“Si va al Giannotti”: quando le giostre erano sotto gli spalti delle Mura

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Settembre è finito, il periodo di massima festa per Lucca e per i lucchesi, il mese della processione, delle fiere e soprattutto delle giostre. È vero quello del 2020 è stato anomalo, non ci ha permesso di vivere a pieno le tradizionali manifestazioni della città, ma la speranza è che dal prossimo anno si possa ritornare a godere del settembre lucchese come abbiamo sempre fatto. Tornando a parlare di giostre, queste non hanno trovato sempre spazio alle Tagliate – dove hanno preso postazione anche quest’anno -, perché facendo un piccolo tuffo nel passato, Lucca ha avuto il suo Luna Park sotto gli spalti delle Mura, in zona Borgo Giannotti, tanto che la maggior parte delle persone aveva cominciato a dire “si va al Giannotti” come sinonimo di andiamo alle giostre.

Il Luna Park in zona Mura era colorato, vivo e pieno di attrazioni, dalle montagne russe al cinema 3D, fino agli stuntman con le moto che giravano in circolo e su una parete verticale. Immancabili – ovviamente – le autoscontro, i dischi volanti, i cigni da pescare con la canna di bambù e il bruco mela per i più piccini. La musica si espandeva in ogni angolo e lo zucchero filato si trovava nelle mani di ogni bambino, ma quello che veramente era un must era il banco del cocomero da Maria, accanto a quello del Casali. Si trattava di una vera tappa d’obbligo, prendere la fetta di cocomero di Maria significava essere veramente alle giostre. Per i più golosi, c’era il frate da Sergio alla baracchina, un’altra “istituzione” culinaria del Giannotti. Oggi restano le foto un po’ ingiallite di quelle attrazioni, sono passati oltre trent’anni da quando le giostre si sono trasferite, ma per più di una generazione i ricordi rimangono lucidi e immutati nel tempo e quando “si va al Giannotti” significa che il Luna Park è arrivato in città.

FOTO: Archivio Foto Alcide

Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Giornalista e giurista, le passioni sono per me un vero motore per vivere la vita. Sono alla ricerca inesausta della verità, credo nel giornalismo libero e di qualità. Porterò il mio contributo a "Lo Schermo" perché si batte per essere una voce unica, indipendente e mai ordinaria.

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