C’era una volta il freddo. Gennaio aveva il primato anche con i giorni della merla.

-

Brividi di freddo? Anche questa mattina? Siete sicuri non sia soltanto una sensazione, magari dovuta a qualche condizione morbosa stagionale?

Vero che nelle ultime notti, da quella fra giovedì 11 e venerdì 12 gennaio, un paio di volte, il termometro è sceso sotto lo zero anche nel centro storico di Lucca, ma siamo ben lontani dal freddo vero, quello che fa registrare le temperature medie più basse proprio in questo mese di gennaio.

Prendiamo come riferimento il centro storico di Lucca anche se, ovviamente, non è la zona della provincia di Lucca oppure della Toscana dove si registrano le temperature più basse, oppure quelle più alte, nei vari mesi dell’anno, dunque nemmeno le medie storiche estreme. Nell’immagine qui sopra si nota che il mese di gennaio ha una media storica di 6,5 gradi C, ovvero la più bassa in assoluto, seguito in questa speciale classifica dai mesi di dicembre con 7,3 gradi C e di febbraio con 7,8 gradi C. Ovviamente si parla di valori medi storici che significano variazioni anche rilevanti fra le medie più basse e quelle più alte.

Dunque il mese di gennaio è tradizionalmente il più freddo, almeno guardando ai dati degli ultimi 90 anni nel centro storico di Lucca. Il primato del gennaio più freddo appartiene, al 1985 con una media di appena 2,4 gradi a fronte della media storica di 6,5 gradi. Il mese più freddo in assoluto resta comunque il febbraio 1956 con una media di appena 1,3 gradi a fronte della media storica di 7,8 gradi. Fu il mese della celebre nevicata anche a Roma, cantata da Mia Martini nell’omonima canzone.

Le previsioni stagionali del Lamma (Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale) per la Toscana indicano un mese di gennaio con temperature superiori alla norma e numero di giorni piovosi nella norma, un febbraio con temperature superiori alla norma e numero di giorni piovosi nella norma e un marzo con temperature e numero di giorni piovosi nella norma. Dire temperatura superiore alla norma significa una anomalia superiore a più un grado C. «Per tutto il bimestre gennaio-febbraio sono attese anomalie termiche positive e un numero di giorni piovosi attorno alla norma – si legge nella previsione stagionale del Lamma – tuttavia le precipitazioni potranno far registrare quantitativi più elevati del normale a causa della maggiore disponibilità di calore latente e di vapore acqueo proveniente dalle acque più calde del normale del Mediterraneo e del vicino Atlantico».

Intanto l’anno 2023 è stato il secondo più caldo dal 1934. In questa classifica, che conferma i cambiamenti climatici, è stato preceduto soltanto dall’anno 2022, che era stato caratterizzato anche da un livello di siccità record. I dati sono relativi al centro storico di Lucca, dunque ai termometri e ai pluviometri che si trovano nell’Orto botanico. In dettaglio l’anno 2023 si è chiuso con una media di 16,45 gradi rispetto ai 16,56 gradi dell’anno 2022. Dobbiamo evidenziare anche che negli ultimi 90 anni soltanto in sette casi si sono registrate temperature medie superiori ai 16 gradi e ben cinque di essi si trovano negli ultimi 10 anni. Ci sono stati infatti i 16,18 gradi dell’anno 2014, i 16,11 degli anni 1994 e 1979, i 16,08 gradi dell’anno 2018 e i 16,05 gradi dell’anno 2015. La temperatura media annua nel centro storico di Lucca, dal 1934 al 2023 è stata di 15,1 gradi.

Guardando la classifica mese per mese emerge il primato assoluto dell’ottobre scorso con una media di 18,9 gradi ovvero ben tre gradi superiore alla media che in 90 anni è di 15,9 gradi.

