Quanto è cresciuta la tua ansia? Una riflessione, un paio di suggerimenti e un aiuto concreto

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Quanto è cambiato il nostro stile di vita in questo ultimo anno? Covid è solo un virus che ha colpito alcuni di noi o ha toccato tutti su valori, convinzioni, certezze? Come ci sentiamo dopo quasi un anno dallo scoppio dell’emergenza sanitaria ? Prendiamoci l’opportunità per riflettere e chiedersi che tipo di stile di vita desideriamo e come possiamo contribuire a migliorarlo, quotidianamente, con scelte che ci educhino sempre più ad un benessere personale e condiviso. Circa all’essenza e al significato del “benessere” ci siamo trovati più volte ad interrogarci e continueremo a farlo, per capire, anche, se in fondo poi lo vogliamo davvero, visto che l’informazione sulle corrette e più adeguate norme comportamentali sono fortunatamente aumentate e anche la predisposizione a recepirle. Continuiamo però a sentirci a disagio – nel corpo, la mente, lo spirito – anzi, stiamo generalmente peggio, con noi stessi e gli altri – quali altri? – soprattutto le giovani generazioni. A tal proposito abbiamo colto al volto i suggerimenti dello psichiatra e psicoterapeuta Enrico Marchi, incontrato nel corso del primo degli incontri sul “Nuovo Benessere” promossi da GreenheArt Gardens & Lifestyle ( lo spazio emozionale nel cuore dei Vivai Paola Favilla a Picciorana) e visibile sul Canale Youtube di Greenheart a partire da martedì 26 gennaio.

Quali tracce ci ha lasciato la lotta e la convivenza forzata con il Covid 19 dottor Marchi?

Anche a chi non è stato colpito clinicamente dal virus in modo diretto o ravvicinato le tracce che sperimenta quotidianamente sono quelle da stress post-traumatico. Tracce molto presenti. Stiamo sempre più convivendo con sentimenti di paura e ansia, da stadi blandi fino ad eccessi. L’isolamento prolungato, il contesto di “minaccia”, ha generato nuovi stati depressivi, deficit attentivi, di memoria, fino, nei casi più gravi a pensieri paranoici.
Chi già ne soffriva ha vissuto un peggioramento delle condizioni, ma preoccupano i nuovi soggetti, a rischio di sviluppare una sindrome psichica post Covid. Sempre più afflitti da sensazioni di paura e angoscia, confusione, disturbi prolungati del sonno, irascibilità. Il focus maggiore è da rivolgere alle generazioni più giovani, soprattutto in fascia adolescenziale, che si sono trovate a vivere una contrazione improvvisa e spesso non adeguatamente compresa delle proprie abitudini, soprattutto relazionali. Attenzione, ascolto, comprensione, il “primo soccorso” utile, rimanendo vigili e proattivi – ovvero rivolgersi agli operatori professionisti – quando l’aggravarsi porta ad una sostanziale immobilità del soggetto, soprattutto nei casi più vulnerabili.

Quali tipo di eventi psicologici assomigliano a quelli generati dal Coronavirus?

Sicuramente gli eventi traumatici, tutti quei contesti o accadimenti che possono generare reazioni di stress disfunzionale. Abbiamo vissuto – e in parte stiamo ancora vivendo – un trauma simile a quello della perdita, del lutto; cambiamenti di abitudini e prospettive, fragilità e incertezza. I cambiamenti possono comportare delle ripercussioni negative, talvolta arrivando a generare reazioni emotive disfunzionali.

Il Covid è un avvenimento strano, dunque, fuori dalla lista delle paure “conosciute”. Cosa succede dottor Marchi nella testa di una persona di fronte ad un evento non previsto e mai vissuto?

