Il Casinò più antico d’Europa: Bagni di Lucca

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Il titolo non è provocatorio, dimenticatevi Monte-Carlo, Saint Vincent o Venezia, il Casinò più antico d’Europa nasce a Bagni di Lucca, di fronte al fiume Lima. Qualcuno ipotizza addirittura che l’embrione del primo Casinò del mondo sia nato sempre nella cittadina termale, grazie alla lungimiranza della Contessa Matilde della Repubblica di Lucca, che regolamentò il gioco che si svolgeva nelle osterie e nelle bische, confinandolo alle terme. Siamo intorno al 1300 e la soluzione ideata dalla Contessa non era dissimile da quella delle sale da gioco in voga ancora oggi giorno. Tornando all’oggetto del nostro contendere, bisogna arrivare nel 1800 quando i Borbone resero Bagni di Lucca uno dei centri più importanti d’Europa, un luogo in cui si radunava tutta l’aristocrazia e l’alta borghesia del Vecchio Continente, senza alcuna distinzione. Nobili francesi, tedeschi, svizzeri, inglesi, russi trascorrevano i loro soggiorni vacanzieri nella Val di Lima, frequentando le numerose case da gioco e facendo i bagni nelle preziose terme locali. Per le strade si sentivano parlare le più svariate lingue e circolavano le più variegate valute diffuse nel Continente. Per questo motivo, nel 1838 Carlo Ludovico di Borbone autorizzò un architetto parigino di realizzare una struttura che ospitasse il gioco d’azzardo. L’anno successivo venne inaugurato il Regio Casinò, il primo realizzato su suolo europeo.

Nelle stanze di questo palazzo si poteva provare la roulette – un gioco che nacque in epoca pre-napoleonica sempre a Bagni di Lucca e oggi diffuso in ogni casinò del mondo -, oppure fare partite a gambling e blackjack. Per più di un secolo la grande Europa si è mossa per andare a vivere momenti di vita spensierata nella cittadina sulle rive della Lima e a godere dei suoi divertimenti e delle sue bellezze. Inutile elencare l’innumerevole numero di personaggi illustri che hanno lasciato il segno nella località termale. L’epoca d’oro di Bagni di Lucca e del suo Casinò purtroppo finì qualche anno dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando nel 1953 venne deciso di non pagare la tassa di concessione e di conseguenza di non rinnovare la licenza statale. Da allora il Casinò rimase chiuso, salvo un paio di riaperture nel 1981 e nel 2009, tuttavia resta il ricordo di un periodo straordinario che ancora si respira nelle nobili stanze del Regio Casinò.

Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Giornalista e giurista, le passioni sono per me un vero motore per vivere la vita. Sono alla ricerca inesausta della verità, credo nel giornalismo libero e di qualità. Porterò il mio contributo a "Lo Schermo" perché si batte per essere una voce unica, indipendente e mai ordinaria.

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