FIOR DA FIORE 3

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Per Marco Pasega

Cade, tra poco più di un mese, il quarantesimo anniversario della scomparsa di Marco Pasega. È sufficiente evocare quel nome perché in città si alzi un coro di voci che mandano come un commosso lamento. Gli anni che sono passati, e sono già tanti, non hanno per niente attenuato quei sentimenti che accolsero la triste notizia della sua morta. Fu per Lucca un lutto che privava la città di una straordinaria personalità, ricca di ingegno e di umanità.

Di Marco Pasega, delle sue doti e del suo carattere, seppe dire con parole misurate e partecipi don Sirio Valoriani che in una chiesa di San Paolino, incapace di contenere tutti gli intervenuti, salutò quel caro giovine che si accomiatava per sempre dai tanti amici che aveva, dalla città che tanto amava.

Da quel giorno di anni ne sono passati tanti e sono stati anni così densi e pesanti da far sembrare quasi impossibile riuscire a ricordare come eravamo. Anche perché, ed è questa una sensazione che aggiunge altro dolore, quella cerchia di amici devoti purtroppo si è sfoltita e gli anni che sono passati sono come punteggiati dai nomi degli amici che ci hanno lasciato per ricongiungersi con Marco in quel luogo di eterna pace che ci è stato promesso: Piero e Umberto Del Frate, Romano Silva, che di Marco era una specie di fratello, Giorgio Marchetti, Ugo Frezza, Armando Casali, che del suo caffè-drogheria di via Santa Lucia aveva fatto un accogliente rifugio dove gli amici si ritrovavano.

In mezzo a quella compagnia Marco Pasega spiccava per la brillante vivacità della sua personalità, per l’acuta intelligenza che lo guidava nel valutare uomini e cose e per quel senso di innata ironia che poi trasferiva nella sua pittura.

Al suo dipingere Marco affidava sentimenti e pensieri che lo accompagnavano: era come una terapia che lo aiutava a placare ansie e tormenti, vissuti e sopportati con gelosa discrezione che solo gli amici più veri sapevano cogliere.

A riguardare oggi la sua ricca produzione l’occhio attento e avvertito vi sa trovare l’impronta di una intensa macerazione spirituale che si manifestava nella serie dedicata alle maschere ed ai figurini, come nelle rappresentazioni delle deserte piazze di Lucca, e nell’affettuosa condivisione del sentire del suo popolo, custode di millenarie tradizioni. Della più profonda e più sentita, la devozione all’immagine del Volto Santo, Marco aveva saputo intendere la inossidata vitalità e ne aveva fatto un capitolo fondamentale del suo racconto pittorico.

Di Marco Pasega, della sua multiforme opera, che lo vide impegnato come autore delle scene per l’opera “Il Ciarlatano” che Herbert Handt riesumò per il teatro di Montecarlo, ma anche per i cartoni animati di “Olivella”, che promuovevano l’olio Bertolli nel Carosello televisivo, ci sarebbe da parlare e da scrivere a Lungo. Speriamo che in questo 2023 ce ne sia l’occasione ed auguriamoci di poter vedere, in un luogo degno, una grande mostra dedicata a questo figlio di Lucca e fratello dei lucchesi che non vogliono dimenticarlo.

Berlusconeide

“Vergin di servo encomio e di codardo oltraggio”: per la buona memoria vado a ricercare il volantino che pubblicai nel giugno del 2009), all’apice della potenza politica di Silvio Berlusconi all’indomani della divulgazione delle rivelazioni di tale Noemi, all’epoca poco più di una bambina, sulle sue frequentazioni con il Cavaliere che lei chiamava “Papi”.

Volantino che non passò inosservato. Ci pensò l’ANSA a diffonderlo e lo riprodussero quasi tutti i giornali italiani. Ci fu persino un’interpellanza parlamentare.

Acqua passata, ma in giorni come questi forse può servire a rinfrescare la memoria. Ed a sbollire qualche entusiasmo esagerato: “Vergin di servo encomio e di codardo oltraggio”.

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7 Commenti

  1. Egregio signor Sereni, Caro Umberto,
    Le scrivo dalla città gemella fiamminga Sint-Niklaas. Cittadino onorario di Lucca dal 2014. (Forse si ricorda come -nel 2009- ci fu un incontro amichevolissimo con Lei, sindaco di Barga, ed un gruppo di ciechi e malvedenti. Con foto di ricordo!) Le sono molto grato di voler ricordare Marco, che per molti anni abbiamo avuto come amico, seppur lontano. Ne conserviamo ottimi ricordi, come pure tre delle sue opere. Una ce la diede ‘con affetto e amicizia’. PS Per quanto riguarda ‘Giacomo Puccini 100’, gentilmente mi contatti, perchè penso di avere delle cose da raccontarLe

  2. Bravo professore per aver ricordato Marco Pasega , grande pittore lucchese scomparso giovane. Mi ricordo la scena del’ opera il Ciarlatano ( quinte e fondale dipinto da lui) messa in scena da Handt al teatro di Monte Carlo dove io ero presente per seguire il montaggio. Bella trovata per il manifesto.

  3. Condivido pienamente l’idea di ricordare l’ amico Marco Pasega , a quaranta anni dalla sua scomparsa.
    Penso che una mostra della sua opera, che come hai detto svariò in vari campi, sarebbe un bel modo per commemorarlo. Spero che Comune Fondazioe Ragghianti ed altre istituzioni cittadine se ne vogliano fare carico.
    Massimo Di Grazia

  4. Grazie Professore per aver ricordato un grande lucchese “non lucchese di nascita”. Uomo di profonda umanità, cultura, e simpatia. Mi riporta con commozione alle serate , per me profondamente istruttive e formative, nel suo studio in Via delle Trombre, con l’altro grande figlio di Lucca Romano Silva.
    Grazie, professore, per averci riportato con i ricordi a tempi sicuramente migliori di oggi.. A persone che conoscevano il senso della parola Cultura e che di spensavano con il sorriso ed una grande simpatia.
    Grazie per questo tuffo nei ricordi belli che ci portiamo dentro.

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