Sul Caffè Caselli Di Simo Veronesi parla chiaro

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Approfitto della disponibilità del nostro editore, il caro amico Andrea Bicocchi, che mi consente di intervenire su “Lo Schermo” anche fuori dell’appuntamento settimanale fissato per giovedì.

Ma ne vale la pena perché è proprio il caso di battere il ferro quando questo è caldo. A scaldarlo ha provveduto il maestro Umberto Veronesi, presidente del Comitato Celebrazioni Pucciniane che a proposito della penosa vicenda del caffè Caselli Di Simo stamani le ha cantate proprio chiare.

Una suonata in piena regola indirizzata ai governanti di Palazzo Santini. E così forte, con tanto di tromboni, che dovrebbe dare la sveglia a tutti i letargici ospiti di quel Palazzo.

Veronesi ha lamentato la triste condizione del Caffè di via Filllungo, che considera uno dei più significativi luoghi dell’identità pucciniana di Lucca, ed ha quindi ricordato di essere già intervenuto sulla questione dichiarando la sua disponibilità a sostenere un’iniziativa per far riaprire il Caffè Caselli.

Ma, questo è il pezzo forte della suonata, da palazzo Santini non gli è arrivato nessun segno di interesse. Neppure una telefonata che gli manifestasse l’attenzione per la sua proposta e lo invitasse ad un incontro per una prima, indispensabile, verifica delle intenzioni e delle possibilità.

Dal bunker di palazzo Santini silenzio assoluto. Come se la cosa non meritasse una benché minima attenzione.

Ha fatto bene Veronesi a parlare chiaro e a fornire gli elementi di una vicenda che stata fin troppo avvolta nelle nebbie.

Dopo le sue parole quel malefico gioco delle tre carte, che fino ad ora ha consentito di celare nomi e volti dei responsabili dell’affossamento della vicenda Caselli, non è più possibile. È da attendere quanto meno una reazione da parte dei letargici, tra i quali Veronesi non colloca il sindaco Pardini, che, così dice il maestro, gode della sua stima.

Insomma una suonata in piena regola. Alla quale, non con il trombone, che non ho mai suonato, ma con un clarinetto voglio aggiungere una lieve cavatina.

Eccola: se non fossero affetti da supponente inconcludenza, contratta negli anni lettiani e non ancora superata, forse i sedicenti oppositori che deambulano in palazzo Santini potrebbero trovare nelle parole del maestro Veronesi lo spunto per incalzare la giunta e la maggioranza, magari ricordando i vocalizzi e i gesti pro riapertura del Caselli del tempo in cui questi stavano all’opposizione.

Fine della cavatina e buona domenica a tutti.

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3 Commenti

  1. impietosa e corretta analisi della situazione Caffe Caselli – Di Simo.; meno male che se ne è entrato in campo anche il Maestro: adesso la palla è in mano al Sindaco, perchè se aspettiamo i dormienti beati della cosiddetta “opposizione”…: Quelli Dante li metterebbe nel girone degli ignavi, perchè più ignavi di cosi… Silenti, dormienti, ignavi. Gli passano le trote davanti e cercano di pescare i girini . Mah… chissà come mai questo assordante silenzio.

  2. Ma davvero il comune di lucca pensa di celebrare Puccini senza muoversi e riaprire il caffè Di Simo??? Luogo caro a tutti i lucchesi e non una bandierina di parte.

  3. Il caffe’ Di Simo era luogo molto bellissimo, e per noi quando si veniva in Italia si ritrovava le nostre amicizie, un servizio magnifico. Speriamo che il Sindaco prenda provedimenti.

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