“La mia arte è sempre ed esclusivamente rivolta alle persone”: Francesco Zavattari impegnato nel restyling della reception del Grand Hotel Guinigi

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Al via una nuova, interessante e ambiziosa collaborazione in tema di arte e bellezza. Dall’estro dell’artista Francesco Zavattari e la classe del Grand Hotel Guinigi, prende vita infatti una nuova sinergia tra passato e presente, tra tradizione e innovazione.
Il noto e prestigioso Grand Hotel Guinigi di Lucca ha chiesto il contributo dell’artista internazionale per intervenire con la sua opera al restyling della grande reception che accoglie gli ospiti. Zavattari ha dunque concepito ad hoc quattro opere incorniciate su tavola, due sculture della serie (Mind)blowing e una grande opera muraria, andando dunque a creare un concept unitario che nessun’altra struttura ricettiva della zona può vantare.

La spinta al rinnovamento nasce dalla consapevolezza che la tendenza della fruizione degli spazi alberghieri è sempre più improntata a vivere l’hotel come un vero e proprio “hub” dove incontrare persone, sia per lavoro che per piacere, non più come semplice luogo di pernottamento. Pertanto gli spazi, come la hall, devono essere accoglienti, ma al contempo funzionali a queste nuove esigenze” racconta Irene Luvisi, proprietaria del Grand Hotel, sulla scelta di riqualificare la hall.

E se quello che stiamo vivendo da ormai mesi ci impaurisce e spesso ci rende immobili, l’esempio dell’Hotel Guinigi si traduce proprio nella voglia di andare oltre, nel trovare nuove sfide nelle difficoltà e nel saper creare occasioni da ogni situazione.
In questo momento in cui proviamo a ripartire, dopo che il mercato si è fermato a causa della pandemia mondiale, ritengo sia necessario e sia un’opportunità investire sull’innovazione – continua Luvisi – Abbiamo provato a immaginare come la realtà alberghiera potesse svilupparsi nel medio periodo con format ricettivi nuovi, pensando a come rispondere al meglio alla tendenza della commistione di business e leisure travel. L’albergo tradizionale accoglie coloro che viaggiano per turismo e per business, ma l’idea è che possa essere anche luogo dove incontrarsi con amici, dove si intrecciano culture diverse, esperienze, allargando l’offerta ad altri driver importanti, quali la cultura e l’arte”.

Una concezione nuova, che va oltre alla semplice accoglienza e che si traduce nella ricerca di quella condivisione di momenti ed esperienze, di cui oggi, in particolar modo, ne abbiamo terribilmente bisogno. L’incontro con Francesco Zavattari è stato decisivo sotto questo aspetto.
La collaborazione con Francesco nasce spontanea da una lunga amicizia. Siamo cresciuti entrambi a Diecimo ed entrambi siamo molto legati alle nostre radici, tanto che non mancano nelle opere installate riferimenti a me molto cari. Allo stesso tempo, stiamo parlando di un artista di fama internazionale, dunque la sua esperienza e la sua apertura all’estero conferiscono ulteriore prestigio all’iniziativa e all’hotel stesso. Quando ho proposto a Francesco di dare forma a questi miei pensieri e realizzare qualcosa di innovativo, lui ha risposto subito con entusiasmo. Io mi sono affidata alla sua arte. Ne è scaturito un progetto meraviglioso, che vede la collaborazione di Cromology Italia, plasmato sulla cromia dei colori della nuova hall e lounge, che sposa a pieno i valori del Grand Hotel Guinigi, fermo nella tradizione, ma con un occhio volto al futuro di una nuova concezione alberghiera” conclude la giovane al timone del Grand Hotel.

