I sistemi di governo e i sistemi elettorali di Francia Spagna e Germania – parte I

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In questi giorni si parla intensamente dei sistemi istituzionali dei vari paesi per comprendere come eventualmente poter riformare il sistema attuale.

Abbiamo quindi chiesto ad Eduardo di parlarci dei percorsi che portano alla nomina dei governi dei tre paesi più importanti europei (Francia Spagna e Germania) per cercare di vedere meglio similitudini e differenze. In particolare abbiamo chiesto di focalizzarsi sui metodi di nomina e di sfiducia che i vari sistemi hanno (per il primo articolo) e sui metodi elettorali dei vari paesi (nel secondo articolo) perché riteniamo che i due temi siano strettamente collegati.

È bene osservare che i tre sistemi in oggetto sono anche molto diversi dal punto di vista costituzionale e questo andrebbe tenuto in debita considerazione per quanto riguarda il tentativo di impianto di sistemi esterni all’interno di un contesto politico (cosa che spesso non viene tenuta in debita considerazione generando dei «Frankenstein» giuridici – vedi riforma delle regioni fatta dal centrosinistra nei primi anni duemila).

Seguirà poi un articolo con il metodo statunitense che è molto diverso da tutti quelli europei.

Abbiamo infine deciso di lasciare fuori da questa prima analisi il modello del «sindaco di Italia» (elezione diretta del capo del governo) in quanto non presente nelle nazioni più grandi e quindi non indagabile come esperienza già fatta (ma ne parleremo a parte).

Il sistema francese – Semipresidenzialismo (stato unitario)

Il sistema di nomina del cancelliere tedesco è basato sul principio della fiducia parlamentare. Il cancelliere è il capo del governo federale e viene eletto dal Bundestag, il parlamento federale, su proposta del presidente federale e senza dibattito. Il cancelliere deve ottenere la maggioranza assoluta dei voti dei membri del Bundestag per essere eletto. Se il candidato proposto non viene eletto, il Bundestag ha quattordici giorni per eleggere un altro cancelliere a maggioranza assoluta. Se nessun candidato ottiene tale maggioranza, si procede a una nuova votazione in cui è eletto chi ottiene il maggior numero di voti. In questo caso, il presidente federale può nominare il cancelliere eletto o sciogliere il Bundestag entro sette giorni.
Il cancelliere può essere rimosso prima della scadenza del mandato solo tramite l'istituto della sfiducia costruttiva. Questo significa che il Bundestag può destituire il cancelliere solo se elegge contemporaneamente un nuovo cancelliere a maggioranza assoluta. In questo modo si evita che il governo federale possa cadere per una semplice sfiducia parlamentare senza una soluzione alternativa.

Il sistema tedesco – Cancellierato con «sfiducia costruttiva» (stato federale)

Il sistema del semipresidenzialismo francese è una forma di governo che combina elementi della repubblica presidenziale e della repubblica parlamentare. Il potere esecutivo è condiviso tra il presidente della Repubblica, eletto direttamente dal popolo, e il primo ministro, nominato dal presidente sulla base della maggioranza parlamentare. Il presidente ha un ruolo di guida politica e di rappresentanza dello Stato, mentre il primo ministro coordina l'attività del governo e risponde della fiducia dell'Assemblea nazionale, l'unica camera responsabile verso l'esecutivo. Il sistema è caratterizzato da una forte bipolarizzazione tra le forze di centro-sinistra e di centro-destra, che si alternano al potere in base alle elezioni presidenziali e legislative, che si svolgono a suffragio universale diretto a doppio turno. Il semipresidenzialismo francese può variare a seconda della coincidenza o meno tra la maggioranza presidenziale e quella parlamentare: nel caso di coabitazione, il presidente deve condividere le decisioni con il primo ministro di diverso orientamento politico, mentre nel caso di maggioranza omogenea, il presidente esercita un maggiore controllo sull'esecutivo e sul legislativo.      
Il primo ministro può essere sfiduciato dal Parlamento tramite due metodi: la mozione di censura costruttiva e la questione di fiducia. La mozione di censura costruttiva richiede che i deputati propongano un nuovo primo ministro e ottengano la maggioranza assoluta dei voti. La questione di fiducia viene presentata dal primo ministro stesso per ottenere il sostegno del Parlamento al suo programma di governo. Se la questione di fiducia non ottiene la maggioranza semplice dei voti, il primo ministro deve dimettersi.

Il sistema spagnolo – Cancellierato con «sfiducia costruttiva» e «questione di fiducia» (monarchia costituzionale federale)

Il primo ministro spagnolo è il capo del governo del paese. Per diventare primo ministro, bisogna essere proposti dal re di Spagna e ottenere la fiducia del Congresso dei deputati, la camera bassa del Parlamento. Il re sceglie il candidato in base alle consultazioni con i partiti politici rappresentati nel Congresso. Il candidato deve presentare il suo programma di governo e chiedere la fiducia dei deputati. Se ottiene la maggioranza assoluta dei voti, viene nominato primo ministro dal re. Se non ottiene la maggioranza assoluta, può ripresentare la sua richiesta dopo 48 ore e ottenere la fiducia con la maggioranza semplice. Se nemmeno così riesce a formare un governo, il re deve proporre un altro candidato entro due mesi. Se nessun candidato ottiene la fiducia entro questo termine, si devono indire nuove elezioni.
Il primo ministro spagnolo può essere sfiduciato dal Congresso dei deputati attraverso due metodi: la mozione di censura costruttiva o la questione di fiducia. La mozione di censura costruttiva consiste nella presentazione di una proposta alternativa di governo da parte di almeno un decimo dei deputati, che deve essere votata dalla maggioranza assoluta del Congresso. Se la mozione viene approvata, il primo ministro in carica deve dimettersi e il candidato alternativo diventa il nuovo primo ministro. La questione di fiducia consiste nella richiesta del primo ministro di sottoporre al voto del Congresso una determinata questione politica. Se il primo ministro non ottiene la maggioranza semplice dei voti favorevoli, deve dimettersi e il re deve avviare le consultazioni per proporre un nuovo candidato.

Andrea Bicocchi e

Eduardo
Andrea Bicocchi
Andrea Bicocchi
Imprenditore, editore de "Lo Schermo", volontario. Mi piace approfondire le cose e ho un'insana passione per tutto quello che è tecnologia e innovazione. Sono anche convinto che la comunità in cui viviamo abbia bisogno dell'impegno e del lavoro di tutti e di ciascuno. Il mio impegno nel lavoro, nel sociale e ne Lo Schermo, riflettono questa mia visione del mondo.

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