Versilia: i pediatri di famiglia denunciano le attuali difficoltà di lavoro

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’appello ricevuto dai pediatri di famiglia versiliesi aderenti alla Simpef.

“I Pediatri di famiglia versiliesi aderenti alla Simpef ( secondo sindacato rappresentativo dei pediatri del SSN ) denunciano la difficoltà a lavorare seguendo le direttive ministeriali e regionali in questo periodo di riapertura delle scuole .
Secondo le linee guida proposte dall’ISS , fatte proprie dalle disposizioni ministeriali , nella definizione di caso sospetto di Covid 19 rientrano molteplici ed isolati sintomi aspecifici simil-influenzali, sintomi comunissimi da sempre nella popolazione pediatrica.
Già nelle prime 3 settimane di scuola si sono verificate notevoli difficoltà nel gestire questa situazione peraltro destinata a diventare insostenibile in previsione dell’aumento delle comuni patologie infettive stagionali che colpiscono i bambini specie nelle scuole non dell’obbligo .
Così, chiediamo,con estrema urgenza :
1) Di ridefinire i criteri di”caso sospetto” . Uno starnuto non è raffreddore, una scarica diarroica non è gastroenterite , un lieve mal di testa non è una cefalea infettiva . Al pediatra il compito di decidere se fare o no una ricerca del Covid-19 , in scienza e coscienza , ben sapendo che anche un asintomatico può essere positivo al tampone e che pertanto solo con un impossibile monitoraggio generale ad intervalli regolari si potrebbe ottenere la relativa tranquillità nello svolgimento delle attività scolastiche .
Se le direttive in vigore non verranno modificate , chiediamo di ridurre la richiesta del test ai casi in cui sia presente un sintomo associato ad una anamnesi familiare positiva , contatto stretto con caso identificato COVID o nei casi di copresenza di almeno 3 sintomi tra quelli finora indicati dall’ ISS. L’alternativa è la sostanziale paralisi delle attività didattiche nei prossimi mesi ,in particolare nella fascia 0-6 anni,e le pesanti ricadute sulle attività economiche delle famiglie .
2)Una celere approvazione dei test rapidi utilissimi ,specie nel periodo scolastico, perché danno la risposta nell’arco di pochi minuti ,permettendo così una idonea presa in carico del piccolo paziente da parte del pediatra
3) L’accesso diretto ,ossia senza appuntamento ,ai punti prelievo quotidianamente con orario e modalità da concordare. Si eviterebbe così l’attuale percorso che comporta tempi biblici per l’esecuzione del tampone e la successiva risposta. Tutto ciò a vantaggio della salute dei bambini sintomatici e della attività didattica oltre che del bilancio economico delle famiglie.
Ovviamente ,finché non cambieranno in maniera chiara le direttive Ministeriali, saremo costretti a procedere con il protocollo previsto fino ad ora. Un sintomo un tampone . Il bambino non può però attendere alcuni giorni l’esito di un tampone Covid per essere visitato,tanto che ,in questa attuale situazione ,alcuni nostri pediatri si sono muniti dei test rapidi attualmente disponibili.
Ci auguriamo in tempi brevi, una modifica dei protocolli ministeriali per meglio svolgere la nostra professione a favore delle famiglie e soprattutto dei bambini che già vivono uno stress emotivo che ricorderanno per il resto della loro vita.

I pediatri del sindacato medici pediatri Simpef Toscana .”

Giovanni Mastria
Giovanni Mastria
Nato a Lucca, classe 1991. Scrivo con passione di cultura, attualità, cronaca e sport e, nella vita di tutti i giorni, faccio l’Avvocato. Credo in un giornalismo di qualità e, soprattutto, nella sua fondamentale funzione sociale. Perché ho fiducia nel progetto "Oltre Lo Schermo"? Perché propone modelli e contenuti nuovi, giovani e non banali.

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