‘A Luciano Giovanni Nottoli’, una targa dall’Ordine al giornalista lucchese per i suoi cinquant’anni di carriera

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A Luciano Giovanni Nottoli si legge sulla targa dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana e sulle dediche del presidente Giampaolo Marchini e della direttrice de La Nazione, Agnese Pini. Cinquant’anni di professione per il giornalista lucchese dello sport (e non solo), premiati appunto con un riconoscimento in ricordo dell’iscrizione all’albo datata 1972.

Quella con La Nazione non è stata però l’unica collaborazione, Luciano Nottoli è stato anche corrispondente del Corriere dello Sport, di Tutto Sport e segretario provinciale del Coni.

Avevo 17 anni e mezzo quando ho iniziato a fare il giornalistaracconta a Lo Schermo -. Il capo-redattore era Andrea Angeli e l’addetto allo sport Leone Grassi. Dopo arrivarono Rodolfo Del Beccaro e Paolo Galli allo sport: loro due mi hanno allevato. All’inizio facevo piccoli servizi, portavo anche il fuorisacco, finché iniziai a seguire La Lucchese. Il mio primo articolo fu su un torneo di calcio notturno a Paganico. Si utilizzavano ancora le macchine da scrivere: erano i tempi dove una bozza ‘sbagliata’ non si poteva correggere ma andava riscritta dall’inizio. Nel 1965 sono partito per il militare, a Messina e, vista la mia esperienza, l’ufficio Comando mi faceva curare il giornale di riferimento. Dopo ritornai a Lucca e ripresi a scrivere per La Nazione, il presidente della Lucchese di allora era Lino Quillici “.

Negli anni la penna di Luciano ha scritto il passaggio della Lucchese in serie C (1969), in serie B (1990-1991) negli anni dell’allenatore Corrado Orrico e della Coppa Italia a Palermo, e anche la sua retrocessione. Ha conosciuto decine di presidenti e direttori sportivi della società, fra cui Romeo Anconetani, Egiziano Maestrelli e anche Marcello Lippi che portò la Lucchese all‘ottavo posto in serie B.

Calcio e non solo, la storia di Nottoli infatti passa anche per altri sport, come la box. “A Colle Paradiso – dice – il preparatore Adriano Sconcerti allenava il pugile Sandro Mazzinghi, che poi fu campione europeo“.

Dell’esperienza lucchese ricordo in particolare il servizio sulla visita di Jaqueline Kennedy, ospite a Villa Reale – racconta Luciano -. La dovetti seguire per una settimana, anche durante l’inaugurazione del sottopasso delle Mura in piazzale Verdi. Il sindaco di Lucca era Giovanni Martinelli. Il mio servizio su Jaqueline Kennedy a palazzo Mansi e tutte le relative foto divennero un’esclusiva e furono molte le redazioni che mi contattarono perché gliele vendessi. A Milano mi diedero 300mila lire. Ho avuto anche l’onere di intervistare il dottor Mario Tobino, allora primario dell’ospedale psichiatrico di Maggiano“.

Un mestiere, quello del giornalista, che nel tempo ha subito molti inevitabili cambiamenti, a partire dalla crisi della carta stampata che “ha visto una diminuzione di vendite – dice Luciano Nottoli – e anche il passaggio al digitale è ancora troppo lento. Prima c’erano meno collaboratori, anche a Lucca, adesso scrivono in tanti ma farne il proprio lavoro è sempre più difficile. Io stesso ho sempre fatto anche un altro lavoro perché nessun giornale assumeva. Ricordo il periodo in cui vinsi il concorso alle Poste, a Genova. Seguivo il Savona per il Corriere dello Sport. E anche per la maggior parte dei giovani che intraprendono questa carriera è così, sempre più difficile, specialmente quando sei ‘nuovo’ nel contesto, perché non ci sono risorse e mancano gli investimenti a lungo termine sulla persona. Ormai è più una passione“.

Sulla lunga carriera di Luciano Nottoli e sulla sua passione per il giornalismo si potrebbero scrivere intere pagine: “Non abbandonate mai la passione, scrivete e chissà, magari un giorno anche quella sarà ricompensata insieme al duro lavoro, com’è stato nel mio caso quando il presidente Giampaolo Marchini mi ha consegnato la targa“.

Rebecca Del Carlo
Rebecca Del Carlohttps://pennasciutta.it
Classe 1996, Lucca. Scienze della Comunicazione e quasi pubblicista. Scrivo da sempre. E’ il mio modo di esprimermi. Vorrei dare voce alle ingiustizie e dire la verità: credo che essere una giornalista sia anche questo. 'Lo Schermo' perché è giovane, dinamico e di qualità.

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