RSA: un sistema fallimentare

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Le RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) sono entrate nell’occhio del ciclone durante il momento piรน critico dell’epidemia di Covid-19. A fronte di alcuni (pochi) esempi di virtuosismo, ci sono stati moltissimi casi di gestione sanitaria ai limiti dell’improvvisazione, con conseguenze davvero nefaste. Inutile stare a elencare il mero numero di chi purtroppo ha pagato con la vita questa mala gestione, a dimostrazione di un sistema che si รจ rivelato pressochรฉ fallimentare su scala nazionale. Queste strutture – per la maggior parte – si sono rivelate inadeguate ad affrontare una situazione emergenziale cosรฌ prepotente, ma le lacune si erano giร  evidenziate negli stress test effettuati nel corso degli anni, con delle mancanze nel raggiungimento di standard minimi, sia a livello sanitario che di gestione. La palla adesso passa alle Regioni, che dovranno gestire una spinosa questione, chiudere definitivamente queste strutture o rilanciarle in modo efficace?

Il ruolo della Regione

Le RSA sono gestite dalle Regioni, e spetta a loro traghettare nel migliori dei modi queste strutture fuori dalla vergogna. Ci sono alcuni aspetti che vanno sicuramente evidenziati sulle cose che non vanno. Dal punto di vista della gestione degli ospiti, quindi aspetto alberghiero, camere e posti letto a disposizione, le RSA si sono dimostrate all’altezza, tuttavia le cose cambiano in ambito clinico: se da un lato l’aspetto sociale viene curato spesso in modo efficace, il lato dell’assistenza medica e della cura non ha resistito all’urto dei tempi, non aggiornandosi come richiesto dagli standard minimi. Alla Regione viene fatto appello a uno sforzo maggiore in questa direzione, in quanto gli attuali utenti delle RSA presentano delle complessitร  assistenziali molto piรน gravose rispetto al recente passato.

Altro tasto dolente, il bilancio. Il sistema si รจ rivelato anche in questo caso fallimentare, poichรฉ per rientrare nei costi e avere un utile ci vuole un’occupazione quasi completa (90-95% dei posti letto). Quale strada ha intenzione di prendere la Regione, si puรฒ pensare di innalzare il livello dei parametri sanitari e avvicinarsi in questo modo a luoghi di cura? Perchรฉ nonostante la nomenclatura citi un ruolo sanitario, spesso questo รจ quasi del tutto inadeguato. Chi ha vissuto in prima persona l’esperienza Covid all’interno delle RSA, ha affermato che la sua vita non sarร  piรน la stessa. รˆ evidente quindi che servono sรฌ maggiori investimenti, ma anche delle leggi ad hoc che rafforzino la sanitร , garantendo quindi al personale strumenti e tecnologie migliori e delle strutture che rappresentino un modello funzionante.

A livello locale

In Lucchesia, per far fronte all’emergenza Covid-19, sono aperte ancora due strutture convertite in residenze Covid per anziani. Stiamo parlando dellaย Rsa La Perla di Capannori, in cui ci sono 25 posti letto per la cura di anziani colpiti dal Coronavirus e 13 elementi fraย personale infermieristico e operatori socio sanitari, e la Rsa Paoli Puccetti di Gallicano. Recentemente sono state effettuate delle delibere che hanno rilasciato delle nuove linee guida per la sicurezza, che hanno una particolare attenzione sulla qualitร  degli standard e sulla salvaguardia degli ospiti e del personale. Come dichiarato dall’Azienda Sanitaria, il tutto costerร  un milione e 847mila euro per 30 mesi complessivi, ma tutto questo sarร  risolutivo? Non ci resta che aspettare e vedere cosa ci riserverร  il futuro.

Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Giornalista e giurista, le passioni sono per me un vero motore per vivere la vita. Sono alla ricerca inesausta della veritร , credo nel giornalismo libero e di qualitร . Porterรฒ il mio contributo a "Lo Schermo" perchรฉ si batte per essere una voce unica, indipendente e mai ordinaria.

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