The Filthy Thirteen – “Lo Sporco Tredici”

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Pomeriggio del 5 giugno 1944.  

Un aeroporto nel sud del Regno Unito.

I paracadutisti americani della 101° Airbone Division “The Screaming Eagle” si preparano all’azione, dipingendosi il volto per spezzare le forme e ridurre il colore chiaro, facilmente individuabile nella notte: normalmente questa operazione si fa imbrattandosi il viso di nerofumo o creme di color nero o scure; ma questi paracadutisti adottarono una tecnica assai diversa e particolare.

L’idea della rasatura dei capelli con una unica riga centrale corta, cosiddetta alla “Choctaw” venne a ad un altro paracadutista, Jake McNiece, un americano figlio di nativi, nato il 24 maggio 1919 a Maysville in Oklahoma e successivamente decorato per una azione valorosa con la “Bronze Star Medal” e con la “Purple Hearth” ferito in combattimento.

I Chotaw era una tribù di “nativi” americani, originari del sud degli Stati Uniti.

La ragione per la quale i paracadutisti di questa particolare unità militare, la 1 ª Demolition Section Reggimental H.Q. Company, 506th Paracadute Infantry (P.I.R.) 101 ªAirborne Divisione, si facevano questo particolare taglio di capelli e si pitturavano il volto in questa maniera, nasce dalla volontà di ricordare e onorare i nativi americani (alcuni di loro avevano sangue “Choctaw”) e, si credeva, per “caricarsi” di energia positiva, necessaria al duro combattimento.

C’era anche una ragione più pragmatica; per molto tempo i paracadutisti aviolanciati in territorio nemico non avrebbero potuto lavarsi e quindi per evitare i pidocchi, era meglio avere i capelli cortissimi…

…Poi a Jake venne l’idea di usare anche i colori di guerra Choctaw.

La storia di questa piccola unità ispirò successivamente Hollywood e servì poi da modello al film “La sporca dozzina” (The Dirty Dozen).

Questi “guastatori paracadutisti” venivano infiltrati molto prima degli altri soldati; la loro missione era il sabotaggio e la distruzione di tutte le comunicazioni, alimentazioni elettriche ecc. del nemico, per agevolare le successive ondate di sbarco.

Naturalmente , come oggi… avevano normalmente un disprezzo generale di tutte le autorità militari, ma di contro erano coraggiosi e determinati.

Durante l’intenso addestramento furono soprannominati “Filthy Thirteen” (i sudici tredici…). Il loro sgradevole soprannome nasce durante il periodo di addestramento in Inghilterra.

Durante quel periodo, a causa della elevata intensità operativa e addestrativa, i paracadutisti si lavavano e rasavano solo una volta alla settimana, idem per le uniformi che non furono mai lavate;

Questa particolare unità di guastatori, la 1 ª Demolition Section, era comandata dal sergente Jake McNiece, un meticcio mezzo indiano nativo dell’Oklahoma.

Il 5 giugno, il giorno prima del D DAY, mentre i paracadutisti si preparavano sul campo di Exeter, il sergente McNiece si rase la testa come i suoi anziani Choctaw e si fece dipingere i colori di guerra sul viso, per rafforzare lo spirito del corpo; la cosa trascinò emotivamente gli altri del suo Team, che si prepararono allo stesso modo.

La loro missione particolare consisteva nella cattura di un ponte a Brévands con l’aiuto dei membri del 326th Airborne Engineer Battalion (genio aerotrasportata della 101° Divisione).

Nelle settimane successive il sergente Jake McNiece perderà molti dei suoi uomini.

Tornerà a S. Marie Eglisè nel 2004 (in foto).

È deceduto a Chatman nell’Illinois, il 21 Gennaio 2013 (aveva 93 anni).

Io l’ho conosciuto.

Rest In Peace good Soldier.

Vittorio Lino Biondi
Vittorio Lino Biondi
Sono un Colonnello dell'Esercito Italiano, in Riserva: ho prestato servizio nella Brigata Paracadutisti Folgore e presso il Comando Forze Speciali dell'Esercito. Ho partecipato a varie missioni: Libano, Irak, Somalia, Bosnia, Kosovo Albania Afganistan. Sono infine un cultore di Storia Militare.

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