Lucca Futura: un tuffo nel passato?

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Qualche giorno fa c’è stato il primo passo in avanti in vista delle elezioni amministrative del 2022: dopo qualche settimana di fibrillazione, alla fine è stata partorita Lucca Futura. In realtà si è trattato di un lancio un po’ sotto traccia, e non a caso. Un lancio fatto all’ora di pranzo di un giorno di festa, quando la gente si stava abbuffando celebrando il lavoro, almeno chi ancora ce l’ha.

Ma veniamo a noi:“dalle prime adesioni – recita il pezzo uscito sul quotidiano Lucca in Diretta – il gruppo appare vicino alle posizioni dell’attuale assessore ai lavori pubblici, Francesco Raspini”. “Appare”, dunque: simpatiche espressioni di chissà quale tattica politica. Della serie, le carte le caliamo più avanti, prima vediamo come va.

In disparte ogni considerazione sul nome utilizzato, già contestato dai Riformisti per Italia Viva, quello che non si può non evidenziare è l’impressione statica, grigia e già vecchia del gruppo e delle espressioni utilizzate nella sua prima uscita sulla stampa. I promotori – chi? quali? – dicono che Lucca Futura avrebbe l’obbiettivo di “riflettere su nuove prospettive e dialogare per comprendere l’oggi e costruire il domani”.

Un contenitore di idee – questa, a dirla tutta, l’abbiamo già sentita – con lo scopo di ragionare di politica […], un punto di incontro e di confronto per proiettare la nostra Lucca nel domani”. Dialogo, incontro e confronto, le solite tre paroline magiche. Proprio ciò che, paradossalmente, in quest’ultimo anno ha caratterizzato in negativo l’attuale amministrazione su alcuni caldissimi temi cittadini: sul punto si vedano le recenti dichiarazioni dell’ex assessore Baronti, non certo un uomo di destra.

E infatti, tra gli ospiti degli eventi in programma appare – in realtà non subito, che altrimenti sembrava brutto – il nome del nostro sindaco Alessandro Tambellini, in un’ideale linea di continuità che per il nuovo gruppo potrebbe essere una condanna senza possibilità di appello. Prendere le distanze, si o no? Questo è il vero problema.

Ma entriamo nel merito. Francesco Raspini è molto capace e sa anche quello che vuole, è inutile negarlo. Ha deciso di muoversi in anticipo circondandosi di fedelissimi: si vedano il moderatore degli eventi e le varie personalità coinvolte, praticamente i partecipanti all’associazione Talea e affini. L’ex assessore all’ambiente piace soprattutto a una certa fascia d’età e ad alcune categorie sociali, ma siamo davvero sicuri che questa mappatura basti? Siamo davvero sicuri che Lucca Futura sia veramente quel “bacino di generazioni vicine e lontane” pomposamente indicato nel primo comunicato stampa? Siamo davvero sicuri che all’interno di tutto il centrosinistra e all’interno di quella stessa corrente sia così pacifico e blindato il suo nome? Perché se così non fosse, per quanto desuete vogliano farle apparire ultimamente certi interessati politici locali, l’unica alternativa possibile sono le primarie.

Ad ogni modo, un merito a questa mossa deve essere riconosciuto senza timori, perché almeno c’è stato qualcuno che ha avuto il coraggio di fare il primo passo all’interno del centrosinistra. Chi non è d’accordo, dunque, parli ora o taccia per sempre. Baccelli, Bove, Vietina, Mammini e affini sono avvisati. Però, ecco, se ci possiamo permettere vorremmo fare qualche domanda e dare un consiglio spassionato al nuovo gruppo: davvero pensate che i vari luminari invitati come ospiti – molti di improbabili realtà metropolitane che con Lucca c’entrano pochissimo – abbiano per forza qualcosa da offrire alla città? Davvero pensate che i lucchesi abbiano bisogno dei modelli – patinati e lontani – che queste stimabili personalità hanno da offrire? Non si soffra, per favore, dei soliti complessi di inferiorità che ogni tanto affliggono la provincia. Il modello per una città migliore va sviluppato e pensato, non semplicemente trapiantato.

Giovanni Mastria
Giovanni Mastria
Nato a Lucca, classe 1991. Scrivo con passione di cultura, attualità, cronaca e sport e, nella vita di tutti i giorni, faccio l’Avvocato. Credo in un giornalismo di qualità e, soprattutto, nella sua fondamentale funzione sociale. Perché ho fiducia nel progetto "Oltre Lo Schermo"? Perché propone modelli e contenuti nuovi, giovani e non banali.

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