscienze che non sono facilmente riassorbibili.
  • Ci sono poi i problemi legati alla contrapposizione religiosa: Israele è uno stato ebraico, mentre i palestinesi sono per lo più musulmani. Questa differenza di identità è una fonte di conflitto anche per via delle posizioni radicalizzate di parti dei due schieramenti che utilizzano la rispettiva religione come motivazione di una inconciliabile diversità.
  • La questione di Gerusalemme. Gerusalemme è una città santa per ebrei, musulmani e cristiani. Entrambi i popoli ritengono che Gerusalemme sia la loro capitale. Questa disputa è un ostacolo significativo alla soluzione dei due stati.
  • La questione dei rifugiati palestinesi. Ci sono circa 5 milioni di rifugiati palestinesi nel mondo. I palestinesi ritengono che abbiano il diritto di tornare alle loro terre d’origine, che oggi si trovano in Israele. Israele non è d’accordo con questa richiesta.
  • Le colonie israeliane: le colonie israeliane sono comunità civili abitate da israeliani nei territori palestinesi, occupati nel corso della guerra dei sei giorni del 1967. Tali insediamenti sono presenti in Cisgiordania (inquadrati nell’area amministrativa Giudea e Samaria) e sulle Alture del Golan, che sono sotto l’amministrazione civile israeliana.

Hamas

Hamas è un movimento islamista che sostiene la creazione di uno stato islamico in tutta la regione storica della Palestina. Hamas è al potere nella Striscia di Gaza dal 2007.

Gli attacchi di Hamas mirano a rendere più difficile per Israele negoziare una soluzione dei due stati. Israele, e con lei quasi tutto il mondo occidentale, ritiene che Hamas sia un’organizzazione terroristica e che non possa essere un partner affidabile per la pace.

Inoltre, Hamas ha ostacolato gli sforzi dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) per costruire un’economia palestinese funzionale. L’ANP ha sede in Cisgiordania, ma Hamas ha imposto un blocco sulla Striscia di Gaza, che ha impedito all’economia palestinese di crescere.

Israele ritiene che l’eliminazione di Hamas dalla scena politica palestinese sarebbe un passo importante per la realizzazione di una pace duratura tra israeliani e palestinesi. La posizione è condivisa anche da gran parte della politica USA ed europea.

Ecco alcuni esempi specifici del ruolo negativo di Hamas sulla possibilità della soluzione dei due stati:

  • Hamas ha rifiutato di riconoscere Israele e di rinunciare alla violenza.
  • Hamas ha condotto una serie di attacchi terroristici contro Israele, uccidendo e ferendo civili.
  • Hamas ha ostacolato gli sforzi dell’ANP per costruire un’economia palestinese funzionale.

Tuttavia, è importante notare che non tutti i palestinesi sono d’accordo con le posizioni di Hamas. Molti palestinesi sostengono la soluzione dei due stati e sono disposti a negoziare con Israele.

Va evidenziato che, negli ultimi tempi, il consenso internazionale nel mondo arabo verso Hamas si è in parte ridotto e forse questo è uno dei motivi dell’azione del 7 ottobre.

Le colonie israeliane: un approfondimento

Le colonie israeliane sono considerate illegali dal diritto internazionale, in quanto violano la Quarta Convenzione di Ginevra, che proibisce a uno stato occupante di trasferire civili nei territori occupati. La Corte Internazionale di Giustizia ha dichiarato che gli insediamenti israeliani sono una violazione del diritto internazionale.
Le colonie israeliane sono una fonte di conflitto tra israeliani e palestinesi. I palestinesi ritengono che le colonie siano illegali e che rappresentino un ostacolo alla soluzione dei due stati. Israele sostiene che le colonie sono legali e che sono necessarie per la sicurezza degli israeliani.

Effetti delle colonie israeliane

Le colonie israeliane hanno un impatto significativo sulla vita dei palestinesi. Esse occupano ampie aree di terra palestinese, che vengono sottratte all’uso agricolo e abitativo dei palestinesi. Le colonie impediscono anche la libera circolazione dei palestinesi, che devono attraversare i checkpoint israeliani per accedere alle proprie terre.

Le colonie israeliane hanno anche un impatto negativo sull’economia palestinese. Esse riducono il mercato disponibile per i prodotti palestinesi e rendono più difficile per le imprese palestinesi accedere ai finanziamenti e alle infrastrutture.

Possibili soluzioni al problema delle colonie

La soluzione più comunemente proposta al problema delle colonie è la loro evacuazione. Questa soluzione è sostenuta dalla maggior parte della comunità internazionale, ma è fortemente contestata da Israele.

Un’altra possibile soluzione è la creazione di un corridore territoriale che colleghi le colonie israeliane in Cisgiordania. Questa soluzione è sostenuta da alcuni politici israeliani, ma è stata respinta dai palestinesi.

La mappa mostra che lo stato di Israele controlla la maggior parte della regione storica della Palestina. Il territorio palestinese (in verde) è diviso in due parti: la Cisgiordania e la Striscia di Gaza. La Cisgiordania è una regione di circa 5.860 chilometri quadrati, situata a ovest del fiume Giordano. La Striscia di Gaza è una regione di circa 360 chilometri quadrati, situata sulla costa mediterranea. Le aree sotto il controllo dei palestinesi sono gestite dall’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) e da Hamas. L’ANP controlla la Cisgiordania, mentre Hamas controlla la Striscia di Gaza. La mappa mostra anche la presenza di colonie israeliane in Cisgiordania e sulle Alture del Golan.

Conclusione

La soluzione dei due stati è una soluzione complessa e difficile da realizzare. Tuttavia, è l’unica soluzione che offre la possibilità di una pace duratura tra israeliani e palestinesi.

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3 Commenti

  1. Grazie per la ricostruzione storica e geografica delle vicende del martoriato Medio Oriente.
    Un grande ginepraio..la vedo dura una soluzione con questi presupposti. Eliminare Hamas in quanto contrario ai due stati? ma come? teniamo presente che dietro palestinesi e israeliani ci sono altre potenze che soffiano sul fuoco. Ci vorrebbe un intervento dell’Onu: ma anche qui il cattivo funzionamento del Consiglio di Sicurezza a causa del veto , rende tutto inefficace.

  2. Volendo essere teorico ed idealista, pur sapendo di essere controcorrente, l’idea dei due Stati non mi ha mai convinto; non per negare il diritto ad avere uno Stato ai palestinesi ma, al contrario, proprio perché, mentre tutti parlano di “costruire ponti e non muri”, l’idea dei due stati separati mi fa pensare alla costruzione di un muro.
    Non sarebbe meraviglioso se si riuscisse a convivere in pace ed armonia e, senza distinzioni di dignità, razza o religione, in una unica nazione?
    Che so, Palestinisraele.

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