Caselli – Di Simo Story

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ASPETTANDO L’ENEL

L’amico Umberto Tenucci mi informa di un certo movimento dalle sue parti, in via Fillungo, di gente che si avvicina, sbircia dentro il Caffe Caselli Di Simo e poi chiede notizie dell’apertura.

A me è toccato di essere fermato per strada da chi voleva sapere come stavano le cose: anche lunedì, alla conferenza che ho tenuto alla Fondazione Ragghianti, sono stati in tanti che mi hanno rivolto quelle domande “quando cominciano i lavori?”, “ma non sci sono mica dei rinvii?“.

Bene, ai tanti che sono interessati alla riapertura del caffe Caselli Di Simo sono in grado di dare questa informazione, raccolta direttamente dalla bocca dell’assessore Mia Pisano, che segue tutta la faccenda.

Lunedì prossimo, il 17 di marzo, gli uomini della ditta Allestend daranno il via di risanamento dei locali dell’antico Caffe. Sapendo l’impegno e la perizia della ditta incaricata dal Comune è ragionevolmente da prevedere che i lavori procederanno spediti e che nel giro di un paio di settimane potrà entrare in attività il recuperato Caffe Caselli – Di Simo.

È vero che in situazioni del genere qualche problema spunta sempre fuori. Nel nostro caso la cosa rischia di andare alle lunghe perché ancora non è pervenuta all’Amministrazione Comunale la certificazione dell’avvenuto allaccio dell’energia elettrica. Dipende dall’ENEL.

E dunque…. attendiamo l’ENEL.

Intanto l’assessore Pisano sta preparando il programma delle iniziative che si svolgeranno nei locali del Caffe, che funzioneranno da spazio culturale recuperando quell’identità di luogo dell’arte che l’aveva caratterizzato.

Da quanto è dato di sapere il programma, al quale attivamente collaborano le associazioni culturali della città sarà, incentrato sulla figura di Giacomo Puccini con tanto di esecuzioni musicali che ne faranno un polo della lirica.

Dal canto suo, stando a quanto annunciato, il maestro Alberto Veronesi, presidente del Comitato per le Celebrazioni Centenarie, ha promesso un forte impegno per recare al Caselli – Di Simo personalità della musica nazionale, richiamate dalla grande occasione di esibirsi in quel luogo di eccellenza pucciniana.

La folta partecipazione di un pubblico qualificato e attento che è intervenuto alla conferenza svoltasi lunedì scorso alla “Ragghianti” è stata un’altra significativa dimostrazione di quanto sia diffuso nella cittadinanza l’interesse a conoscere la storia di Lucca narrata attraverso le vicende di un caffè che ne è stato tanta parte.

Fin da adesso posso anticipare che nel programma in fase di allestimento dall’assessore Pisano si tornerà sull’argomento con la presentazione della nuova edizione del libro dedicato alla storia del Caffe Caselli.

È fissata per il 6 aprile, anniversario pascoliano: Il maestro Veronesi si segni fin da ora questa data e metta a frutto i suoi buoni rapporti con il ministro della Cultura Sangiuliano per farlo intervenire.

Se son rose fioriranno

IN MEMORIA

PER ALESSANDRO TOMMASI

Assolutamente inattesa mi giunge la notizia della scomparsa di Alessandro Tommasi e ne provo una grande tristezza: come di una perdita di una parte della storia personale. Ad Alessandro Tommasi ero legato dalla condivisa militanza politica, nelle file del PCI, maturata alla metà degli anni 70 quando i nostri nomi furono indicati per assumere incarichi di dirigente della Federazione Comunista lucchese.

Incarico che non faceva certo per me, e che invece Alessandro Tommasi aveva tutti i requisiti per assolvere. Lo dimostrò quando fu chiamato nella segreteria del presidente della Regione Marco Marcucci e poi ancora quando fu chiamato a guidare la Camera del Lavoro.

Negli anni il nostro rapporto si era sfilacciato, ma con vera soddisfazione, una volta che ci siamo ritrovati (frequentavamo lo stesso barbiere di via Nuova) ho verificato che sulle questioni fondamentali la pensavamo ancora alla stessa maniera.

Mi fece un grande piacere sentirgli dire che ogni giovedì leggeva i miei interventi sullo Schermo dei quali apprezzava la coerenza con tante nostre antiche battaglie.

Di quel tempo conservo la memoria, ma la notizia della scomparsa di Alessandro me lo ha fatto sembrare sembra lontano come le stelle.

PER GIUSEPPE LORENZINI “BEPPE”

Sapevo che stava male e che le sue condizioni andavano peggiorando. La sua prolungata assenza dall’edicola di via Fillungo era un triste presagio. In tanti, davvero in tanti, hanno vissuto la scomparsa di Giuseppe Lorenzini, per tutti Beppe, come un lutto.

La vasta partecipazione alle sue esequie, svoltesi nella Chiesa dei Borghi incapace di contenere gli intervenuti, ha dato la misura di quanto Beppe fosse presente nel cuore della città. Ed insieme di quanto il cuore della città si riconoscesse in un sentimento di affetto che ha unito i sostenitori della “Lucchese”.

Ed anche Lucca, che pure sembra tanto fredda, si è lasciata prendere da un’onda di commozione che merita di essere ricordata. Per il suo valore simbolico. Quel corteo con i vessilli rossoneri, che ha sfilato di fronte allo stadio era un omaggio ad una persona semplice e buona che della passione per la squadra di calcio aveva fatto la sua divisa.

Può darsi che i risultati sul campo non si riveleranno pari alle nostre attese, piò darsi che ci attendano altri guai, ma di una cosa possiamo dirci certi: la Lucchese è una comunità di sentimenti che meritano di essere coltivati e manifestati.

È per questo che a centinaia, giovani insieme ai reduci di lontane imprese si sono ritrovati per recare a Beppe Lorenzini il saluto riconoscente che si tributa ai buoni ed ai generosi.

PER BERTO BIONDI

Alla veneranda età di 98 anni, vissuti tutti con grande dignità ha concluso la sua lunga esistenza il maresciallo della Polizia Stradale Berto Biondi. La famiglia de “Lo Schermo” porge al figlio, colonnello Vittorio, nostro apprezzato collaboratore, la testimonianza della sua dolente partecipazione al lutto che lo ha colpito.

Chi ha conosciuto Berto Biondi conserva di lui la memoria di una persona di grande rettitudine, che ha saputo esplicare con umanità e intelligenza i compiti e gli incarichi che gli sono stati affidati.

Originario del paese montano di Sommocolonia, in quel di Barga, Berto Biondi fece parte di quel nucleo di giovani che nel momento più tragico della guerra fecero la scelta di combattere per la liberazione ed il riscatto dell’Italia. Si unì ai partigiani di Manrico Ducceschi, il comandante Pippo, ed in quella veste ebbe modo di distinguersi per il coraggio e per il senso di responsabilità: fu sicuramente anche per merito suo che furono evitati funesti episodi che macchiarono quelle tragiche vicende

A guerra conclusa si arruolò nel corpo della Polizia e svolse delicate operazioni nell’ambito dell’attività investigativa della Procura. Successivamente fu inquadrato nella Polizia Stradale e per molti anni diresse la stazione di Bagni di Lucca, competente per tutta la Valle del Serchio.

In piena salute di corpo e di mente ha trascorso una vecchiaia serena, confortato dai figli e dai nipoti ai quali ha saputo trasmettere insegnamenti che non passeranno mai: l’onestà, l’umanità, la generosità.

Gli sia lieve la terra.

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