Anche il mese di maggio 2026 si è concluso registrando una temperatura media superiore all’atteso valore storico. Si è trattato così del sesto mese consecutivo con temperature sopra la media storica. La media di maggio 2026 è arrivata a 19,1 gradi C nel centro storico di Lucca, ovvero al quindicesimo posto nella classifica delle temperature medie negli ultimi novanta anni, ciò con pari valore degli anni 1979, 1999 e 2017. La media storica di maggio è doveroso ricordarlo a Lucca è di 18,4 gradi C.
A metà mese, sembrava una missione impossibile arrivare alla media storica. Le prime due settimane avevano infatti registrato valori molti freschi, con una media fino al giorno 16 maggio di appena 16,9 gradi C. Il giorno più freddo era stato il 15 con una media di appena 14,3 gradi C nelle 24 ore, con una massima di 16,6 gradi C e con una minima di 11,9 gradi C.
Per contro la seconda parte del mese ha scalato la classifica delle temperature con il giorno 25 arrivato a una media di 24,9 gradi C con una massima di 33,9 gradi C e con una minima di 15,8 gradi C.
Ribaltamento in linea con questa epoca di cambiamenti climatici che fanno apparire sempre meno sorprendente il passaggio da temperature sotto la media a quelle con valori quotidiani anche di 6-7 gradi superiori alla norma. Esattamente come è avvenuto anche a Lucca negli ultimi giorni di maggio. Un cambiamento che incide anche e soprattutto sulla nostra salute, con raffreddamenti che sembrerebbero tipici dell’autunno o dell’inverno. Con la fine di febbraio si era interrotto l’aggiornamento del bollettino settimanale nazionale e regionale relativo alla sorveglianza dei virus respiratori ma è evidente che dopo un periodo più caldo e siccitoso fra marzo e aprile i cambiamenti delle temperature, anche repentini, della prima metà di maggio hanno fatto risalire le infezioni respiratorie praticamente in tutte le fasce di età.

Intanto guardando alle temperature medie registrate a Lucca nell’ultimo anno si evidenzia che soltanto il mese di ottobre 2025 è stato inferiore alla media storica degli ultimi 90 anni. Il mese di novembre scorso era arrivato appena sotto la media mentre gli altri mesi hanno fatto registrare punte elevate, anche 3,4 gradi in più rispetto alla media, come registrato nel giugno dello scorso anno.
Intanto il mese di maggio appena concluso ha scalato rapidamente la classifica dei più piovosi fermandosi al settimo posto dal 1916. Legato alla maggiore piovosità c’è stato il calo delle temperature, con le massime che prima erano scese e poi sono risalite di ben 17,3 gradi a distanza di 10 giorni.
Le previsioni stagionali, fatte a inizio maggio, indicavano per il mese di maggio temperature leggermente superiori alla norma (che sembravano improbabili fino a metà mese) e numero di giorni piovosi superiori. Per giugno temperature leggermente superiori alla norma e numero di giorni piovosi in media e per luglio temperature leggermente superiori alla norma e numero di giorni piovosi in media.
Guardando alla piovosità il 2025 si è concluso al quinto posto tra gli anni più piovosi dal 1916 con 1.703 millimetri registrati dal pluviometro dell’Orto botanico, a fronte della media storica di 1.221,6 millimetri, classificandosi alle spalle dell’anno 1937 che registrò 1.987 millimetri, del 2010 con 1.801,4 millimetri, del 2014 con 1.781,8 millimetri e del 1960 con 1.762 millimetri.
Proprio grazie alla elevata piovosità per il primo anno, gli indicatori annuali 2025 relativi alle polveri sottili PM10 sono stati tutti rispettati, compreso il numero annuo di 35 superamenti della media giornaliera di 50 microgrammi per metro cubo in tutto il territorio toscano, compresa la centralina di Capannori che tipicamente ha il primato del numero dei superamenti e delle medie giornaliere.
Anche il 2026 almeno finora si colloca sulla stessa serie decisamente piovosa almeno per i mesi di gennaio, febbraio e maggio. Dall’inizio dell’anno e fino alla notte scorsa a Lucca si sono registrati 691,3 millimetri di pioggia ovvero il 56,5 per cento del quantitativo medio annuale. Una condizione di siccità estrema era stata registrata anche a livello di intero bacino del Serchio nel sono mese di aprile mentre con maggio siamo tornati a condizioni più umide, fino a valori nella norma.
Gli sbalzi di temperatura, che siano dal freddo al caldo o viceversa, possono incidere sulla nostra salute. Le malattie respiratorie più tipiche dei mesi autunnali e invernali, possono accompagnarsi anche agli sbalzi primaverili. Soprattutto quando il cambiamento è repentino.

