La viabilità nel centro storico: quando l’auto si muoveva in ogni via di Lucca

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Lucca e il suo crogiolo di vie, incroci e strade strette, è stata per anni il labirinto personale dei lucchesi che con la propria auto potevano muoversi tra gli antichi sentieri del centro storico. Vie anguste, angoli ciechi, ma anche piazze luminose e ricche di spazio, dove poter recarsi liberamente con il proprio mezzo a quattro ruote. Addirittura all’interno delle Mura urbane si poteva fare rifornimento, grazie alle stazioni di servizio che si trovavano in Piazza Napoleone e in Piazza del Giglio. Negli anni ’30, una di queste si trovava proprio di fronte alla ex Stella Polare, mentre negli anni successivi per fare benzina si doveva andare dall’altra parte di Piazza Grande. Di sicuro non si poteva rimanere a piedi, perché nel caso in cui la vostra macchina non fosse partita, si poteva prendere la corriera direttamente davanti Palazzo Ducale.

Quando il boom economico ha dato la possibilità agli italiani di “mettere le ruote ai piedi”, non era difficile incontrare le varie Fiat 500 e Fiat 600 nelle vie principali dell’antica città lucchese, a cominciare da Via Fillungo. La celebre via dei negozi si poteva percorrere da cima a fondo, come se fosse stata un grande raccordo di una circonvallazione, e poi si poteva parcheggiare direttamente in Piazza Anfiteatro. Incredibile pensare a come una delle piazze più invidiate al mondo e simbolo di tutta Lucca, sia stata per moltissimo tempo rifugio per automobili di ogni genere, mentre oggi è la meta preferita di tutti i turisti che vengono ad ammirarla.

Tra il vecchio cardo e il decumano alla fine poteva capitare di fare una sosta selvaggia in Piazza San Michele, nella quale era vietato parcheggiare, ma in tanti non se ne curavano e costeggiavano la propria auto ai bordi degli scalini che circondano la Chiesa. Poi perché non fare un salto in Piazza Cittadella, consueto luogo di ritrovo, o parcheggiare in Via della Stufa per andare al Bar dei tre scalini. In tutto il centro cittadino si sentivano gli scoppiettii dei motori bicilindrici, addirittura anche sotto al Duomo di San Martino, dove si fermava anche l’autobus.

Tutto questo è utile per raccontare un’epoca che non c’è più, sicuramente affascinante e molto diversa dalla nostra. Oggi possiamo godere di tutta la bellezza e maestosità del centro storico, senza doverci preoccupare del traffico, del rumore dei motori e dello smog prodotto dai gas di scarico, passeggiando liberamente a piedi e sempre con lo sguardo all’insù per ammirare al meglio i capolavori di questa città.

CREDITI FOTO: Alain Vannucchi

Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Giornalista e giurista, le passioni sono per me un vero motore per vivere la vita. Sono alla ricerca inesausta della verità, credo nel giornalismo libero e di qualità. Porterò il mio contributo a "Lo Schermo" perché si batte per essere una voce unica, indipendente e mai ordinaria.

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