Gennaio 2023 si è fermato al dodicesimo posto con 8,1 gradi a fronte della media di 6,5 e del primato del gennaio 1936 che registrò 9,7 gradi. Ormai è da dimenticare l’espressione “i giorni della merla” che allude a un’antica leggenda con cui venivano indicati gli ultimi tre giorni del mese di gennaio, ritenuti i più freddi dell’anno. Forse lo erano veramente negli anni cinquanta o sessanta del secolo scorso, poi è arrivato il cambiamento climatico anche per questa leggenda secondo la quale quanto più erano freddi tanto prima sarebbe arrivata la bella stagione. Le rilevazioni meteo hanno ormai smentito che gli ultimi tre giorni di gennaio siano i più freddi dell’anno. Della simpatica leggenda probabilmente è rimasta traccia soltanto su qualche libro della Scuola Primaria.

Febbraio 2023 si è fermato al trentacinquesimo posto con 8,2 gradi a fronte della media di 7,8 e del primato del 1966 che registrò 10,9 gradi. Marzo 2023 si è fermato all’undicesimo posto con 12 gradi a fronte della media di 10,5 e del primato del 1991 che registrò 13,5 gradi. Aprile 2023 si è fermato al quarantesimo posto con 13,8 gradi a fronte della media di 13,7 e del primato del 2007 che registrò 16,9 gradi. Maggio 2023 si è fermato al ventiquattresimo posto con 18,6 gradi a fronte della media di 17,8 e del primato del 1986 che registrò 21,2 gradi. Giugno 2023 si è fermato al decimo posto con 23,4 gradi a fronte della media di 21,6 e del primato del 2003 che registrò 25,7 gradi. Luglio 2023 si è fermato all’ottavo posto con 26,3 gradi a fronte della media di 24,3 e del primato del 2015 che registrò 27,3 gradi. Agosto 2023 si è fermato al tredicesimo posto con 25,4 gradi a fronte della media di 24,1 e del primato del 2003 che registrò 28 gradi. Settembre 2023 si è fermato all’ottavo posto con 22,4 gradi a fronte della media di 20,5 e del primato del 1987 che registrò 23,1 gradi. Novembre 2023 si è fermato al trentaduesimo posto con 11,5 gradi a fronte della media di 10,9 e del primato del 1963 che registrò 13,8 gradi. Infine il dicembre 2023 si è fermato al quindicesimo posto della classifica dei più caldi a Lucca con una media di 8,8 gradi a fronte della media di 7,3 e del primato del dicembre 1978 che registrò una media di 9,9 gradi.

Guardando all’intera stagione autunnale (da ottobre a dicembre) si è piazzata al terzo posto con una media di 13,07 gradi, a fronte dei 13,20 del 2022 e dei 13,47 gradi del 2014.

Questa immagine dimostra che il freddo di una volta non c’è più. Le medie annue fra 14,5 e 15,0 gradi C che caratterizzavano i decenni fra il 1930 e il 1960 sono progressivamente salite alle medie fra 15,5 e 16,0 gradi C dei decenni dal 1990 a oggi.

A livello globale si è parlato dell’anno 2023 come il più caldo di sempre ma è logico che ogni zona ha la propria classifica. Certamente anche i dati dei termometri e dei pluviometri che si trovano nel centro storico di Lucca (Orto Botanico) confermano un trend in evidente aumento della temperatura media annua, fenomeno ancora più visibile procedendo con le temperature medie decennio per decennio.

Si può dire veramente c’era una volta il freddo. Insomma non è soltanto una sensazione il non vedere più tanta neve, anche in montagna; le molte brinate o il ghiaccio sulle strade oppure sulle auto lasciate in sosta all’aperto nella notte. Nel centro storico di Lucca la neve sta diventando così infrequente da poter parlare di un’anomalia, un’eccezione, un evento da valutare volta per volta.

Intanto possiamo ricordare che nel gennaio 1985 si registrò nel centro storico di Lucca il primato assoluto del freddo: all’alba del giorno 11 gennaio la colonnina di mercurio scese a meno 13,4 gradi C, ma il mese più freddo fu il febbraio 1956 con la media mensile di 1,3 gradi C, quando le temperature minime nel centro storico di Lucca furono sempre sotto lo zero nei primi 22 giorni di febbraio, mentre la temperatura più bassa si fermò comunque a -8,8 gradi C il giorno 16 febbraio.

