Don Milani – la scuola dei poveri.

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In questi giorni si è celebrato il centenario della nascita di Don Lorenzo Milani. Anniversario che ha visto proprio oggi anche il Capo dello Stato in visita nei luoghi dell’attività del sacerdote per un omaggio. È quindi l’occasione per un breve ritratto della persona e della sua opera ma anche per introdurre una riflessione (che si svilupperà in prossimi articoli) sulla scuola italiana.

Don Milani è stato un sacerdote e un educatore che ha fondato una scuola popolare per i “figli dei poveri” nella canonica di Barbiana, un piccolo paese di montagna nel comune di Vicchio, in provincia di Firenze.

Nato a Firenze il 27 maggio 1923 da una famiglia borghese e colta, si avvicinò alla fede e alla vocazione sacerdotale dopo aver studiato pittura all’Accademia di Brera a Milano. Fu ordinato prete nel 1947 e inviato prima a Montespertoli e poi a San Donato di Calenzano, dove iniziò la sua attività di insegnamento ai giovani operai e contadini della sua parrocchia. Nel 1954 fu nominato priore di Barbiana.

Ma è il suo pensiero che lo ha fatto diventare un simbolo: la sua opera fu di formazione parallelamente alla denuncia della natura classista dell’istituzione scolastica italiana. Con i suoi allievi scrisse la celebre “Lettera a una professoressa”, pubblicata nel 1967, in cui espose i principi e i metodi della sua pedagogia, basata sulla cooperazione, sull’autonomia, sulla critica e sulla responsabilità sociale.

Morì il 26 giugno 1967 per una leucemia fulminante.

Don Milani ha segnato la storia dell’istruzione italiana con la sua visione di una scuola inclusiva, capace di dare voce e opportunità ai più deboli e ai più emarginati. Le sue modalità di educatore furono cristiane e laiche: si sono ispirate al Vangelo e alla Costituzione, ma anche alla sua esperienza diretta con i ragazzi di montagna, che vivevano in condizioni di povertà e di isolamento. Don Milani ha fondato diverse iniziative per promuovere la cultura e la cittadinanza tra i suoi allievi, come il doposcuola serale, la biblioteca popolare, il giornalino parrocchiale, il centro studi e documentazione. Ha anche sostenuto il diritto alla disobbedienza civile in nome della coscienza, come testimoniato dalla sua “Lettera ai giudici” del 1965. Alcune delle sue metodologie sono state poi adottate comunemente nel sistema educativo, come il lavoro di gruppo, l’interdisciplinarità, l’apprendimento per problemi, la valutazione formativa.

La vita di Don Milani fu però anche segnata da polemiche e crisi: in particolare la sua opera “Esperienze Pastorali” fu ritirata dal commercio ad opera del Sant’Uffizio per non approvazione dell’Imprimatur. Tale decisione fu comunicata a Don Milani il 14 dicembre del 1958 dal vescovo coadiutore di Firenze:

Molto reverendo e caro don Lorenzo,
            da Roma sono incaricato di comunicarle quanto segue:
            La sacra Congregazione del S. Uffizio ha disposto, dopo aver sottoposto ad accurato esame la sua recente pubblicazione ” Esperienze Pastorali” che essa venga ritirata dal commercio. Ho già avvisato l’Editore a mettere ciò in esecuzione:
            Quanto sopra potrà recarle qualche amarezza. Son tuttavia sicuro che la sua pietà sacerdotale l’aiuterà ad accettare con docilità filiale le disposizioni della Santa Sede.
            Il Signore con mancherà di venirle incontro con i suoi lumi e con la sua grazia confortandola.
            Augurandole un Santo Natale, le invio paterni saluti
            Benedicendola
                                                                                             Dev.mo  nel  Signore
                                                                                             Ermenegildo Florit
                                                                                           Arcivescovo Coadiutore

Questa decisione addolorò molto il sacerdote che comunque non oppose resistenza. La decisione poi resistette a 4 richieste di revisione con 3 papi diversi (Leone XXII, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI) per poi essere ritirata nel 2014.

L’opera di Don Miani, sebbene sia stata recentemente molto valorizzata, è quindi segnata anche da valutazioni non unanimi su risultati e metodi. Certamente, però, fu significative per il suo tempo e spinge anche noi a domandarci, come fece lui, qual è lo stato di salute della nostra scuola.

Andrea Bicocchi @Andrea_Bicocchi

Andrea Bicocchi
Andrea Bicocchi
Imprenditore, editore de "Lo Schermo", volontario. Mi piace approfondire le cose e ho un'insana passione per tutto quello che è tecnologia e innovazione. Sono anche convinto che la comunità in cui viviamo abbia bisogno dell'impegno e del lavoro di tutti e di ciascuno. Il mio impegno nel lavoro, nel sociale e ne Lo Schermo, riflettono questa mia visione del mondo.

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1 commento

  1. Bell’articolo. Prosegua pure, Dott. Bicocchi , nell’analisi della vita e dell’opera di Don Milani. Buon lavoro !!

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