Bollettino di guerra numero 13 – Dalla Lucchese alla Festa della Libertà passando per Puccini

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Fronte rossonero. Da questa parte le cose vanno bene. Quando ormai il campionato è alle ultime battute la squadra rossonera ha ottime possibilità di accedere ai play off per giocarsi la promozione in serie B. Domenica prossima i rossoneri vanno a Carrara e quindi affronteranno in casa l’Olbia. Per conquistare i play off basterebbero due punti ed è ragionevole prevedere che la Lucchese ce la può fare.

L’occasione è troppo ghiotta per farsela scappare. Società vecchia e nuova, la squadra sono chiamate a dare una grande prova d’orgoglio. E con loro deve battere il cuore di Lucca rossonera: deve far sentire la sua voce, far vibrare la sua passione, far sprigionare il suo calore.

Ognuno faccia la sua parte e festeggeremo il ritorno dei rossoneri in Serie B.

Fronte pucciniano. Un silenzio che ormai dura da troppo tempo. Finite le schermaglie polemiche del Centenario Pucciniano non se ne è più parlato. Un silenzio preoccupante: ormai è maturo il tempo per conoscere programmi e intenzioni del Comitato delle Celebrazioni. Ma il Comitato è afono: non parla, non comunica, non informa. Questa situazione non può durare ancora per molto. Chi ha orecchie per intendere intenda.

Fronte eventi civici. Se non ci fosse un evidente conflitto di interessi mi soffermerei a parlare della mostra dedicata alla principessa Elisa che è aperta presso la sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca in via Elisa. Mi limito a segnalarla ai lucchesi che sono interessati alla storia della loro città sollecitando una loro visita a questa esposizione che consente di conoscere le vicende di uno dei periodi di più intensa vitalità per Lucca ed il suo Stato. Alla mostra, dal titolo “Così governava la principessa Elisa” hanno riservato una grande attenzione le televisioni nazionali e la stampa: l’edizione toscana del “Corriere della Sera” e quella della “Repubblica” le hanno dedicato un’intera pagina, portando alla ribalta il ruolo di Lucca, una delle capitali del sistema imperiale.

A proposito di imperatori qui conviene che si parli di Carlo IV di Lussemburgo e Boemia, sovrano del Sacro Romano Impero, che nella notte tra il 5 e il 6 aprile del 1369 stabilì la fine del dominio pisano su Lucca. La Festa della Libertà che dal 1370 si celebra a Lucca venne istituita per solennizzare quell’avvenimento e per testimoniare la gratitudine dei lucchesi per l’Imperatore. Che aveva sì sottratto Lucca al giogo pisano, ma aveva anche provveduto a far riconoscere dai lucchesi la sua potestà imperiale. In poche parole Lucca, pur di uscire dalla “servitù pisana”, accettava la “servitù imperiale”. Insomma i lucchesi festeggiavano una mezza libertà che era costata loro assai cara: per il suo intervento l’imperatore pretese la ragguardevole cifra di 200.000 fiorini.

Questa storia, non proprio commendevole, la sapeva bene l’indimenticato Romano Silva che, quando si avvicinava la Festa della Libertà te la raccontava insistendo proprio sul fatto che dietro ci fosse una manovra della classe dirigente lucchese mossa dal disegno di legittimarsi agli occhi dell’imperatore.

Fatto sta che dal 1370 Lucca festeggia la Libertà. Si cominciò proprio nell’anniversario del 6 aprile con una gran luminara che alla sera della vigilia attraversava la città e raggiungeva San Martino. Il giorno seguente sempre in San Martino si celebrava una gran messa pontificale, alla quale assistevano le autorità cittadine. Quindi nuova processione con le reliquie dei santi protettori. Per dare sfogo all’esultanza popolare in quel giorno si correva un palio che partiva da Pontetetto ed arrivava in piazza San Michele.

Con il passare del tempo il programma della festa venne modificato e la celebrazione venne fissata per la prima domenica dopo la Pasqua. Per quel giorno i lucchesi uscivano di città e si dirigevano verso monte San Quirico, dove si trovava una modesta taverna rifornita di vino e vivande. La celebrazione prese così il nome di festa della tabernella e per secoli rappresentò per i lucchesi l’inizio della primavera. Stagione di resurrezione.

Merita festeggiarla ancora la Libertà: quella comprata dall’Imperatore ed anche quella conquistata dagli italiani in un altro aprile che nel 1945 donò ai nostri cuori una meravigliosa primavera.

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1 commento

  1. Grazie Professore che ancora una volta di una tirata di orecchie al comitato Pucciniano stimolando a procedere con un programma.

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