Valentina Mercanti: “Vorrei una politica capace di coinvolgere e di appassionare”

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Quella che stiamo vivendo è un’estate calda anche sotto il profilo politico, sia a livello locale che nazionale. A questo proposito abbiamo intervistato Valentina Mercanti, ex componente della Giunta Tambellini oggi in Consiglio Regionale a Firenze.

I mesi estivi sono trascorsi con qualche turbolenza, e il termine dell’estate per trovare il nome del candidato del centrosinistra in città sta per scadere: lei – che lavora a Firenze ma è comunque sempre presente su Lucca – che ne pensa di questa situazione?

Non le definirei turbolenze ma “movimenti”. La disponibilità di Francesco Raspini ha accelerato la discussione e lo trovo positivo: un ciclo politico sta per concludersi e la città si sta preparando a un nuovo corso. Trovo sano che non ci siano state scelte calate dall’alto ma che si siano create le condizioni per un confronto aperto, in cui c’è spazio per tutti. Trovo sano soprattutto che ci siano le condizioni per una libera e costruttiva competizione in presenza di più possibili candidature. La città merita di avere un Sindaco forte, autorevole e piu condiviso possibile.

Manifattura, condotto idrico, Summer Festival e Lucca capitale della cultura: si poteva fare di meglio, magari anche con un maggiore dialogo con la Regione?

Lei pone tanti argomenti diversi che meriterebbero di essere approfonditi singolarmente, perché ogni cosa ha una storia a sé. Sicuramente credo che ci sia il bisogno di programmare con largo anticipo, credo che ci sia bisogno di condividere e discutere in tempi ragionevoli tutte le questioni che lei pone, non solo con la Regione ma anche con gli altri Enti.
Faccio un esempio concreto, nel caso della “capitale della cultura” si è presentata la proposta durante una conferenza stampa alla presenza del vice-Sindaco di Viareggio, senza sapere che Viareggio ci stava lavorando da mesi. Ecco, io credo che il nostro territorio debba sforzarsi di fare una programmazione più “territoriale”, appunto, facendo fronte comune per portare a casa i migliori risultati possibili. Personalmente mi metto a disposizione affinché la nostra Provincia diventi sempre più centrale e meno distante anche a Firenze.

Alle prossime elezioni una voce importante ce l’avranno i civici, compresi i vari comitati presenti in città. Secondo lei dove si collocheranno e che ruolo avranno?

“Il civismo è l’anima della democrazia ed è indispensabile affinché la democrazia stessa non diventi semplicemente un esercizio elettorale”. Credo che alle prossime elezioni i comitati avranno un ruolo importante, immagino sia nel centrodestra che nel centrosinistra. Anche se mi auguro che in tutti gli schieramenti – e soprattutto nei partiti – ci siano liste forti e rappresentative della nostra società e di tutte le sue componenti.
La distinzione tra civici e politici – lo confesso – non mi è mai piaciuta, vorrei una politica di livello e con la P maiuscola. Una politica non sentita come “altro”, come qualcosa di lontano. Vorrei una politica capace di coinvolgere, di appassionare e di rendere protagonisti tutti i cittadini meritevoli e capaci: questo è quello che vorrei per Lucca alle prossime elezioni, la migliore classe dirigente al servizio della città.

Nel centrodestra la situazione non è migliore, con Mario Pardini che sta incontrando qualche difficoltà a causa di qualche franco tiratore. Cosa ne pensa di questa partita e cosa pensa di Mario Pardini?

Di Mario Pardini posso solo dire che è un bravo ragazzo, con il quale ho lavorato bene quando io ero assessore e lui presidente di Lucca Crea. Non conosco il progetto di Lucca 2032 e non so se sarà lui il candidato. Per adesso mi sembra che non ci sia unità nel centrodestra, ma con sincerità spero – per il bene della città – che la trovino e che possano esprimere il migliore candidato possibile.

Passiamo alle questioni nazionali: il PD si sta spaccando sui referendum dei radicali e della lega, su giustizia e eutanasia. Che ne pensa di questa divisione? Lei ha firmato?

Per ora ho firmato per il referendum sull’eutanasia e non ho problemi a dire che condivido i contenuti del referendum sulla giustizia, anche se promosso da radicali e Lega.
Dal PD vorrei maggior coraggio nel dare l’indirizzo politico. Vorrei maggiore capacità di dettare l’agenda, anche se i “distinguo” li trovo una ricchezza in un partito plurale come il nostro, dove fortunatamente non vige il pensiero unico.

Giovanni Mastria
Giovanni Mastria
Nato a Lucca, classe 1991. Scrivo con passione di cultura, attualità, cronaca e sport e, nella vita di tutti i giorni, faccio l’Avvocato. Credo in un giornalismo di qualità e, soprattutto, nella sua fondamentale funzione sociale. Perché ho fiducia nel progetto "Oltre Lo Schermo"? Perché propone modelli e contenuti nuovi, giovani e non banali.

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