Si vendono ancora giornali nel 2021? La crisi della carta stampata colpisce anche Lucca

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Da ormai diversi anni il mondo dell’editoria si domanda quale sia il ruolo della carta stampata in un mondo sempre più digitalizzato e votato al web. Basti pensare a quando da piccoli la maestra ci chiedeva di fare una ricerca: l’enciclopedia era il nostro primo, nonché unico, alleato. Ma oggi, chi ha un’enciclopedia sullo scaffale del salotto? Con uno smartphone e un clic si apre una quantità infinita di informazioni, nozioni, curiosità su praticamente qualunque argomento. 

Questo scenario si manifesta ancora più prepotente quando si va a guardare il mondo dell’informazione. Ad oggi molti giornali, tra cui Lo Schermo stesso, sono soltanto in versione online, mentre tutte le testate storiche hanno creato una versione digitale che corre in parallelo a quella stampata. 

Una dicotomia, quella tra progresso e modernità, che attraversa la storia e oggi si esprime nella nuova forma analogico vs digitale. Senza andare troppo indietro nel tempo, appena 10 o 15 anni fa nel rituale mattutino di ogni persona c’era il passaggio dall’edicola a comprare il quotidiano, perché solo lì si potevano leggere le notizie più rilevanti o avere un approfondimento reale e concreto di quello che tg e giornali radio avevano solo accennato, nonché rimanere aggiornati su tutti gli avvenimenti del territorio. E oggi? 

Senza allontanarci troppo, rimaniamo nella nostra città, dove da sempre sono due i quotidiani a contendersi i lettori: Il Tirreno e La Nazione. 

Secondo quanto riportato da ADS – Accertamenti Diffusione Stampa, la società che si occupa di monitorare e certificare tirature, diffusione e vendite di giornali e riviste, nel 2020 nella provincia di Lucca sono state distribuite in media ogni giorno 5183 copie de Il Tirreno e 5195 copie de La Nazione. Facendo un confronto con i dati di archivio, si può vedere come la diffusione media giornaliera di queste testate nel 2015 fosse rispettivamente di 9056 e 8195 copie. Negli ultimi 5 anni, quindi, Il Tirreno ha subito un calo del 42.8%, mentre La Nazione ha registrato un -36.6% di copie distribuite ogni giorno. E facendo un ulteriore passo indietro fino al 2005, il crollo diventa ancora più evidente: -66.1% per Il Tirreno e -58.5% per La Nazione.

Diffusione giornaliera media nella Provincia di Lucca (fonte ADS – www.adsnotizie.it)

Come interpretare questi dati? Nel modo più ovvio, forse, ma anche più realistico: in un periodo storico così caratterizzato dalla tecnologia, il pubblico ha accessibilità alle informazioni in modo rapido e diretto, immediato, anche proprio malgrado. Basta aprire un social network (chi, al giorno d’oggi, non possiede almeno un profilo Facebook?) per venire inondati di notizie e aggiornamenti pressoché in diretta da qualunque parte del mondo.

Gruppi autoformatisi di cittadini condividono in tempo reale eventi e avvenimenti del territorio, attraverso una rete più o meno autorevole in grado di divulgare qualunque notizia ad un pubblico enorme in pochi secondi. Non sembra avere più senso fare lo sforzo di uscire da casa e arrivare all’edicola in fondo alla strada, per leggere qualcosa che dopo 24 ore è diventato vecchio, obsoleto, già letto. 

Possibile che il quotidiano sia ormai relegato a passatempo da colazione, da sfogliare pigramente al bar tra un sorso e l’altro di cappuccino?

Foto di Roman Kraft da Unsplash

-66.1% e -58.5% non sono numeri asettici, bensì la rappresentazione oggettiva dell’evoluzione di un contesto che va oltre vendite, guadagni e business. La crisi della carta stampata è sì economica, per tutte le figure che partecipano alla pubblicazione di un quotidiano, ma anche ferisce in modo profondo il settore dell’informazione nella propria essenza. In un mondo che divora, mastica e risputa notizie, dove sono la credibilità e l’autorevolezza della fonte? Dove va a finire il lavoro di indagine, scoperta e fine cesellatura degli eventi, attraverso cui il giornalista raccontava la realtà? 

E qui arriviamo a un (apparente) paradosso: in questo momento state leggendo su una testata online, solamente online, un articolo dedicato alla sempre minore diffusione dei giornali cartacei. Ma forse no, non è questo il reale argomento di questo pezzo. Forse è solo la riflessione amara, seppur romantica, di una persona che entra in edicola e sorride al profumo di carta e inchiostro, ma poi si ricorda che è il 2021 e il pc l’aspetta a casa.

Chiara Bini
Chiara Bini
Classe 1988, Lucchese per nascita e per passione. Giornalista ed esperta di marketing e comunicazione, amo raccontare storie e giocare con le parole. Profondamente curiosa, sono sempre in cerca di nuove realtà, prospettive e punti di vista. A “Lo Schermo” per andare oltre la notizia e scoprire qualcosa di più.

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