Protagonista del progetto, insieme a Zavattari e l’Hotel Guinigi, è sicuramente Cromology, con cui Zavattari ha lavorato di concerto con Leonardo Pelagatti, Color Consultant, Responsabile del Color Design Center di Cromology Italia, selezionando un’apposita tavolozza cromatica. L’azienda stessa ha aderito all’iniziativa fornendo differenti prodotti di due dei suoi marchi più importanti, Baldini Vernici e Viero Paints, scelta non casuale: da un lato Baldini, una delle punte di diamante italiane tra i prodotti vernicianti con forti radici locali, dall’altro Viero, il cui mercato estero rappresenta un vanto per Cromology.
Questa collaborazione è stata subito accettata da Cromology perché con Francesco abbiamo in atto da tanti anni un lavoro continuo sulla ricerca del colore. Essendo profondamente innamorato del colore, sono stato ben lieto di poter partecipare a questo progetto che mi ha permesso di spaziare verso altre aree di competenza e di poter unire due grossi miei amori: il colore e l’arte” racconta Leonardo Pelegatti.
E’ stata una sfida, un riuscire a cogliere le occasioni che questo ambiente ci dava per andare a spaziare in campi cromatici che non avremmo studiato altrimenti. Abbiamo scelto di utilizzare componenti materici per andare a enfatizzare il messaggio artistico di Francesco: prodotti Viero uniti a quelli Baldini Vernici per dare effetti particolari, contrasti cromatici, una matericità dell’elemento che va oltre le due dimensioni acquisendo un tridimensionalismo reale e non soltanto figurato” conclude il responsabile del Color Design Center di Cromology.

Abbiamo avuto l’occasione di parlare direttamente con Francesco Zavattari, che ci ha raccontato il progetto in modo dettagliato, l’importanza di donare la sua arte per valorizzare un simbolo della nostra città e l’entusiasmo del saper creare cose belle ma soprattutto il talento di saper emozionare senza limiti tutte quelle persone che guardando le sue opere compiono un viaggio irripetibile, portandosi con sé le sensazioni e i ricordi di quell’arte che, per Zavattari, è e deve essere sempre a servizio degli spettatori.

Come e quando nasce l’idea della collaborazione con il Grand Hotel Guinigi?
A volte nel mio lavoro le attività vengono pianificate con mesi o addirittura anni di anticipo ma adoro buttare anima e corpo anche in quelle che nascono in modo così energico “all’ultimo momento”. Solo poche settimane fa sono stato contattato da Irene Luvisi, proprietaria insieme alla famiglia della struttura, manager che stimo da sempre e cara amica fin dall’infanzia. A fronte dell’esigenza che mi è stata posta, ho subito capito che questo intervento rappresentava un grande potenziale aggiunto rispetto alle prerogative iniziali e così è nata la nostra collaborazione.

In cosa consiste il progetto del rinnovo della hall?
Tecnicamente posso dirti che consiste nella valorizzazione degli spazi attraverso un grande intervento murale a cui si intrecciano in modo organico tutta una serie di opere fra quadri e sculture realizzate ad hoc, posizionate in molteplici zone della hall. Tuttavia, è l’aspetto concettuale quello maggiormente interessante. L’idea della proprietà è quella di rendere questo uno spazio interagibile e interagente non solo con gli ospiti che alloggiano nelle camere: è un concept che si sposa a pieno con il mio lavoro quotidiano, sempre teso alla creazione di connessioni, reti e legami fra persone. La mia arte, appunto, è sempre ed esclusivamente rivolta alle persone, altrimenti sarebbe fine a se stessa. Tutto questo ha rappresentato il più giusto e ovvio presupposto per coinvolgere nel progetto, fin da subito, Cromology Italia, la major con cui sono fiero di collaborare quotidianamente ormai da anni su numerosi progetti, dalla fotografia all’interior design, passando per la comunicazione.

Cosa significa per te dare il tuo prezioso contributo a un simbolo della città come il Grand Hotel Guinigi?
Sebbene il mio lavoro si sviluppi perlopiù fuori dai confini della mia città e del mio Paese, il rapporto con i miei luoghi è sempre stato ottimo. Ogni iniziativa svolta negli anni a Lucca e dintorni ha sempre riscosso grandissimo successo: esposizioni personali partecipate da centinaia di persone, come nel caso di Universo Instabile e Poliedro, o iniziative divulgative come Borgo è Bellezza, che lo scorso anno mi ha visto protagonista di fronte a un numerosissimo pubblico a Diecimo, proprio di fronte a casa mia. Ma io sono nato a Lucca, in pieno centro storico: poter quindi lasciare un segno indelebile e tanto rilevante all’interno di una di quelle che per la città è da anni un’istituzione è certamente un onore. Come avviene di solito quando lavoro all’estero, anche in questo caso ho ricevuto la migliore accoglienza e il massimo rispetto rivolto alle mie idee e al mio lavoro. Questo ha quindi permesso di coniugare il piacere della valorizzazione delle mie radici con quello che è per me e per il mio staff un requisito basilare: professionalità e qualità assolute.

