Qualità della vita 2021: Lucca al 58° posto. Bene, ma non benissimo

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Come si vive nella provincia di Lucca? Nel complesso né bene né male, almeno secondo la ricerca sulla Qualità della vita 2021 realizzata, come ogni anno, dal Sole 24 Ore. Nella classifica delle 107 province italiane, capitanata ancora una volta da Trieste e tristemente chiusa da Crotone, Lucca si pone al 58° posto, con una crescita di 7 posizioni rispetto al 2020. Ma in cosa consiste questa ricerca? Come interpretare e, soprattutto, utilizzare questi dati?

Per l’indagine il Sole 24 Ore ha preso in considerazione 90 indicatori, suddivisi in sei macrocategorie, ovvero: ricchezza e consumi, affari e lavoro, ambiente e servizi, demografia e salute, giustizia e sicurezza, cultura e tempo libero. Ciascuna categoria, a sua volta, si compone di 15 indicatori, a ciascuno dei quali è stato assegnato un punteggio da 0 a 1000, sulla base dei dati rilevati nel corso dell’intero anno da vari enti che collaborano alla ricerca (Istat, Agenzia delle Entrate, Infocamere, etc). Questi punteggi danno vita a singole classifiche e, sommati tra loro, definiscono la classifica generale finale.

Giustizia e sicurezza e cultura e tempo libero sono le due macrocategorie in cui la provincia di Lucca ha ottenuto i posizionamenti migliori (rispettivamente 26° e 27° posto), con un aumento di ben 42 posizioni nel settore della giustizia e sicurezza. Decisamente preoccupante la situazione dell’ambito demografia e società, dove si è posizionata al 92° posto, sebbene abbia recuperato 7 posizioni rispetto al 2020. 

Grafico Sole 24 Ore

Sul sito del Sole 24 Ore i dati di tutti i 90 indicatori e le relative classifiche, ma sono da segnalare in positivo ed in negativo alcuni posizionamenti:

PIAZZAMENTI MIGLIORI

  • 2° Riciclaggio e impiego di denaro (0.3 denunce ogni 100mila abitanti con media del 2.7)
  • 7° Mortalità per incidenti stradali (tasso dello 0.1 per 10mila residenti di età compresa tra 15 e 34 anni)
  • 7° Saldo migratorio totale (ovvero la differenza tra iscritti e cancellati dai registri dell’anagrafe per cambio residenza)
  • 10° Raccolta differenziata
  • 2° Classifica generale indice della criminalità

PIAZZAMENTI PEGGIORI

  • 107° Farmaci per depressione (consumo di 37.1 pillole pro capite a fronte di una media del 18.9)
  • 105° Affollamento negli istituti di pena (182.3% rispetto a media già alta del 108.6%)
  • 97 ° Furti in abitazione (271 denunce ogni 100mila abitanti)
  • 91° Infortuni sul lavoro 91° (tasso di incidenti mortali e causa di inabilità permanente del 17.5 su 10mila occupati)

L’indagine rileva, infine, un aumento del valore aggiunto pro capite (+12.9%), così come delle Start up innovative (+56.4%), aumento delle nascite (+10.7%) e una leggera diminuzione dei canoni medi di locazione (-4.1%).

Dall’altro versante, però, si trovano una forte diminuzione dello spazio abitativo per singolo componente familiare (-88.0%), un calo delle piste ciclabili (-47.5%) e una diminuzione di librerie per cittadino (-14.0%) e del tasso di sportività (-6.0%).

Foto di Silas Elzenbaumer su Unsplash

Una cascata di numeri, percentuali, tassi e posizionamenti. Ma qual è il loro significato? Lo scopo dell’indagine sulla Qualità della vita non è certamente quello di alimentare campanilismi e confronti tra province, regioni e aree del Paese, sebbene si presti a facili scambi di goliardia. Questi dati sono invece uno strumento preziosissimo per le Amministrazioni di ogni livello, dal locale al regionale fino anche al nazionale, per comprendere lo stato di salute dell’Italia. 

Grazie ai risultati della ricerca del Sole 24 Ore, l’Amministrazione Provinciale di Lucca ha potuto capire in modo ancora più netto quali sono gli ambiti di maggiore criticità su cui è necessario intervenire, come la salute mentale o la sicurezza delle abitazioni. Certo, è impossibile pensare di leggere tra un anno che tutti i problemi della provincia saranno risolti, ma questo può e deve essere l’inizio di un percorso strutturato di interventi e azioni mirate.

Perché non possiamo accontentarci di rimanere a metà classifica, non possiamo pensare che a Lucca, alla fin fine, non si vive né bene né male. No, se ci domanderanno come si vive qui nella nostra città e provincia, dobbiamo poter dire: “Bene, a Lucca si vive davvero bene”.

Chiara Bini
Chiara Bini
Classe 1988, Lucchese per nascita e per passione. Giornalista ed esperta di marketing e comunicazione, amo raccontare storie e giocare con le parole. Profondamente curiosa, sono sempre in cerca di nuove realtà, prospettive e punti di vista. A “Lo Schermo” per andare oltre la notizia e scoprire qualcosa di più.

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