Primarie Pd e centrodestra che guarda dal finestrino: cosa ci aspetta?

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Suona la campanella dell’ultimo giorno di scuola: domani Lucca sarà protagonista delle primarie che dovremmo chiamare del centrosinistra, ma che in realtà sono primarie del Pd.

A sfidarsi due protagonisti della stessa giunta, due assessori targati Pd, due facce della stessa medaglia, la perfetta continuazione di un’amministrazione che ha guidato Lucca per 10 anni.
Potremmo chiederci che senso abbia questo richiamo al popolo, chiamato a giocare a testa o croce in pratica, dove tutti vincono o tutti perdono. Un richiamo, appunto, a quella democrazia di facciata che spesso ha fatto da sfondo in questa città: un inno alla partecipazione solo ed esclusivamente quando gli esiti di essa non possono cambiare gli schemi.
Quali sostanziali differenze potremmo mai auspicare per Lucca se il futuro candidato Sindaco sarà Francesco Raspini o Ilaria Vietina? Nessuna, praticamente.

Singolare l’affermazione di Enrico Letta di pochi giorni fa: “Il nostro candidato esce dalle primarie”. Sicuramente, ma è bene precisare che sono primarie del Pd e non dare per scontato che tutto il centrosinistra si riveda nei Dem che, ultimamente e soprattutto a Lucca, non sono proprio gli ideali protagonisti a cui affidare – ancora – la città. Un gioco tutto interno, quindi, l’arroganza di un Pd che monopolizza un elettorato che non si rivede più nei valori di cui il partito si faceva portavoce e queste primarie che non sono altro che lo specchio dell’ipocrisia di chi crede di avere già tutto in mano.

E gli elettori? Ci sono i fedelissimi che – giustamente –, nonostante abbiano visto una gestione quantomeno discutibile della cosa pubblica in questi ultimi anni, continuano a testa bassa a ripetere come un mantra quei copioni fatti di luoghi comuni sentiti e risentiti, non abbandonando la barca. Ci sono poi i delusi che, se da una parte l’anima politica continua a guardare a sinistra, non riescono più a tollerare un partito che di democratico ha solo i comunicati stampa che passano come veline alla stampa mainstream, altra fedele alleata.

L’alternativa? Scarsa, molto scarsa. Se mesi fa qualcuno provava a girare la testa, vedendo e cercando nel centrodestra un’occasione per uscire dalla staticità di chi, senza giustificazioni, ha fatto di Lucca il proprio Palazzo di vetro, invalicabile e intoccabile, adesso anche quella speranza si sta affievolendo. Mesi e mesi di parole, di nomi che spuntano sui giornali senza una reale cognizione, cambi di idee, tavoli improvvisati, personalismi e carte ancora da scoprire da parte di chi crede di condurre il gioco ma che, in realtà, ci sta affogando dentro.
Se non altro, come ha affermato il Capo della Lega Matteo Salvini dai piani alti in un’intervista in Sicilia qualche giorno fa: “Se la politica locale non trova l’unione, è giusto ricorrere alle primarie”.
La situazione che si prospetta è quindi questa: se da una parte assisteremo domani alle fasulle primarie del Pd, probabilmente saremo costretti ad assistere anche a quelle del centrodestra, a causa della mancanza di una linea comune data dall’impossibilità di trovare un nome unanime e di sacrificare – forse – i propri interessi per il bene della città.

C’è sempre l’ancora di salvataggio, che molti guardano con astio, mentre altri non vedono l’ora di accoglierlo a braccia aperte: Giorgio Del Ghingaro.
Non è un caso – probabilmente – che proprio oggi abbia rilasciato un’intervista a Repubblica nella quale lascia aperta, non una porta, ma un portone, alla possibilità di candidarsi a Lucca. Non è un caso – probabilmente – che lo abbia fatto proprio in questo giorno di elezioni provinciali che vedrà il rinnovo di 12 consiglieri. Elezioni riservati agli amministratori, precisamente 476 tra sindaci e consiglieri dei 33 Comuni della provincia di Lucca.
Un’attesa, quella da parte del Sindaco di Viareggio, per capire se ci saranno le condizioni per sparigliare tutto questo caos lucchese perché, lo sappiamo tutti, Re Giorgio gioca per vincere e, in quanto personalità libera, nonostante si definisca uomo di centrosinistra (come riferisce nell’intervista a Repubblica), è assai probabile che riesca ad attrarre a sé gli elettori dei diversi poli. Una corsa che, per Del Ghingaro, non sarebbe nemmeno così difficile, facendo leva sulla sinistra che non si identifica nel Pd ma anche – e soprattutto – in tutti coloro che speravano in un centrodestra attivo e presente ma che, si sta rivelando ancora oggi, confuso e poco stabile.

Quello che è certo è che c’è chi non vede l’ora di prolungare questo agonizzante cdx ad anno nuovo, ma c’è anche chi – dentro quelle stanze – inizia a scalpitare, lanciando ultimatum e non accettando più la lenta e straziante perdita di un’occasione che sembrava irripetibile. Certo il gioco al ribalzo delle responsabilità è dietro l’angolo: restare nel limbo di un’attesa senza apparenti ragioni o uscire allo scoperto e giocarsi il tutto per tutto, con la possibilità di essere additati come responsabili di aver spaccato il fronte irrimediabilmente?

Aspettiamo ancora un po’, sicuramente arriverà il momento in cui giochi usciranno allo scoperto e solo in quel momento – forse – capiremo chi è bravo a disegnare strategie e chi, invece, crede ancora in qualcosa.

Bianca Leonardi
Bianca Leonardi
Classe 1992, Lucca. Una laurea in giornalismo e tanta voglia di dar voce a chi troppo spesso resta in silenzio. Lavoro da anni nella comunicazione e nell'organizzazione di eventi, saltando tra musica, teatro e intrattenimento. Perché "Lo Schermo"? Perché siamo giovani, curiosi e affamati di futuro.

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