Tradizione e innovazione, in che modo e attraverso quali elementi si realizzerà questo connubio?
Va senz’altro a Cromology il merito di aver coniugato tradizione e innovazione. In particolare grazie alla scelta del CEO stesso, Massimiliano Bianchi, che ha avuto l’idea di coinvolgere per il progetto il brand dalla radice più locale, come Baldini Vernici, e quello dall’appeal più internazionale, come Viero. Questa scelta, oltre che a un grande valore aggiunto in termini tecnici, ha rappresentato un vero e proprio specchio e trait d’union fra la mission delle tre realtà coinvolte: io e il mio studio, il Grand Hotel Guinigi e Cromology stessa ci rivolgiamo infatti ogni giorno a una platea sia nazionale che internazionale, guardando al mondo pur dando sempre grande valore ai luoghi a cui apparteniamo.

Per questo progetto hai lavorato con Leonardo Pelagatti, Color Consultant di Cromology Italia, selezionando un’apposita tavolozza cromatica per l’occasione.
Quando intervengo in luoghi già caratterizzati in termini di interior design, ho sempre grande rispetto di coloro che hanno ideato gli spazi prima del mio arrivo. In questo caso, la base di partenza è stata concepire e realizzare per le mie opere una tavolozza cromatica ad hoc che potesse interagire armonicamente e non imporsi nella hall del Guinigi. Il fine delle mie opere è infatti sempre quello di attirare l’attenzione nella maniera più elegante possibile. In questo processo è stata preziosa la collaborazione con Leonardo, punta di diamante e, potrei dire, “punta dell’iceberg” di una ricerca che sviluppiamo da anni in ambito cromatico; tuttavia, non abbiamo riflettuto solo sui colori più corretti, ma anche su quali potessero essere i materiali più utili ad attrarre, coinvolgere e “ipnotizzare” il pubblico. Tutto ciò che nel mio e nostro lavoro appare istintivo ed emozionale si basa in realtà su una complessa struttura tecnica, tanto da un punto di vista concettuale quanto pratico dei materiali che mi permettono di esprimere la mia visione. Dietro, e direi dentro, a ogni prodotto e colore di cui vive questo intervento, così come tutti gli altri, c’è tanta chimica e matematica, ma, soprattutto, letteralmente centinaia di persone, come i ragazzi del Laboratorio Colorimetria: i progetti da me firmati riportano sempre il mio nome quale primo responsabile, ma la loro vera e propria ricchezza sta nella collaborazione con le moltissime persone che mi permettono di esprimere le idee più avanzate. A ognuno di loro va il mio più grande ringraziamento.

Quali sensazioni vorresti lasciasse il tuo operato a tutti coloro che transiteranno nel Grand Hotel?
Le stesse che mi impegno ogni giorno a lasciare attraverso il mio lavoro in qualsiasi forma esso sia applicato: la sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di irreplicabile, che rifugge per natura ogni tipo di comparazione con altri artisti e tende a imporsi secondo una logica di esclusiva unicità. Vorrei, quindi, che le persone potessero far proprie le mie opere acquisendone il ricordo e una memoria latente in grado di accompagnarle nei proprio percorsi di vita. Il Gran Hotel Guinigi, anche quale parte di una grande catena internazionale come Best Western, è un crogiuolo di storie, incontri, intrecci e ambizioni; come faccio attraverso la mia installazione Poliedro, mi piace pensare di legare tutto ciò con la mia arte. Chissà, una possibile evoluzione di questo progetto potrebbe essere, in futuro, proprio l’inserimento di Poliedro in questi stessi spazi.

Un connubio perfetto, quello tra Zavattari e il Grand Hotel Guinigi, che si traduce non solo in accoglienza e bellezza ma mira a fare breccia sul lato umano, sul coinvolgimento emotivo e sulla vita delle persone che non sono solo viaggiatori. Tra tutti quei passeggeri distratti, l’arte di Zavattari e la lungimiranza dell’Hotel Guinigi dimostrano che ogni volto è una storia e che ogni storia ha bisogno di altre storie. Senza condivisione anche i ricordi diventano sfocati.

Bianca Leonardi
Bianca Leonardi
Classe 1992, Lucca. Una laurea in giornalismo e tanta voglia di dar voce a chi troppo spesso resta in silenzio. Lavoro da anni nella comunicazione e nell'organizzazione di eventi, saltando tra musica, teatro e intrattenimento. Perché "Lo Schermo"? Perché siamo giovani, curiosi e affamati di futuro.

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