“Quella di Tambellini è l’amministrazione delle cose non fatte”. Il dibattito dell’opposizione a L’Augusta

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Terzo appuntamento per L’Augusta – La Fortezza delle Idee, il festival politico e culturale organizzato e autofinanziato da CasaPound, che ha visto protagonisti, ieri sera 16 luglio, i consiglieri di opposizione Fabio Barsanti del Gruppo Misto, Remo Santini, capogruppo di SiAmoLucca, Massimiliano Bindocci del Movimento 5 Stelle, Marco Martinelli di Forza Italia e Giovanni Minniti di Lega Nord, che hanno dato visione di una panoramica sul sistema politico cittadino.

A moderare l’incontro il giornalista Fabrizio Vincenti che ha guidato i consiglieri in un percorso tra passato, presente e futuro, facendo riferimento a tutti quei punti poco chiari dell’amministrazione Tambellini, giunta a metà del secondo mandato.
Un viaggio tra quello che è stato fatto negli ultimi anni, a confronto con quello che era stato promesso, sulla situazione attuale dell’amministrazione che si trova inevitabilmente coinvolta in temi molto importanti per il futuro della città, quali la riqualificazione della Manifattura Tabacchi, su cui, tra dubbi e perplessità, si sta continuando a dibattere.

Il confronto è entrato subito nel vivo cercando di individuare da parte dei consiglieri di opposizione il tema e l’argomento che secondo questi risulta, o è risultato, particolarmente critico per l’amministrazione comunale.
Tutti hanno concordato sul fatto che sia difficile trovare un’unica tematica critica durante questo e il precedente mandato Tambellini, in quando la sensazione che si percepisce da parte dell’opposizione è quella di una mancanza di chiarezza e di coinvolgimento della città che la giunta ha sempre lasciato in disparte nelle discussioni per il futuro della nostra Lucca.

Il bilancio per me è totalmente negativo, con l’operato dell’amministrazione Tambellini vedo una città brutta e ingessata e una giunta che non ha lasciato il segno in niente. C’è un immobilismo totale dove l’opinione pubblica non trova riscontro perché l’amministrazione è assente e incapace di dialogare” ha spiegato il consigliere di opposizione Barsanti.

La caratteristica principale di questa amministrazione è l’ipocrisia – ha continuato Bindocci dei 5 Stelle – questa ipocrisia di dover essere buoni a tutti i costi e con i soldi pubblici, sulla base di un’enorme contraddizione tra quello che l’amministrazione dice di volere e quello che realmente fa”.

Anche per il consigliere Martinelli la situazione attuale non è delle migliori: “Questa amministrazione ha trasmesso a Lucca un clima di rassegnazione, tarpando le ali alla città. È stato creato un clima di disastro in una città con enormi potenzialità da una giunta ormai al capolinea, dove tutti sono ormai contro tutti e lo dimostra il fatto che un assessore che si è candidata alle regionali non è stata appoggiata dal suo sindaco che invece l’ha sfiduciata, creando così una divisione che renderà impossibile la realizzazione di qualsiasi novità”.
Per quanto riguarda le novità, la domanda che l’opposizione si pone, nelle parole di Minniti, è piuttosto: “Per cosa verrà ricordata questa amministrazione?
“Non certo per le cose che ha fatto e per qualcosa che ha concretamente realizzato – ha continuato il consigliere d’opposizione della Lega – Sarà ricordata per le cose non fatte e per tutti quei provvedimenti che hanno contribuito a impoverire questa città; quella di Tambellini è l’amministrazione delle cose non fatte o fatte male e prona al Pd regionale, senza una visione prospettica del futuro, è un’amministrazione di sole chiacchiere e ideologie”.

A proposito di ideologie anche Remo Santini, ex candidato sindaco e capogruppo di SiAmoLucca, ha definito questa amministrazione “cattiva e arrogante”: “reputo la giunta cattiva in quanto hanno tentato di farmi fuori per il giornale in cui lavoravo, non contenti che avessi perso le elezioni, mi hanno messo in difficoltà sul lavoro che continuo a fare nonostante sia andato in un’altra città. Loro combattono in modo scorretto e pretendono di scegliersi gli avversari, motivo per cui tutte le proposte dell’opposizione sono state scartate a prescindere con estrema arroganza. L’elemento fondamentale è la mancanza di un sistema democratico della giunta, in quanto ogni decisione viene calata dall’alto, senza tenere in considerazione nemmeno i cittadini”.

