“La musica classica è giovane, è energia, è coinvolgimento”: due mesi di appuntamenti per Lucca Classica Music Festival. L’intervista al Presidente AML Marco Cattani

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Giunta ormai alla VI edizione, Lucca Classica Music Festival, si pone ancora una volta come il più prestigioso appuntamento della nostra città. Un inno alla musica e alla cultura, una kermesse dal respiro internazionale che ancora una volta si rivela come una vera e propria esperienza tutta da vivere, alla ricerca della bellezza fuori e dentro di noi.

In prima linea per promuovere arte e cultura, in questo anno complesso, Lucca Classica è riuscita nella faticosa e coraggiosa impresa di realizzare due mesi di imperdibili appuntamenti, nonostante la pandemia e i difficili e necessari protocolli anti-contagio. Tutto ciò è stato possibile grazie a un team giovane e professionale, con al timone Marco Cattani, presidente dell’Associazione Musicale Lucchese, Simone Soldati, direttore artistico, il Teatro del Giglio, il main sponsor Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e tutti gli altri partner, tra cui Confcommercio.

Una sfida importante, ma non impossibile, per Lucca Classica Music Festival che, in un programma diluito rispetto alle precedenti edizioni, propone un’offerta differenziata andando incontro ai gusti degli appassionati, dei curiosi e anche dei più piccoli. Prerogativa del Festival è infatti proprio quella di un’apertura a tuttotondo nel mondo dell’arte e della cultura, dove la musica fa da filo conduttore, ma che rappresenta a tutti gli effetti energia, potenza ma soprattutto condivisione.

Abbiamo parlato con il Presidente dell’AML Cattani che ci ha raccontato la fatica e l’impegno che sta nella realizzazione di un Festival così importante, soprattutto in tempi di Covid, il fondamentale e imprescindibile coinvolgimento delle nuove generazioni e l’ambizione di coinvolgere tutti in un qualcosa che non sia una semplice esibizione, ma porti con se il messaggio che la bellezza è un viaggio tra mente e cuore e che l’arte è l’unico mezzo per compiere questo cammino.

Il Lucca Classica Music Festival si pone a Lucca come appuntamento dal respiro internazionale, si può dire che in questo difficile anno rappresenti ancora di più un’occasione per trovare un po’ di spensieratezza in questo caos che stiamo vivendo?
Lucca Classica Music rappresenta una manifestazione straordinaria che, con il tempo, ha raggiunto rilevanza nazionale e internazionale e questo ci rende molto orgogliosi.  Il fatto di essere una manifestazione rivolta a tutti, in cui attraverso la musica si cerca di superare le barriere che dividono le varie discipline del sapere e della cultura, valorizzando il nostro territorio, è per noi molto importante. Farlo e soprattutto continuare a farlo anche in questo momento difficile è meraviglioso, ed è stato possibile grazie al CdA ed al Comitato Artistico della nostra Associazione, con il lavoro imprescindibile del suo Direttore, Simone Soldati, oltre che alla collaborazione ed al sostegno fondamentali del Teatro del Giglio e della Fondazione CRL.

Come siete riusciti a realizzare due mesi di appuntamenti con il poco tempo a disposizione e i protocolli anti-contagio da seguire?
Devo dire che dietro alla realizzazione del Festival di quest’anno c’è stato uno sforzo organizzativo importante, non è stato facile ma siamo molto contenti del risultato ottenuto. Nonostante i tempi difficili, in cui anche l’arte ne risente notevolmente, siamo stati fin da subito spronati a portare avanti ed a realizzare l’evento dai vari sponsor, Enti ed Istituzioni con i quali collaboriamo da anni, tra i quali Mibact, Regione Toscana, Comune, Provincia, Confcommercio, Camera di Commercio, Fondazione Ragghianti, Istituto Musicale Boccherini, Centro Studi Boccherini, Centro Studi Puccini, Fondazione Puccini. Il fatto di essere stati calorosamente invitati a non mollare e la nostra voglia di portare a termine l’impegno a tutti i costi, ha reso possibile questa impresa. Rispettare tutti i protocolli sanitari non è stato e non è così facile, anche perché spesso non sono molto chiari, ma nel momento in cui abbiamo iniziato lo abbiamo fatto con tutte le responsabilità del caso, approcciandoci inevitabilmente a cose nuove alle quali non eravamo abituati.
Il nostro staff, costituito da persone giovani e competenti, ha svolto e sta svolgendo un lavoro egregio, di cui dobbiamo essere davvero grati.
All’inaugurazione di Lucca Classica Music Festival abbiamo invitato il direttore della Treccani, Massimo Bray, che ha molto apprezzato lo sforzo di organizzare la manifestazione in condizioni così difficili e l’entusiasmo con cui noi ci siamo posti nei confronti della città, che ha accolto subito la nostra proposta.