Gli studi relativi al comfort o al disagio termico indicano come ideali le temperature comprese tra 9 e 26 gradi. Sopra si entra nella zona del disagio da caldo che può essere moderato (fino a 32 gradi), forte (fino a 38 gradi), molto forte (fino a 46 gradi) oppure estremo (sopra i 46 gradi). Sotto i 9 gradi si entra invece nella zona del disagio da freddo che può essere debole (fino a zero gradi), moderato (fino a meno 13 gradi), forte (fino a meno 27 gradi), molto forte (fino a meno 40 gradi) oppure estremo (sotto i 40 gradi).
Come abbiamo visto il 25 maggio la temperatura massima a Lucca è arrivata a 33,9 gradi C, appena sotto la soglia di 34 che nel mese di maggio viene registrata raramente nel centro storico di Lucca: soltanto un giorno nel 2022, 3 giorni nel 2009, 1 giorno nel 2005 e 1 giorno nel rovente anno 2003.
Con città italiane dal bollino rosso, estate anticipata e caldo africano che imperversa sul Mediterraneo ed anche sulla Toscana, il presidente della Regione Eugenio Giani ha firmato il 28 maggio scorso un’ordinanza che contiene una serie di indicazioni per ridurre i rischi per i lavoratori costretti a lavorare all’aperto o in ambienti esposti a forte calore. Fino al 31 agosto 2026, nei giorni a rischio, dalle 12,30 alle 16,00 sarà dunque vietato in Toscana il lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole, qualora, nonostante le misure di prevenzione adottate e indicate anche negli anni scorsi dalla Regione (dal creare zone di ombra a pause durante il lavoro, dalla riprogrammazione dei turni all’uso di indumenti adeguati fino ad una corretta idratazione), il pericolo di stress da calore permanga e comporti pericoli rilevanti per la salute del lavoratore. La responsabilità della scelta cade sul datore di lavoro. Il divieto vale su tutto il territorio regionale e riguarda l’attività nel settore agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili all’aperto e nelle cave. Ad indicare se si tratta di un giorno a rischio saranno le mappe pubblicate sul sito Worklimate3.0. Vale l’indicazione relativa alle ore 12: se il livello di rischio è “alto”, può scattare il divieto.

Non si applica alle pubbliche amministrazioni, ai concessionari di pubblico servizio e ai loro appaltatori quando si tratta di interventi di pubblica utilità, di protezione civile e/o di salvaguardia della pubblica incolumità, purché comunque siano messe in atto idonee misure organizzative ed operative di prevenzione raccomandate in tutte le lavorazioni all’aperto o in ambienti chiusi non climatizzati.
«Visto l’andamento climatico e della stagione ho deciso di anticipare la consueta ordinanza estiva – spiega il presidente della Toscana, Eugenio Giani –. Elevata temperatura, umidità e la prolungata esposizione al sole costituiscono infatti un pericolo per la salute dei lavoratori, che vogliamo tutelare. Un prolungato stress termico e colpi di calore possono avere esiti anche letali».
Gli effetti delle ondate di calore possono provocare danni alla salute, in particolare alle persone della terza età, più esposte ai disturbi provocati dalle temperature elevate. Segui una serie di piccoli accorgimenti e consigli per star bene.
In casa
- scegli le prime ore del mattino per rinfrescare i locali dell’abitazione;
- impedisci l’ingresso dei raggi solari con tende alle finestre, persiane, veneziane e scuri per controllare la temperatura delle stanze;
- soggiorna nelle zone più fresche della casa e preferisci gli ambienti ventilati;
- cerca di trascorrere poco tempo ai piani alti delle abitazioni con tetti e solai non bene isolati e nelle zone esposte al sole: non ricevono la giusta areazione;
- limita l’uso dei fornelli e del forno che tendono a riscaldare l’ambiente domestico;
- lavati con acqua tiepida: rinfresca e dà una sensazione di benessere;
- privilegia l’uso di un condizionatore d’aria, ma è buona regola non abbassare eccessivamente la temperatura rispetto all’esterno per evitare bruschi sbalzi termici;
- se usi ventilatori meccanici non indirizzarli direttamente sulle persone e regolali in modo che l’aria circoli in tutto l’ambiente;
- bevi molti liquidi e preferisci bevande non alcoliche e senza caffeina. Adotta un’alimentazione leggera a base di frutta, verdura, pesce e conserva al fresco gli alimenti;
- a letto evita coperte e pigiami aderenti, meglio un lenzuolo.
Fuori casa
- evita di uscire nelle ore calde della giornata (dalle 11 alle 17) ed evita l’esposizione diretta al sole;
- preferisci i vestiti di colore chiaro, non aderenti e possibilmente di cotone e lino (evita fibre sintetiche). Non dimenticare occhiali da sole e cappello;
- se svolgi attività fisica, programmala al mattino presto o dopo il tramonto;
- trascorri più tempo possibile in ambienti climatizzati (negozi o altri luoghi pubblici).
In auto
- se l’auto non ha climatizzatore, evita di viaggiare nelle ore più calde della giornata;
- se hai parcheggiato l’auto al sole, prima di iniziare il viaggio, ventila l’abitacolo per abbassare la temperatura interna;
- se devi fare un lungo viaggio porta dell’acqua con te, potrà essere utile soprattutto nel caso di code o rallentamenti;
- non lasciare persone o animali, nemmeno per brevi periodi, nell’auto parcheggiata al sole;
- se l’auto è climatizzata, prima di fermarsi per la sosta, regola la temperatura su valori di circa 5°C inferiori a quella esterna;
- usa tendine parasole;
- evita di orientare le bocchette della climatizzazione verso il conducente e i passeggeri.
Uso dei farmaci
- leggi attentamente le modalità di conservazione riportate sulle confezioni dei farmaci. Qualora non fossero esplicitate, conserva i farmaci nella loro confezione, lontano da fonti di calore e da irradiazione solare diretta e, comunque, a temperatura inferiore ai 30°C;
- il caldo può potenziare l’effetto di molti farmaci utilizzati per la cura dell’ipertensione e di molte malattie cardiovascolari. È opportuno quindi effettuare un controllo più assiduo della pressione arteriosa ed eventualmente richiedere il parere del medico curante.
- Ogni decisione sulla terapia deve essere presa sempre in accordo con il medico alla luce di ogni singola situazione clinica.