Dalle parole dei consiglieri si evince quindi che i temi che l’opposizione critica all’amministrazione e sui quali sono tutti d’accordo, o quasi, vista l’assenza del consigliere Buchignani di Fratelli d’Italia, siano la mancanza di un coinvolgimento dei cittadini nelle scelte per la città, una sottomissione della giunta a poteri più forti e un’ipocrisia nella quale apparire giusti diventa più importante che esserlo, dove le scelte dipendono più da quello che viene detto che dalla reale voglia di risolvere problematiche concrete.

A Lucca dominano i sentimenti di omertà e paura – ha spiegato infatti il consigliere Bindocci – Tutti i lavoratori nella nostra città hanno paura ad alzare la testa, probabilmente si sbagliano, ma questo è il sentimento predominante. Non c’è né serenità né libertà di esprimersi per qualche potere occulto che mette pressioni, questo è un fatto vergognoso che porta i lavoratori ad accettare le cose anche se queste oggettivamente non vanno bene. Non a caso la richiesta di prendersi baluardo e passerella e tutto il progetto della riqualificazione della Manifattura nasce dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e, di fronte a ciò, nemmeno il comune è in grado di dire no a un potere così forte. Nella nostra città c’è gente che vale molto e gente che non vale niente e questo non è giusto”.
Sicuramente la Manifattura è un tema che ad oggi solleva gli animi di tutti i lucchesi dove anche Santini ha affermato che “serve il rilancio ma anche il capovolgimento della città, questa è urbanistica imposta dalle grandi lobby”.

Quello che vediamo durante questo incontro politico dell’Augusta è sicuramente un’opposizione coesa e unita, fatto da idee e ideologie diverse ma non per questo in continuo scontro. L’idea sembra quella di voler a tutti i costi mettere da parte le questioni personali in nome di una città che mai come adesso ha bisogno di soluzioni concrete, di coraggio e di intraprendenza.

L’amministrazione Tambellini è ormai al suo picco più basso, sono affaticati e in crisi, il discorso delle regionali sta lacerando la giunta sia a livello umano che politico, per questo l’opposizione deve continuare sulla strada del non dare loro tregua – ha affermato Barsanti del Gruppo Misto – La Manifattura per esempio è un argomento clou di tutto il mandato dell’amministrazione e il comportamento dell’opposizione, anche se non di tutta, si sta rivelando efficace. Stiamo cercando di fare emergere tutte le procedure scorrette in nome di una svendita e di una speculazione di uno dei simboli della nostra città.
Il nostro obiettivo, in quanto opposizione, è quello di far capire ai lucchesi che gli errori passati vanno razionalizzati perché non possiamo permetterci tra due anni di mettere in mano Lucca a chi è avulso dal contesto cittadino. L’amministrazione Tambellini è una propaggine della Regione e bisogna impegnarci già da ora a creare una classe dirigente politica alternativa, in grado di rinnovare e attualizzare certi messaggi. Dobbiamo dare di nuovo fiducia a tutti quei lucchesi che non hanno votato per mancanza di alternative”
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Per quanto riguarda il futuro, il giornalista Vincenti, durante l’incontro, ha immaginato ogni consigliere comunale presente come un ipotetico assessore, in modo che tutti potessero proporre le loro tematiche e le loro soluzioni.

Se Bindocci fosse assessore all’ambiente:
Sicuramente agirei su Sistema Ambiente, con il quale abbiamo un grandissimo problema in quanto questa società ha importanti guai con la giustizia ma l’amministrazione comunale è stata molto abile nel prendere la nuova sede, visto il business che c’era dietro, tralasciando poi la gestione della cosa. Se fossi assessore all’ambiente sicuramente agirei nella riorganizzazione della raccolta differenziata che ad oggi non funziona: in centro storico bisognerebbe lavorare sull’isola scomparsa e togliere i cassonetti, in periferia bisognerebbe invece potenziare i servizi e assumere personale se c’è bisogno, è impensabile che i cittadini debbano restare per giorni con la spazzatura in casa. Inoltre bisognerebbe prendere in considerazione la problematica dell’aria inquinata visto che Lucca si classica tra le ultime città della Toscana sull’argomento. Un nuovo progetto di viabilità è fondamentale per non lasciare avvelenare i cittadini”.