Il calo delle temperature registrato negli ultimi giorni di questo mese di gennaio 2024 ha dimezzato la temperatura media che si era registrata nei primi 8 giorni di questo inizio anno 2024. Siamo infatti scesi da una media di 10,6 a una di 5,7 gradi C degli ultimi 6 giorni.

In effetti la temperatura media di inizio mese (alla mezzanotte di ieri, domenica 14 gennaio, eravamo comunque a una media di 8,5 gradi C, ovvero al nono posto nella classifica dei più caldi dal 1934) aveva fatto scattare l’allarme anche dal mondo dell’agricoltura.

«Peschi e susini in fiore come a primavera ed ortaggi mignon nei campi a causa delle abbondanti piogge e del caldo anomalo dell’autunno più caldo degli ultimi 70 anni e del dicembre più bollente dal 1955 secondo il Lamma. Condizioni – ha detto Coldiretti Toscana – che bene inquadrano uno scenario climatico che ha sconvolto il ritmo delle stagioni e messo in crisi la natura e l’agricoltura. L’arrivo dell’inverno con il brusco crollo della colonnina di mercurio in queste condizioni di eccezionalità gettano nel panico gli agricoltori che devono affrontare gli sconvolgenti “risvegli” delle piante con il serio rischio di vedere compromessi i prossimi raccolti in seguito all’approdo anche nella nostra regione delle correnti fredde con neve sull’Appennino e un repentino abbassamento delle temperature dopo la Befana. Il 2023 è stato un anno particolarmente complicato e difficile per le 52 mila imprese agricole della regione con 183 eventi estremi tra bombe d’acqua, trombe d’aria, alluvioni, fenomeni che sono cresciuti del 10 per cento rispetto al 2022 e che hanno fortemente danneggiato le coltivazioni, le strutture e le infrastrutture agricole. In un caso su due si è trattato di eventi legati a precipitazioni forti, abbondanti ed intense che, unite al caldo, hanno favorito l’esplosione di funghi e malattie e modificato il normale ciclo vegetativo delle colture in campo».

A Massa, nella frazione di Romagnano, la coltivazione di finocchi di Paolo Caruso ne è la prova. «Avrebbero dovuto avere una pezzatura di almeno 500 grammi ciascuno – ha detto Paolo Caruso – ma con l’umidità persistente dovuta alle tante piogge di questo periodo sono rimasti più piccoli e raggiungeranno a malapena i 300 grammi. I finocchi sono buonissimi ma sono più piccoli e macchiati: si venderanno con più difficoltà nei mercati ed avrò un incasso quasi dimezzato per questa particolare produzione. Da un paio di anni su questi stessi terreni, coltivando le solite varietà invernali e piantando la solita quantità di piantine, raccolgo il 40 per cento in meno».

Per Coldiretti Toscana siamo di fronte ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense e il rapido passaggio dal caldo al maltempo con effetti devastanti come dimostrano le alluvioni di maggio nell’alto Mugello e novembre nel nord della regione. Una calamità, quest’ultima, che è costata più di 50 milioni di euro di danni alle imprese agricole.  Senza dimenticare che senza il freddo le popolazioni di insetti che causano danni alle colture potrebbero sopravvivere e svernare per attaccare i raccolti nella prossima primavera aggiungendo ulteriori elementi di penalità per il settore. 

Se da un lato l’agricoltura è il settore più danneggiato, dall’altro è anche il più impegnato per contrastarli. «I cambiamenti climatici impongono una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla meteorologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio – ha spiegato Letizia Cesani, presidente Coldiretti Toscana –. Un obiettivo che richiede un impegno delle Istituzioni per accompagnare innovazione dall’agricoltura 4.0 con droni, robot e satelliti, ed in questo senso la Regione Toscana sta andando nella direzione giusta fino alla nuova genetica green no ogm, ma anche ricerca e innovazione per lo sviluppo di coltivazioni resistenti e salvaguardare la fertilità dei terreni. Così come è altrettanto importante recuperare una parte dei 16 mila invasi già censiti nella nostra regione per raccogliere le acque piovane per poi rilasciarle nel momento del bisogno e semplificare la realizzazione di nuovi».

