Riapertura delle scuole, il Provveditore Buonriposi garantisce: “A Lucca si ripartirà con certezza il 14 Settembre, ma rimane da capire come gestire i casi di contagio”

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Dopo le preoccupanti parole di uno dei consiglieri del Ministro della Salute in merito alla possibile non riapertura delle scuole a Settembre, in tutta la penisola si è diffuso il panico. La didattica a distanza non ha funzionato e, per molte famiglie, la chiusura delle scuole significa impossibilità di recarsi a lavoro per assistere i ragazzi durante le lezioni. A tal proposito abbiamo intervistato il Provveditore agli Studi, Donatella Buonriposi, che ci ha illustrato la situazione in Lucchesia rappresentandoci anche le difficoltà connesse alle carenze di organico nel corpo docente.

Walter Ricciardi, consigliere del Ministro della Salute Roberto Speranza, ha detto che la riapertura delle scuole non è così scontata. Dott.ssa Buonriposi, quali sono le ultime evoluzioni?

Il 14 Settembre le scuole lucchesi ripartiranno, voglio dare questa certezza. Perché ciò non avvenga sarebbe necessaria un’impennata fuori misura dei tassi di contagio, che oggi mi sento di escludere perché c’è qualche aumento ma non così drammatico.

Rispetto alla Lombardia, al Veneto e all’Emilia Romagna, i dati inerenti al tasso di contagio nella nostra Regione sono effettivamente più rassicuranti. La didattica a distanza, quindi, sarà definitivamente accantonata?

Quella a distanza non sarà certamente la didattica prevalente, perché tutto il mondo della scuola è ormai concorde nel ritenere che è fondamentale che la didattica preveda il rapporto dal vivo tra alunno e docente. Molte scuole, però, dovranno comunque prevedere una parte di orario con la didattica a distanza. Questo perché ci sono istituti – soprattutto superiori – con oltre 1500 studenti, e quindi per garantire il distanziamento sono stati organizzati anche momenti di didattica a distanza, in misura estremamente ridotta e quando ciò si renda strettamente necessario. Attenzione, però: qui il problema non è tanto capire se le scuole riapriranno o meno, ma capire come gestire eventuali casi di contagio durante l’anno. Se viene individuato un ragazzo che ha contratto il virus, infatti, tutta la classe deve essere messa in quarantena e magari sottoposta a tampone. In una circostanza del genere è chiaro che, in quella stessa classe, si dovrebbe tornare alla didattica a distanza per garantire comunque l’insegnamento ai ragazzi.

Pare che sia in arrivo il documento redatto dall’Istituto Superiore di Sanità relativo alle indicazioni per la gestione di casi e focolai da Sars-Cov-2 nelle scuole. Si sente parlare di “Referente Covid” e di “stanza di isolamento”. Può darci qualche informazione più precisa?

Pare che tra gli insegnanti possano essere istituite figure professionali nuove, e quindi possa essere individuato questo “Referente Covid. Francamente non mi sembra una grande soluzione, però vediamo come si evolve il tutto. La cosiddetta “stanza di isolamento”, invece, è uno spazio dove il ragazzo può essere temporaneamente mandato laddove presenti all’improvviso febbre e qualche sintomo suggestivo di Covid. In tale circostanza vengono subito chiamati i genitori che, a loro volta, devono contattare quanto prima il medico di famiglia che darà loro tutte le istruzioni necessarie su come procedere. Questo è il percorso che le scuole devono fare.

Eventualmente, nel caso di riapertura con restrizioni, oggi quali scuole sarebbero in regola? Qual è, in generale, la situazione degli istituti in Lucchesia?

In Lucchesia le scuole sono più o meno tutte in condizioni di garantire la massima sicurezza e i protocolli adottati. Ovviamente, però, non escludo che permanga qualche problema, perché non è sempre così agevole trovare lo spazio per il giusto distanziamento sociale. Adesso, però, la questione più importante rimane quella relativa alla configurazione degli organici da parte del Ministero. La domanda è: avremo degli insegnanti in più? Ecco, ad oggi non abbiamo ancora questa certezza. A livello di organico, come tutti sanno, Lucca e Massa Carrara hanno subìto dei tagli abbastanza significativi. Le posso dire che questi tagli, purtroppo, non saranno recuperati. Per cercare di ovviare al problema ci sarà un contingente di personale aggiuntivo per il Covid, che sarà reclutato nelle varie graduatorie di istituto.

E le famiglie, di fronte a tutto questo, che cosa dicono?

Ci sono già dei problemi. Ci sono famiglie che chiedono una totale deregolamentazione e che stanno già diffidando i dirigenti scolastici affinché non applichino il protocollo previsto dal Decreto-Scuola. Dall’altro lato, invece, abbiamo dei comitati di genitori che chiedono garanzie assolute per la sicurezza dei bambini. Questi saranno i problemi che purtroppo dovranno affrontare i dirigenti, che adesso si trovano in una situazione particolarmente difficile. Proprio per questo riterrei giusto che anche per loro fosse previsto il cosiddetto scudo penale, per sollevarli da responsabilità che riguardano sia l’edilizia scolastica – sulla quale non hanno possibilità di azione e di intervento – ma anche per quanto riguarda la malattia. I presidi fanno i presidi, e quindi non sono degli esperti sanitari!

Giovanni Mastria
Giovanni Mastria
Nato a Lucca, classe 1991. Scrivo con passione di cultura, attualità, cronaca e sport e, nella vita di tutti i giorni, faccio l’Avvocato. Credo in un giornalismo di qualità e, soprattutto, nella sua fondamentale funzione sociale. Perché ho fiducia nel progetto "Oltre Lo Schermo"? Perché propone modelli e contenuti nuovi, giovani e non banali.

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