Monica Martini, nessuno si salva da solo

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“Sally cammina per la strada senza nemmeno guardare per terra

Sally è una donna che non ha più voglia di fare la guerra

Sally ha già visto che cosa ti può crollare addosso…”

È la canzone che passa la radio di un pomeriggio distrattamente pieno di tante cose da assolvere, le solite, in automatico, quasi non ci fai più caso.

Traffico, radio, pensieri, cose, qualcuno deve attraversare la strada, rallenti e senti la frenata di schianto dell’auto che ti sta dietro. Senti il rumore delle ruote che cercano di fermarsi ma che si avvicinano, ti prepari all’impatto…

In un attimo tutto può cambiare e non lo sai.

No. Nessun incidente per fortuna, ma è solo fortuna. Nessuno si è fatto male stavolta. Solo un po’ di spavento. E la signora con il suo cagnolino ha attraversato tranquillamente la strada.

Riprendo la mia guida, procedo con il batticuore: e se non fosse riuscito a frenare?

“Ma forse Sally, è proprio questo il senso, il senso del tuo vagare..”

Non ci avevo pensato prima quanto questa canzone mi ricordasse la storia di Monica, che una sera uscì di casa ragazza e non ci tornò più uguale a prima.

La forza folle, la resistenza alla sofferenza, la determinazione di risollevarsi di Monica hanno qualcosa di leggendario.

Era una giovane donna che lavorava e all’uscita dal lavoro, a causa di un auto che si schiantò drammaticamente sul mezzo che trasportava lei e altri tre giovani, si ritrovò appesa ad un filo di speranza e con il volto completamente sbriciolato. Massicci e profondi traumi che le avrebbero cambiato non solo il volto ma la vita, almeno quella conosciuta fino a quel momento.

Immaginate voi, adesso, ancora di più oggi che sembriamo dipendere dal giudizio che otteniamo sul nostro aspetto, la prima volta che Monica – dopo mesi e mesi di riabilitazione e viva per miracolo – si riguardò allo specchio…

Nel corso di 20 anni ha subito oltre 200 interventi chirurgici, ha ricostruito la sua esistenza da zero come una fenice, cadendo e rialzandosi e nel frattempo riaffermando la dignità del suo aspetto, rifiutando facili offerte, investendo in progetti ambiziosi, un’Agenzia di viaggio e altre imprese.

Monica Martini è tra le persone che incontriamo per strada e di cui non conosciamo il peso che portano sulle loro spalle e alle quali dobbiamo – come a noi stesse – il rispetto del saluto e il sorriso.

Lei le ha contate tutte, le sue ferite. Come una guerriera con le sue cicatrici.

E ancora una volta è riuscita a superare l’ennesima circostanza critica reagendo in modo edificante, cercando di trasformare la sua esperienza in aiuto per il prossimo.  Per questo motivo ha fondato l’Associazione Casi Complessi Chirurgia Maxillo Facciale, per farne cultura e conoscenza, studio e informazione. Un’Associazione che conta sul sostegno dello specialista ed esperto medico chirurgo dottor Gianmauro Liberatore, il professionista che le ha salvato la vita e con il quale sono al lavoro per presentare, a Lucca, il primo convegno di Maxillo Facciale. Proprio con lui ne approfondiamo le finalità raggiungendolo al telefono:

“Questa Associazione nasce dall’idea di Monica Martini, una mia paziente che ha subito un trauma maxillo facciale importante che l’ha costretta a sottoporsi a numerosi interventi chirurgici ricostruttivi della propria faccia. L’intento di questa Associazione è di riunire il maggior numero di persone possibili interessate a casi complessi di problematiche che coinvolgono la faccia e il distretto maxillo-facciale dando sostegno aiuto e conforto a tutti coloro che per i più disparati motivi non possono oppure non riescono a mettersi in contatto con uno specialista in grado di risolvere i loro problemi.”

L’obiettivo principale?

“Ce ne sono tanti, tra i principali sicuramente riuscire ad organizzare mediante l’acquisizione delle più innovative tecnologie a disposizione. Sul mercato lo studio e la programmazione chirurgica mirata di ogni singolo paziente affetto da una patologia complessa che interessi la faccia! Ma lo scopo più importante di questa Associazione è quello di divulgare e far conoscere alla popolazione cos’è la chirurgia maxillo-facciale perché la conoscono in così pochi nonostante sia nata come specialità più di cinquant’anni fa.

Quali sono le aree di pertinenza?

“La chirurgia maxillo-facciale si occupa di traumatologia facciale sia dei tessuti molli che dello scheletro facciale, così come delle malformazioni che colpiscono e coinvolgono la faccia. Si differenzia da tutte le altre specialità perché ha nel suo bagaglio culturale l’aspetto funzionale ed estetico del distretto oro maxillo-facciale e quindi dell’occlusione dentale e della funzionalità articolare. Altro aspetto importante della chirurgia maxillo-facciale è dato dal fatto che i pazienti possono avere da un giorno di vita fino a 100 anni!

Voglio aggiungere, per concludere, che altro scopo importante di questa Associazione è di poter aiutare giovani chirurghi a perfezionarsi sulle innovative tecniche chirurgiche con borse di studio.”

Ringraziamo il dottor Liberatore. Se dal dolore riuscissimo a generare nuove opportunità, forse, avremmo ancora speranza di migliorare la nostra co-esistenza di società civile. Sono sempre più frequenti le storie come quelle di Monica Martini, che danno e restituiscono coraggio e nuove opportunità di azione, per chi non ha né l’una né l’altra cosa.

Anche per questo, per tutti coloro che fossero interessate potete seguire e contattare l’Associazione sui suoi profili social.

E la radio continua a suonare: “Ed un pensiero le passa per la testa/ Forse la vita non è stata tutta persa/ Forse qualcosa s’è salvato/ Forse davvero non è stato poi tutto sbagliato/ Forse era giusto così..”

Forse, ma forse… Ma sì.

Debora Pioli
Debora Pioli
Pianista e italianista di formazione, con specializzazione in comunicazione politica, dell’arte e della differenza di genere. Librettista d’opera, autrice di prosa e poesia, lavoro come content strategist e personal writer. Madre di Viola e Leonardo. Mi piace stare “Oltre Lo Schermo.”

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