La quarantena e più in generale l’isolamento sociale hanno prodotto cambiamenti fisiologici e sociali, ad esempio quelli del ritmo sonno-veglia, un brusco stop dell’attività fisica regolare, l’alimentazione, una ulteriore intensificazione dei dispositivi digitali-elettronici. Sono tutti elementi che possono avere un impatto diretto sul nostro cervello emotivo e disregolarlo. In alcuni casi il disagio è arrivato anche dall’impatto che il virus ha avuto sul nostro modo di lavorare, o generando crisi personali, finanziarie, o strutturando metodiche di lavoro altamente stressanti che possono portare a burn-out. Ci siamo trovati profondamente destabilizzati, e in questi casi di anomalìa può arrivare la paura a bloccare il nostro sistema di interazione con la realtà.

La paura, quanto e come blocca?

La paura è una forma di difesa che la nostra mente attua per per superare imprevisti e situazioni critiche o che ci mettono in crisi perché non rientrano nei normali accadimenti quotidiani. Inconsapevolmente innesca un meccanismo psichico che impedisce il ragionamento, l’azione, l’attivarsi della persona che vorrebbe reagire ma rimane intrappolata nell’immobilità o nell’inattività che non porta da nessuna parte e che quindi le impedisce di reagire prontamente all’evento imprevisto come avrebbe dovuto fare. Una mente non stabilizzata è una mente che ha un’iper-genaratività di pensieri tossici e negativi, continua a teorizzare all’infinito senza mai passare alla fase di sperimentazione, cioè alla parte in cui si passa all’azione e si risolvono le negatività

Che tipo di percorsi Enrico possono essere suggeriti per ritrovare un giusto equilibrio?

Consiglio di costruirsi una mappa per l’orientamento concreto nel piano delle nostre piccole sane abitudini, una mappa dalla quale lasciarsi guidare. Abitudini da recuperare, alle quali allenarsi. Movimento, alimentazione, sonno, restano i pilastri del nostro benessere psicofisico, con i quali affrontare e vivere i nostri nuovi stati d’animo ed anche le relazioni, ritrovate o ancora assenti. Prima di tutto l’igiene del sonno. Ovvero cercare di rispettare lo stesso orario, non troppo tardivo, assicurarsi la comodità ambientale, evitare bevande nervine e gli schermi dei telefoni. Piccoli suggerimenti fondamentali. Scegliere un’alimentazione non troppo ricca di grassi e prodotti industriali. Garantirsi una blanda attività fisica quotidiana, anche grazie ai tanti tutorial online che la rete offre, o una buona sessione di camminata a passo sostenuto. Se non riusciamo da soli lasciarsi seguire dagli esperti, a cui possiamo rivolgerci.

A tal proposito, dottor Marchi, ricordiamo il validissimo sostegno di Psycho Hub, servizio completamente gratuito a disposizione dei cittadini..

Al numero 333 9144218 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, Psycho Hub è un team di professionisti pronti ad ascoltare e ad accogliere le problematiche emerse durante questo lungo periodo di pandemia e di forzato distanziamento dagli affetti, dagli amici, dalla vita sociale in genere. Preparati per ascoltare e rilasciare le informazioni specifiche per un orientamento verso eventuali percorsi terapeutici da seguire. Un servizio a supporto della popolazione, gratuito, riservato. Non esitate a chiamare.

Enrico Marchi

Ringraziamo il dottor Enrico Marchi, Psichiatra e Psicoterapeuta esperto in arteterapia. Ha diretto per molti anni i servizi psichiatrici della Asl di Lucca. Docente a contratto presso l’università di Pisa, è Presidente della Associazione Lucchese Arte e Psicologia e membro della Società Medico Chirurgica Lucchese e della Fondazione Mario Tobino.

Debora Pioli
Debora Pioli
Pianista e italianista di formazione, con specializzazione in comunicazione politica, dell’arte e della differenza di genere. Librettista d’opera, autrice di prosa e poesia, lavoro come content strategist e personal writer. Madre di Viola e Leonardo. Mi piace stare “Oltre Lo Schermo.”

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