La realizzazione di un festival così importante è anche un messaggio per tutto il settore dell’arte e dello spettacolo che è messo a dura prova dalla pandemia e vuole rappresentare forse anche una rinascita, almeno nella nostra città?
Esattamente, e la cosa straordinaria è che c’è stata, fin da subito, un’apertura incredibile da parte di tutti. Quasi tutti gli sponsor, e sono numerosi, nonostante il periodo difficile, hanno riconfermato il sostegno che ci avevano promesso prima del Coronavirus e questo è un grande segno di fiducia. Ciò ci ha permesso di metterci già a lavoro per le future edizioni perché siamo speranzosi che tutto andrà avanti nel modo migliore. Inoltre, recentemente, siamo stati “abilitati” a godere dell’art bonus e questo permette a chi ci sostiene e finanzia di avere un significato risparmio fiscale (il 65%) sull’importo erogato. Abbiamo inoltre instaurato, proprio in questo periodo, nuove collaborazioni in grado di rafforzare e radicare sul territorio il Festival. Mi permetta poi di ricordare che in ogni spettacolo lavorano dalle 8 alle 12 ditte (tra tecnici, addetti alla sicurezza, addetti alla pulizia, addetti alla sorveglianza, staff, tecnici del suono,  hostess, etc.) , oltre ai protagonisti che si esibiscono sul palco, tutti soggetti che con la pandemia si sono trovati in grosse difficoltà.

Nonostante la formula più diluita di quest’anno, con un festival che dura quasi due mesi, siete riusciti a non perdere lo spirito che sempre vi ha contraddistinto e cioè quello di portare l’arte e la bellezza a servizio dei cittadini, valorizzando allo stesso tempo la città e i suoi luoghi più belli?
Si, abbiamo coinvolto – come nelle precedenti edizioni – l’intera città e anche le zone limitrofe. Abbiamo scelto come scenari chiese, palazzi storici, musei, strade e piazze del centro storico, oltre che l’Orto botanico ed altre location bellissime della nostra città. Quest’anno l’inaugurazione della manifestazione è stata annunciata dalle trombe su Torre delle Ore! Purtroppo svolgere gli eventi nel Teatro è stato impossibile a causa del Covid. La realizzazione di tutto ciò è stata possibile grazie alla Fondazione CRL (che ci ha messo a disposizione lo splendido complesso di San Francesco) e alla collaborazione dei responsabili delle tante sedi coinvolte. Importante anche in prospettiva – tra gli altri – il rapporto con Confcommercio di Lucca ed il Suo Presidente Pasquini: sono state concordate condizioni di favore per chi, utilizzando le strutture ricettive della Confcommercio medesima, viene ai nostri concerti e viceversa (nel senso che chi è in possesso di biglietti relativi ad eventi di LCMF, gode di sconti in alberghi o ristoranti convenzionati con la Confcommercio). Inoltre, abbiamo instaurato collaborazione importanti, come quella con la Fondazione Villa Bertelli, presso la quale, nel Giardino dei Lecci, abbiamo organizzato un incontro su Gianni Rodari andato in scena anche nell’Arena estiva allestita dal Comune di Capannori grazie alla collaborazione con il comune medesimo. Nuova e per noi importante è altresì la collaborazione con le Guide Turistiche di Lucca, con le quali abbiamo organizzato eventi il venerdì sera.

Il programma di questa edizione è molto variegato e differenziato, tra appuntamenti per appassionati, curiosi ma anche bambini.
Questo è un punto essenziale. In questa edizione si volevamo organizzare un ciclo di eventi per bambini da 0 a 3 anni! “E’ necessario far vivere fin da subito ai bambini l’esperienza della musica”, diceva il compianto Maestro Ezio Bosso, che proprio quest’anno avrebbe dovuto venire a Lucca, durante la manifestazione, per 5 giorni per preparare ed organizzare – con il coinvolgimento del pubblico – il concerto finale della manifestazione. Noi abbracciamo completamente questo messaggio e l’esperienza dell’appuntamento su Rodari, quanto fatto in passato e quello che stiamo organizzando per il futuro ne è la testimonianza. Il coinvolgimento dei bambini è un aspetto essenziale, in quanto ci sentiamo di avere anche una funzione divulgativa: la musica classica è giovane, è energia, è coinvolgimento. Dobbiamo superare i luoghi comuni per cui la musica classica è vecchia e solo per gli appassionati. In questi ultimi anni abbiamo stipulato molte collaborazioni in questo senso con varie scuole e licei della provincia di Lucca, grazie al Maestro Simone Soldati ed alla Professoressa Carla Nolledi, con progetti che hanno coinvolto ed entusiasmato i bambini. Per esempio gli alunni della Scuola elementare Cesare Sardi di Sant’Alessio hanno inaugurato la scorsa stagione del Lucca Classica Music Festival cantando l’Inno d’Italia ed è stata un’esperienza toccante.
Inoltre abbiamo stipulato convenzioni con gli ordini degli avvocati, dei commercialisti, dei consulenti del lavoro e con Aci Lucca e tutto questo per coinvolgere sempre più famiglie; ed in effetti, negli ultimi 3-4 anni, ai concerti della stagione cameristica più della metà dei presenti sono appunto famiglie e giovani.

