Lucca Capitale della Cultura: indietro tutta sulla candidatura. Ecco le reazioni all’ombra delle Mura

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo un nuovo articolo firmato Goga Meremeo. La questione in ballo? Lucca candidata a Capitale della Cultura. Poi no.

“Fermate le macchine! Indietro tutta! Ora è ufficiale: da Palazzo Santini è venuta la comunicazione del ritiro della candidatura di Lucca  al campionato per il titolo di capitale italiana della cultura per l’anno 2024.

Ma non è detta l’ultima parola: Lucca ci riproverà  nel 2026, nel 2028, nel 2030 e nel 2032. Anche se addolcita da questa prospettiva la botta è troppo dura per essere digerita facilmente. Ed  infatti non appena la ferale notizia dell’ennesimo fiasco rimediato dall’Amministrazione Comunale ha preso a circolare ha sollevato imbarazzo, sconcerto, stupore, disappunto, e financo sgomento nei più diversi ambienti cittadini. Stamani in piazza san Michele non si parlava d’altro ed anche al tradizionale happening del Covo di Corso Garibaldi il dibattito verteva sull’ultimo tonfo amministrativo.

Come era scontato del nuovo disastro hanno approfittato le opposizioni per sferrare un plateale e ingeneroso attacco al governo cittadino, accusato di inadeguatezza, insipienza, inettitudine e inconcludenza. In questa offensiva si è distinta la formazione Difendere Lucca che ha ormai preso la guida dello schieramento avverso alla Giunta Municipale. E’ da prevedere che si arrivi anche alla richiesta di dimissioni rivolta al sindaco ed all’assessore alla cultura, ma su questo punto le opinioni sono discordi e si dividono tra chi è deciso a portare l’attacco con la parola d’ordine:“Tutti a casa!” e chi invece propende per dilazionare i tempi  della sgrollata finale basandosi su un ragionamento di questo genere. “Più restano lì e più fanno il nostro gioco!”

Uscendo per un momento dalle beghe politiche, quello che resta di questa storia è il  solito retrogusto amaro che accompagna le mirabolanti prodezze di Palazzo Santini. Questa volta poi, stando alle dichiarazioni rese dai governanti quando sono stati chiamati a riferire sull’andamento delle operazioni, non sembravano esserci intoppi: la candidatura di Lucca marciava a spron battuto, era attrezzata a superare tutti gli ostacoli e si attendeva da un giorno all’altro il responso che  avrebbe assegnato il titolo alla nostra città.

Ora invece si scopre che non eravamo pronti, che non avevamo preparato i documenti e che neppure sapevamo dove inviare la domanda per l’ammissione.

Peccato, davvero peccato. Perché il programma per le celebrazioni  del titolo di campione d’Italia 2024 era davvero allettante e prestigioso e se non ci avesse fregato il solito freno burocratico-amministrativo ne avremmo viste e fatte vedere delle belle.

Grazie ad alcune indiscrezioni raccolte da chi queste cose le conosce, il Goga Meremeo è in grado di rivelare le iniziative  di maggior spicco del programma 2024. Ovviamente si cominciava con Puccini, in onore anche al centenario della sua scomparsa: 1 gennaio 1922 secondo gli ultimi calcoli elaborati in Palazzo Santini. Per quel giorno Lucca avrebbe dovuto essere invasa dal raduno delle bande musicali di tutta la provincia: quelle della Val di Serchio entravano da Porta Santa Maria, quelle della Versilia da Porta San Donato e quelle della Piana da Porta Elisa. Tutte convergevano in piazza Napoleone dove assieme intonavano il più celebrato brano della musica pucciniana. “La fava di Noé che pesava un chilo e trentatré”. Sempre in omaggio a Puccini era previsto che ogni mattina, sul far dell’alba dalla Torre delle Ore e dalla Torre Guinigi, i celebri tenori Amerigo Sfiatati e Ulderico Asmatici cantassero la nota romanza “Nessun dorma” composta dal maestro Puccini in omaggio ai governanti del suo tempo.      

Una grande manifestazione di popolo era prevista sulle Mura per omaggiare i 500 anni della loro fondazione. Che secondo i calcoli degli uffici comunali ricorrono proprio nel 2022. Dalla Garfagnana e dalla Piana, a forza, migliaia di uomini sarebbero stati  portati a sfilare sulle Mura, per ricordare i loro antenati che venivano “comandati” per svolgere i lavori di costruzione delle Mura. Seguiva poi il rancio con degustazione di cibi tipici, sul tipo di quelli che venivano dati  ai “comandati”: pane ammuffito, vino striscino con lo spunto e tante castagne secche da ciucciare tutto il giorno. Ai più fortunati bucce d’arancio e gusci di noci.

 Folto e qualificato anche il repertorio culturale, coordinato dalla Regia Accademia con l’attivo apporto del vario associazionismo cittadino: geografi, palombari, ferrotramvieri, assaggiatori di pinoli, filocaristi e reduci delle patrie battaglie. Fitti anche gli appuntamenti ludici di coinvolgimento popolare usciti dalla fertile mente del consultore Epicarmo Beccafumi fresco reduce dal successo delle vetrine pucciniane.

Si parte a gennaio con il convegno  dal titolo “La Befana  vien di notte”, per seguire in febbraio con il certamen poetico estemporaneo per le strade e le piazze della città e la gara di rutti dai baluardi. Marzo si salta e si riprende ad aprile con il tiro della forma in  corso Garibaldi, che  si terrà in concomitanza con la fioritura delle magnolie. Maggio e giugno ospiteranno gli studiosi che verranno da ogni parte del mondo per stabilire il punto esatto dove si svolse l’incontro tra Cesare, Pompeo e Grasso.

Sospeso in luglio e agosto per ragioni climatiche e vacanziere, il movimento riparte alla grande a settembre quando in occasione della tradizionale ricorrenza della santa Croce si rievocheranno la figura e l’opera di Mastro Cecio da Ciciana, l’inventore della cecina. Alla manifestazione interverranno anche Alfio Cocomeri, Zelindo Croccanti, Filiberto Castagnacci e Attanasio Cavallo Vanesio.

Per ottobre doppio appuntamento. La stagione lirica al restaurato teatro del Gonfalone in piazza santa Maria con la esecuzione delle opere del maestro Puccini:“La traviata”, “Aida” e “La donzelletta vien dalla campagna“. E un’edizione speciale dei Comics con stand dedicati agli eroi di questa arte: Gianni e Pinotto, Cino, Franco e la pantera, Cocco Bill, Orazio Coclite  Muzio Scevola e Attilio Regolo, i fratelli Orazi, i cugini Mario e Silla, Pollicino e Pedrito el Drito.   

 Novembre pausa per preparare il gran finale a dicembre. Si comincia con il convegno storico letterario per il Bicentenario della nascita di Ottorino Ungaretti, nonno del poeta Giuseppe e zio dell’oste Pietro che teneva bottega a Meati. Il convegno andrà avanti fino a che non sarà finito il vino. Le conclusioni del convegno saranno affidate al professor Pampurio Dentato, che leggerà anche alcune sue poesie tratte dall’ultima raccolta intitolata “I canti della rezzola”.

E così ballando e cantando siamo arrivati alla fine dell’anno, che sarà festeggiato con una super tortellata in pizza Napoleone: ogni regione italiana vi parteciperà offrendo la degustazione di un piatto tipico. Seguirà, alla moda antica, il gran ballo collettivo con tanto di Treno Lampo.

Era davvero un programma meritevole di essere premiato. Il 2024 l’abbiamo perso, diamoci da fare per il 2026″.

         Così parlò il Goga Meremeo      

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