Torniamo alle nostre classifiche relative al centro storico di Lucca. Andiamo ad analizzare le «Top 5» dei mesi più freddi e di quelli più caldi, e le classifiche dei cinque anni più freddi e dei cinque anni più caldi.

Come si vede nell’immagine qui sopra l’anno con la temperatura media più bassa, dunque quello che possiamo definire il più freddo, è stato il 1989 con una media di appena 12,95 gradi C. Segue il 1956 con 13,53 gradi C, il 1940 con 13,87 gradi C, il 1954 con 13,97 gradi C e il 1938 con 14,03 gradi C. La classifica degli anni più caldi vede al primo posto il 2022 con una media di 16,56 gradi C, seguito dal 2023 con 16,45 gradi C, al terzo posto il 2014 con 16,18 gradi C, al quarto il 1979 e il 1994 entrambi con una media di 16,11 gradi C. La differenza fra l’anno più freddo e quello più caldo è limitata a 3,61 gradi C. Ben diversa è la differenza fra il mese più freddo in assoluto (sempre considerando il periodo 1934-2023) ovvero il febbraio 1956 (media di 1,3 gradi C) e il mese più caldo in assoluto ovvero l’agosto 2003 (media di 28 gradi C). Significa una differenza di ben 26,7 gradi C.

E ora vediamo mese per mese gli anni che hanno avuto le medie più basse e quelle con le medie più alte.

Gennaio. I cinque più freddi sono stati: 1985 (media 2,4 gradi C), 1942 (media 2,6 gradi C), 1945 (media 3,2 gradi C), 1990 (media 3,3 gradi C) e 1940 (media 3,7 gradi C). I cinque più caldi sono stati: 1936 (media 9,7 gradi C), 1988 (media 9,4 gradi C), 1955 (media 9,1 gradi C), 1977 (media 9,0 gradi C) e 2007 (media 9,0 gradi C).

Febbraio. I cinque mesi più freddi sono stati: 1956 (media 1,3 gradi C), 2005 (media 4,5 gradi C), 2003 (media 4,6 gradi C), 2012 (media 4,7 gradi C) e 1963 (media 5,0 gradi C). I cinque mesi più caldi sono stati: 1966 (media 10,9 gradi C), 1977 (media 10,9 gradi C), 1990 (media 10,8 gradi C), 2014 (media 10,8 gradi C) e 1980 (media 10,3 gradi C).

Marzo. I cinque mesi più freddi sono stati: 1958 (media 7,4 gradi C), 1971 (media 7,4 gradi C), 1939 (media 7,6 gradi C), 1962 (media 7,7 gradi C) e 1970 (media 8,5 gradi C). I cinque mesi più caldi sono stati: 1991 (media 13,5 gradi C), 1977 (media 13,1 gradi C), 2001 (media 13,1 gradi C), 2012 (media 12,9 gradi C) e 2017 (media 12,9 gradi C).

Aprile. I cinque mesi più freddi sono stati: 1938 (media 10,6 gradi C), 1989 (media 10,6 gradi C), 1973 (media 10,9 gradi C), 1958 (media 11,0 gradi C) e 1997 (media 11,8 gradi C). I cinque mesi più caldi sono stati: 2007 (media 16,9 gradi C), 2018 (media 16,7 gradi C), 2011 (media 16,0 gradi C), 2009 (media 15,8 gradi C) e 1961 (media 15,7 gradi C).

Maggio. I cinque mesi più freddi sono stati: 1939 (media 14,3 gradi C), 1941 (media 14,8 gradi C), 1989 (media 15,1 gradi C), 1938 (media 15,2 gradi C) e 1991 (media 15,2 gradi C). I cinque mesi più caldi sono stati: 1986 (media 21,2 gradi C), 2003 (media 20,7 gradi C), 2009 (media 20,3 gradi C), 2022 (media 20,2 gradi C) e 1992 (media 20,0 gradi C).

