“Per il comune è più redditizio fare piste ciclabili che spendere in manutenzione di tombini”. San Vito come Venezia dopo due ore di pioggia: lo sfogo dei residenti

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Due ore di pioggia e Lucca diventa Venezia.
Strade come fiumi, traffico in tilt ed esercizi commerciali allagati.
Ci siamo abituati, o meglio, siamo stati costretti ad abituarci a questa situazione che va avanti da anni senza trovare risposte o soluzioni.

Durante il nubifragio di questi giorni la situazione che si è presentata è stata la medesima di sempre e le polemiche non sono mancate, soprattutto da parte dei residenti di San Vito.

Facciamo pure le piste ciclabili, ma se controllassimo gli scarichi sarebbe meglio. San Vito allagata” scrive un residente della zona, sdegnato dai corsi d’acqua nelle strade del quartiere. Effettivamente l’intera zona di San Vito, insieme a Via Salicchi e Sant’Anna, nella giornata di ieri si sono ritrovate praticamente sott’acqua. Sono molte le foto e i video a testimonianza di ciò, con negozi con l’acqua alta a tombini straripanti e strade impraticabili.

Ma chi dovrebbe stasarli i tombini?” chiede un cittadino.
Effettivamente, chi è addetto a questo servizio che pare dimenticato da 10 anni di dure e perpetue richieste degli abitanti?

I tombini sono pieni di letame, io vivo con mio marito portatore di handicap e la situazione è complicata”, continua una signora, anche lei residente a San Vito.

A spiegare dettagliatamente la situazione nel quartiere di San Vito sommerso dalla pioggia è stato un cittadino, Giovanni Mirko Dianda che ci ha raccontato le difficoltà della gestione idrica in presenza di incessanti precipitazioni: “purtroppo spesso, quando capitano forti piogge, la strada di Via Vecchia Pesciatina, quella praticamente tra il centro dell’impiego e il Bar Catelli, si allaga. Mediamente questo succede due, tre volte l’anno e l’ultima volta, prima di ieri, era capitato nel mese di gennaio. C’è da dire che purtroppo l’amministrazione ha deciso di fare i lavori per la realizzazione di piste ciclabili ma, nonostante siano indubbiamente utili, ha tralasciato questo importante problema che i residenti e i commercianti fanno presente da anni. Anzi, con i nuovi marciapiedi sono praticamente spariti i vecchi fori di scarico e questo ha portato inevitabilmente a un peggioramento della situazione. Se prima si formava una pozzanghera, adesso ci troviamo un lago!

Il punto centrale è proprio la manutenzione delle strade, dei tombini e l’inadeguatezza dei sistemi che ancora oggi sono presenti nonostante la discussione vada avanti da almeno un decennio e i richiami dei cittadini numerosi, soprattutto in passato quando era presente un piccolo distaccamento degli uffici comunali a San Vito. Richiami, peraltro, nemmeno presi in considerazione nonostante l’oggettiva difficoltà della situazione.
 C’è da dire che gli scarichi delle acque, effettivamente, sono stati concepiti in tempi in cui anche le condizioni climatiche erano diverse ed erano meno frequenti intense e battenti piogge, come adesso vediamo spesso. Probabilmente quindi, vista la realizzazione datata, in anni in cui c’era meno urbanizzazione, gli scarichi non sono in grado di assorbire la quantità di acqua che cade tutta insieme. Allo stesso tempo però, e a maggior ragione per questo motivo, la manutenzione dovrebbe essere obbligatoria in quanto la piena è inevitabile se i tombini non vengono stappati. Ugualmente il problema si presenta anche in campagna visto che le fosse non hanno sbocchi e che il fiume non viene drenato da anni: “è normale così quando le cose si lasciano in mano alle amministrazioni pubbliche” afferma, deluso, un cittadino.

Altro punto fondamentale è la creazione delle piste ciclabili che, a prescindere dalla loro utilità, sono considerate dalla maggior parte dei residenti della zona come uno spreco di risorse in quanto c’erano problematiche ben più importanti da risolvere prima.

Per le amministrazioni è più redditizio fare piste ciclabili che spendere in manutenzione di tombini” afferma un residente.
Il problema non sono le piste ciclabili, ma i soldi che vengono investiti per crearle. Certo servono e sono utilissime, ma noi tutti paghiamo la fognatura fior di soldi e gli scarichi non vengono mai mantenuti politici, portando poi a questo risultato. Quindi, se la Geal, che noi tutti paghiamo, non si preoccupa minimamente di questa situazione, dovrebbe intervenire il Comune e provvedere a risolvere la faccenda con i finanziamenti pubblici. Mi sembra più importante sistemare il lago di San Vito rispetto ad altri lavori” continua Mirta.

Manutenzione e pulizia, queste sconosciute” tuona infine un’altra cittadina facendo riferimento non solo alla periferia ma anche al centro storico. La situazione si presenta uguale infatti anche all’interno delle Mura, principalmente in Piazzale Verdi, nei pressi della fermata dei pullman dove, in queste circostanze, potrebbe essere più utile una gondola.

Quello che emerge dalle dure dichiarazione dei cittadini lucchesi è lo sdegno nei confronti di una problematica essenziale per la città ma che sembra dimenticata, dove le proteste e le richieste passano distrattamente sotto l’occhio del comune che però, ad oggi, ancora non si è mosso in questa direzione.

Non è da sottovalutare la questione, in quanto sarebbe doveroso un urgente intervento sul problema che rischia, a lungo andare, oltre a creare malumore e disagi tra i residenti, anche di minare la bellezza e l’eleganza di una Lucca che si ritrova sott’acqua abbandonata alla distrazione e alla sporcizia.

Bianca Leonardi
Bianca Leonardi
Classe 1992, Lucca. Una laurea in giornalismo e tanta voglia di dar voce a chi troppo spesso resta in silenzio. Lavoro da anni nella comunicazione e nell'organizzazione di eventi, saltando tra musica, teatro e intrattenimento. Perché "Lo Schermo"? Perché siamo giovani, curiosi e affamati di futuro.

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