Il Lucca Classica Music Festival può vantare anche importanti collaborazioni nazionali e internazionali?
Per realizzare un Festival del genere le collaborazioni, non solo locali, sono fondamentali. A livello nazionale infatti, proprio per sviluppare ancora di più attività con e per i giovani, siamo in contatto – tra gli altri – con l’Accademia Filarmonica Romana, con l’Accademia di S. Cecilia ed il suo Direttore Antonio Pappano (premiato quest’anno con il Premio Lucca Classica 2020 e con il quale stiamo sviluppando progetti futuri), con la Fondazione Cucinelli (con la quale abbiamo organizzato e stiamo organizzando vari eventi, uno dei quali sarà un importante Convegno a Lucca in cui si confronteranno l’esperienza di LCMF e quella del Teatro Solomeo, creato dall’imprenditore Brunello Cucinelli), con la Treccani, a cui teniamo molto, dato che insiste sullo scritto in un momento in cui giornali vendono poco e questo è fondamentale per la cultura e l’educazione delle nuove generazioni. Lucca Classica ha poi la media partner di Rai Radio Tre, Rai Cinque, Rai Cultura, Bell’Italia, Gardenia.
A livello internazionale abbiamo instaurato rapporti con vari Enti e Conservatori importanti quali il Royal College di Londra, il Mozarteum di Salisburgo, il Conservatorio di Reina Sofia  di Madrid, il Conservatorio  della Svizzera Italiana: ciò ci permette, oltre che di far conoscere il Festival oltre i confini nazionali, di creare un proficuo scambio culturale  in grado di portare a Lucca – oltre che artisti affermati – giovani talenti e promesse della musica, come già successe parecchi anni fa con l’allora giovanissimo Maurizio Pollini, reduce dal Concorso Chopin di Varsavia. Tra l’altro, queste collaborazioni sono essenziali per poter cercare di accedere ai fondi previsti dai bandi europei, per i quali si richiede la sinergia e la presentazione di domande congiunte.

La musica è quindi il filo conduttore per realizzare esperienze in nome della condivisione e della partecipazione?
Il luogo comune che la musica classica sia di nicchia e rivolta solo agli adulti è sbagliato. Lucca Classica si pone infatti l’obiettivo proprio di creare incontri culturali, sì in nome della musica, ma nei quali si parla di tutto. Musica e sport, musica e teologia, musica e scienza, musica e fotografia e tanto altro e questo a dimostrazione che le barriere si possono superare e che la musica è il filo conduttore del concetto di inclusione.

L’obiettivo di Lucca Classica Music Festival è quindi quello di togliere il pregiudizio della musica classica come di nicchia e creare un festival aperto a 360 gradi sull’arte dal respiro giovane e internazionale?
Sì, noi quest’anno abbiamo festeggiato, ad esempio, i 250 anni dalla nascita di Beethoven ed i 50 anni dalla scomparsa di Giuseppe Ungaretti, attraverso la lettura in musica di suoi famosi versi di poesia con l’attrice Amanda Sandrelli e la prima viola della Scala Danilo Rossi; altri appuntamenti in programma sono stati rimandati a causa del Covid, come i 100 anni dalla nascita di Federico Fellini od i 500 da quella di Raffaello. Questo a dimostrazione che attraverso la musica si possono ricordare, celebrare e valorizzare, ricorrenze storicamente e culturalmente rilevanti. Si deve concepire così la musica, in maniera innovativa, con la concreta sensazione che la stessa è bella, giovane, inclusiva e coinvolgente. Noi abbiamo il dovere di far passare questo messaggio.

Una grande realtà in nome della musica e non solo, quella del Lucca Classica Music Festival, un appuntamento in nome della cultura e dell’educazione alla bellezza e alla condivisione.
Prossimi incontri con i concerti di Massimo Quarta (il 27.08 p.v.), di Pietro De Maria ed Enrico Dindo (domenica 30.08 p.v.) e lo straordinario appuntamento di chiusura di Lucca Classica, in programma il 7 settembre prossimo, con il Settimino della Filarmonica di Berlino. Tutti eventi fissati presso il Complesso di san Francesco.

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