Giugno. I cinque mesi più freddi sono stati: 1989 (media 18,4 gradi C), 1995 (media 18,4 gradi C), 1956 (media 19,0 gradi C), 1980 (media 19,1 gradi C) e 1953 (media 19,3 gradi C). I cinque mesi più caldi sono stati: 2003 (media 25,7 gradi C), 2022 (media 25,1 gradi C), 1979 (media 24,3 gradi C), 2019 (media 24,3 gradi C) e 2017 (media 24,1 gradi C).

Luglio. I cinque mesi più freddi sono stati: 1980 (media 21,0 gradi C), 1954 (media 21,7 gradi C), 1989 (media 21,7 gradi C), 1940 (media 22,2 gradi C) e 1966 (media 22,2 gradi C). I cinque mesi più caldi sono stati: 2015 (media 27,3 gradi C), 2022 (media 27,1 gradi C), 1952 (media 26,9 gradi C), 1983 (media 26,9 gradi C) e 2006 (media 26,9 gradi C).

Agosto. I cinque mesi più freddi sono stati: 1954 (media 21,4 gradi C), 1968 (media 21,5 gradi C), 1977 (media 21,6 gradi C), 1989 (media 21,6 gradi C) e 1976 (media 22,0 gradi C). I cinque mesi più caldi sono stati: 2003 (media 28,0 gradi C), 2009 (media 26,6 gradi C), 1994 (media 26,5 gradi C), 2012 (media 26,4 gradi C) e 1992 (media 26,3 gradi C).

Settembre. I cinque mesi più freddi sono stati: 1972 (media 17,1 gradi C), 1989 (media 17,2 gradi C), 1977 (media 18,1 gradi C), 1965 (media 18,3 gradi C) e 1960 (media 18,4 gradi C). I cinque mesi più caldi sono stati: 1987 (media 23,1 gradi C), 1991 (media 22,8 gradi C), 1975 (media 22,7 gradi C), 1982 (media 22,7 gradi C) e 2011 (media 22,7 gradi C).

Ottobre. I cinque mesi più freddi sono stati: 1974 (media 11,0 gradi C), 1936 (media 11,5 gradi C), 1989 (media 12,6 gradi C), 1972 (media 14,0 gradi C) e 1956 (media 14,1 gradi C). I cinque mesi più caldi sono stati: 1923 (media 18,9 gradi C), 2022 (media 18,6 gradi C), 1990 (media 18,4 gradi C), 2001 (media 18,4 gradi C) e 2013 (media 18,1 gradi C).

Novembre. I cinque mesi più freddi sono stati: 1989 (media 7,0 gradi C), 1998 (media 8,7 gradi C), 1956 (media 9,0 gradi C), 1966 (media 9,0 gradi C) e 1988 (media 9,0 gradi C). I cinque mesi più caldi sono stati: 1963 (media 13,8 gradi C), 2014 (media 13,8 gradi C), 1994 (media 13,2 gradi C), 1992 (media 12,8 gradi C) e 2002 (media 12,8 gradi C).

Dicembre. I cinque mesi più freddi sono stati: 1940 (media 2,9 gradi C), 1991 (media 4,0 gradi C), 1962 (media 4,4 gradi C), 2001 (media 4,6 gradi C) e 1989 (media 4,9 gradi C). I cinque mesi più caldi sono stati: 1978 (media 9,9 gradi C), 1955 (media 9,7 gradi C), 1959 (media 9,5 gradi C), 1979 (media 9,4 gradi C) e 2022 (media 9,4 gradi C).

Share this article

Recent posts

Popular categories

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Recent comments

Daniele Celli on Campi Minati
Mariacristina Pettorini Betti on E se dai francesi imparassimo la coerenza?
Bruno on Cima Vallona
Mariacristina Pettorini Betti on IN RICORDO DI GIOIRGIO AMBROSOLI UN ITALIANO