“Sì alla cultura, no alla russofobia”: il murales a Lucca che invita all’amicizia tra i popoli

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Sì alla cultura, no alla russofobia”: queste le parole che sono apparse in un grande murales visibile dall’autostrada Firenze-Lucca, circa all’altezza di Porcari. Nella nostra città non ne è stata data notizia, probabilmente per lo spauracchio ormai diventato virale della Russia. Al contrario, tenendoci ben distanti dalla questione propriamente bellica e strategica – su cui ognuno è libero di pensarla come vuole – questa manifestazione artistica rappresenta un invito a quella pace che, se sul campo di battaglia sembra difficile da trovare, almeno umanamente tra i popoli dovrebbe esserci.
La guerra porta con sé conseguenze tremende, tra cui la stigmatizzazione di popoli che diventano spesso oggetto di discriminazioni solo ed esclusivamente per le scelte dei potenti.

A dimostrazione della censura dell’arte e della cultura russa, di esempi ce ne sono a decine: a partire dall’intenzione dell’Università Bicocca di Milano che voleva cancellare un corso su Dostoevskij poi, fortunatamente, tornata sui suoi passi, alla cancellazione nei mesi passati del “Festival Fotografia Europea” che prevedeva come ospite proprio la Russia ma che ha visto, a causa “dell’impossibilità di avere rapporti con le istituzioni di un paese aggressore”, l’esclusione dei tre artisti. Nella stessa direzione le principali istituzioni artistiche italiane ed europee, come la Galleria dell’Accademia di Firenze, il Petruzzelli di Bari e la Royal Opera House di Londra che hanno annullato eventi con artisti e opere russe.
Questi sono solo alcuni esempi di come le conseguenze di un conflitto, purtroppo, minacciano a tuttotondo non solo il presente delle popolazioni ma soprattutto il passato e la storia.

Il murales apparso a Lucca, infatti, si pone come un invito all’amicizia tra popoli, che niente hanno a che fare con le armi e con le trincee, a sorpassare la censura inutile delle tradizioni che sono, da sempre e sempre rimarranno, il tesoro più importante dei paesi, soprattutto per le generazioni future.

Se guardare avanti oggi può risultare difficile e pauroso, negare la storia corrisponde sicuramente a un ulteriore limite, frutto di ignoranza e ideologia cieca.

Nel murales apparso è infatti rappresentato anche lo scienziato, chimico russo, Dmitrik Ivanovic Mendeleev, inventore della tavola periodica degli elementi che fornì un sistema di classificazione che prevedeva le caratteristiche di elementi non ancora scoperti. La dimostrazione di un gesto lontano dalla politica ma vicino alla cultura che, almeno quella, va preservata e tramandata.

Abbiamo visto il murales – racconta un abitante della zona – e dispiace che molti non abbiano colto l’importanza di un gesto che cerca di unire i due popoli, a prescindere dalla situazione politica”.
E’ un invito alla tolleranza per me – prosegue un altro – che cerca di rilanciare i legami culturali con il popolo russo invitando alla diplomazia”, e conclude: “Il clima di russofobia in Italia e nella nostra città lo trovo insopportabile: si parla sempre di pace ma siamo i primi, nel nostro piccolo, a fare la guerra a persone che niente hanno a che vedere con la situazione internazionale”.

Che la pace sia ciò a cui tutti aspiriamo è fuori dubbio, come è fuori dubbio che gli equilibri internazionali siano molto precari e – come è normale – frutto di molte variabili che non possiamo controllare. Ciò che possiamo fare, in concreto, è “restare umani”: sicuramente sono parole banali ma è nostro dovere lasciare odio, astio e vendetta a coloro che muovono il mondo.

Le persone, uomini donne e bambini, sono e saranno sempre il motore che muove la storia: che siano ucraini, italiani o russi.

Bianca Leonardi
Bianca Leonardi
Classe 1992, Lucca. Una laurea in giornalismo e tanta voglia di dar voce a chi troppo spesso resta in silenzio. Lavoro da anni nella comunicazione e nell'organizzazione di eventi, saltando tra musica, teatro e intrattenimento. Perché "Lo Schermo"? Perché siamo giovani, curiosi e affamati di futuro.

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