Nuovi stipendi degli amministratori: fino a quasi 10mila euro mensili per il sindaco di Lucca, beffati i comuni della Garfagnana

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Il futuro sindaco di Lucca, nei prossimi tre anni, arriverà a guadagnare 9mila 660 euro lordi al mese. Un raddoppio rispetto alla cifra percepita adesso (4mila 767 euro lordi). Festa anche per gli assessori che nel 2024 avranno un reddito lordo mensile di 5mila 796 euro contro i 2mila 851 attuali. Numeri indicativi in quanto per gli amministratori che svolgono già un’attività propria l’indennità è, come sappiamo, dimezzata.

Situazione simile anche a Capannori, dove nel 2024 il sindaco Luca Menesini, già al suo secondo mandato, arriverà a guadagnare 4mila 830 euro lordi (+55% rispetto ad oggi) e ad Altopascio dove la prima cittadina rieletta, Sara D’Ambrosio, percepirà uno stipendio mensile lordo di 4mila 140 euro.

La decisione è stata presa dal governo che, con l’ultima legge di bilancio, ha aumentato gli stipendi di sindaci, vice-sindaci, assessori e presidenti del consiglio comunale. Un aumento però direttamente proporzionale al numero di abitanti dei singoli Comuni e così mentre a Lucca, Capannori e Altopascio si brinda, nei piccoli paesi della Mediavalle e della Garfagnana la politica rimane volontariato e i soldi “non bastano neanche per l’assicurazione”, dichiarano i diretti interessati.

Nei Comuni fra mille e tremila abitanti (Pieve Fosciana, Piazza al Serchio, Camporgiano, Minucciano, Sillano, Castiglione, Villa Basilica, San Romano, Villa Collemandina, Molazzano, Fabbriche, Fosciandora, Careggine), fra due anni la busta paga dei primi cittadini sarà di 2mila 208 euro lordi, mentre quella degli assessori ammonterà a 221 euro. Il tutto sempre tenendo conto, come già precisato, che per chi svolge un lavoro proprio la cifra sarà dimezzata.

E’ giusto”, secondo il sindaco uscente Alessandro Tambellini, viste anche le nuove responsabilità in termini di sicurezza urbana. “Non ho mai fatto il sindaco per soldi”, dice. Ma si è sormontati da responsabilità anche se si è amministratori di Comuni più piccoli e la sproporzione in termini di incrementi ha deluso molti. In termini di costi, quelli dell’assicurazione necessaria per proteggere il proprio patrimonio personale nel caso in cui, nel ruolo di dirigenti, si fosse chiamati in causa per risarcimento danni, superano lo stipendio percepito. E non c’è da stupirsi allora, come ironizzano in tanti, se alle Amministrative si fatica spesso a presentare una lista: “non conviene”.

L’intento del governo è quello di rendere più appetibile il ‘mestiere’, incentivando anche chi ha un reddito personale già alto a intraprendere la strada politica che potrebbe in questo modo – a detta loro, raggiungere una migliore qualità in termini di personalità.
Un piano di possibile riuscita in città, ma irrealizzabile in Valle e ‘sulle montagne’, visti i numeri. Sulla questione dei meriti poi ci riserviamo di non esprimere giudizi, ma che chi ha un lavoro già ben retribuito e un ruolo importante alzi effettivamente la qualità della classe politica, questo è tutto da dimostrare.

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