Se Minniti fosse assessore al turismo:
“Lucca è una delle città più belle del mondo e va considerato il turismo come un’azienda nella quale bisogna investire per far sì di portare in cassa denaro. L’obiettivo sarebbe quello di far venire più gente possibile, a me piacerebbe che i giovani si ritrovassero in centro storico e tornassero ad apprezzare zone della città meravigliose come Piazza Anfiteatro o il Mercato del Carmine che, a differenza delle altre città italiane ed europee dove i mercati vengono valorizzati, qui resta degradato. Questa amministrazione non si rende conto che il turismo è una delle prima risorse economiche della nostra città, a partire dai Comics, e su ciò è necessario investirci”.

Se Santini fosse assessore all’urbanistica:
“Prima cosa fondamentale da fare sarebbe affiancare tecnici e consulenti in materia, non è accettabile andare a tentoni e affidare la cosa a chi non ha mai sentito parlare dell’argomento, come è successo in questa amministrazione. Affronterei tutte le questioni in modo diverso, a partire dalla Manifattura, dove il progetto di Coima di realizzare appartamenti, negozi e uffici e solo un piccolo parcheggio è frutto di una scelta a senso unico. Quello che manca è il coinvolgimento di ampi settori della città per individuare l’elemento che può rilanciare al meglio la struttura, in questo caso di parla della Manifattura ma il ragionamento vale per tutti gli altri contenitori lasciati a se stessi”.

Se Barsanti fosse assessore alle politiche sociali:
“Nonostante debba dare al presidente della commissione sociale il merito di impegnarsi e di riunirla spesso, va detto che essa funziona e non funziona. La riorganizzazione dei servizi dovrebbe differenziarsi da quella che è un’amministrazione troppo prona alla Regione, che è carente in tema sociale. Per esempio nella questione delle graduatorie delle case popolari vengono favoreggiati gli stranieri rispetto agli italiani ed è per questo che vorrei un assessore che vivesse più le periferie e queste situazioni in prima persona. A volte ci si perde in parole e non si riesce a toccare con mano i problemi. Probabilmente c’è anche la volontà ma non ci sono gli strumenti, spesso si deve fare personalmente da tramite e nonostante l’assessore attuale ci metta impegno, se non ci fossi io a fare pressione certe problematiche sarebbero ancora lì. Questo per dire che è fondamentale un indirizzo politico diverso che preveda maggiore presenza fisica sul territorio.

Se Martinelli fosse assessore al commercio:
“Come prima cosa riporterei la tassa del suolo pubblico a livelli decenti visto che l’attuale amministrazione l’ha aumentata del 140% e, in un’azione più generale, darei respiro al territorio mettendo in capo un piano delle funzioni in modo tale da rendere omogeneo il centro storico e non ridurlo a una vera e propria mangiatoia. Altro aspetto importante sarebbe quello di riportare il mercato in centro, visto che al momento è vergognoso averlo messo in un’area che non è conforme alla stessa attività. Inoltre la cosa da fare sarebbe creare un vero calendario di eventi, cosa che l’amministrazione ha tentato di fare ma che si è rivelata un fallimento che non produce ricchezza al territorio.

Buoni propositi e idee per un futuro migliore, critiche e analisi dei punti oscuri di quell’amministrazione che ad oggi guida la nostra città: questi i temi centrali del dibattito de L’Augusta, che ha visto i consiglieri comunali dell’opposizione, ad eccezione di Buchignani, affrontare un’analisi tra gli errori del passato e l’inevitabile urgenza di non ricadere negli stessi, le dinamiche dell’amministrazione considerate dubbie e poco trasparenti, la fondamentale e imminente richiesta di una maggiore partecipazione dei cittadini in quelle che sono le questioni importanti della città e, perchè no, l’invito a guardare oltre, a non aver paura, a pretendere ciò che a tutti spetta per un domani senza ombre.

Bianca Leonardi
Bianca Leonardi
Classe 1992, Lucca. Una laurea in giornalismo e tanta voglia di dar voce a chi troppo spesso resta in silenzio. Lavoro da anni nella comunicazione e nell'organizzazione di eventi, saltando tra musica, teatro e intrattenimento. Perché "Lo Schermo"? Perché siamo giovani, curiosi e affamati di futuro.

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