Il regista Simone Arrighi racconta l’Alzheimer di sua mamma in un corto. Su Eppela il crowdfunding per sostenere il progetto

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La certezza delle cose che si ripetono, come su una giostra che gira, la voglia di un divertimento elementare, l’infanzia e un sottile sentimento del destino legato ad un movimento continuo ed inesorabile. Così, come la vita, il regista lucchese Simone Arrighi descrive l’Alzheimer. La malattia sarà infatti protagonista del suo prossimo cortometraggio, dal titolo La Giostra, scritto con Vincenzo La Gioia e Roberto Ricci. Racconta le difficoltà di chi soffre di Alzheimer e dei familiari vicini alla sofferenza dei loro cari.

L’idea nasce dall’esperienza accanto a mia madredice il regista – malata da quattro anni e dalla frase che mi ripete sempre: ‘voglio tornare a casa’. Ho voluto romanzare la parte più intima della mia storia per condividerla, perché troppe volte chi vive queste situazioni viene lasciato solo. Il cinema invece può unire, sensibilizzare, generare comprensione”. Si aprirà oggi (10 giugno) su Eppela il crowdfunding che dà il via alla raccolta dei fondi che serviranno a coprire le spese di produzione del corto che sarà poi distribuito ai vari festival, associazioni dedicate e case di cura. Chiunque potrà sostenere il progetto.

Sarà ambientato a Lucca, in un appartamento. Ma non mancheranno scene in piazza San Michele, piazza San Francesco e piazza Grande. Protagonista anche il paese di Colognora di Pescaglia. “La trama – dice Simone Arrighiracconta di una donna malata di Alzheimer rimasta vedova. Ora è il figlio che dovrà occuparsene. Vorrebbe portarla a vivere in casa sua, insieme alla compagna, ma non prima di averla raggiunta per lasciarle il tempo di metabolizzare il distacco e di ‘scoprire’, lui, la malattia. Di solito nei film che trattano questo tipo di tematica c’è sempre una figlia, perché all’uomo che accudisce una madre è ancora legato il senso di pudore mentre io vorrei ‘rendere normale’ anche questo punto di vista. Ne La Giostra affronterò inoltre alcuni aspetti tipici della malattia: la donna che scappa di casa, che non riesce a mangiare, ad apparecchiare, a riconoscere su figlio. Poi un treno, su cui madre e figlio saliranno insieme, diretti verso il finale della storia“.

Conto di riuscire a girarlo a novembre, o al massimo ad anno nuovo – continua -. La protagonista dobbiamo ancora sceglierla, ma parteciperanno al corto anche Giulia Lippi, attrice lucchese, nel ruolo della compagna del figlio e Gianvincenzo Piro, che interpreterà il ruolo protagonista del figlio della donna. Sarà seguito nella produzione dalla Fez Film di Fernando Maraghini e Maria Erica Pacileo e avrà il patrocinio della città di Lucca. Passo dopo passo sarete aggiornati su cast, location, troupe e chi vorrà potrà contribuire alla realizzazione del cortometraggio attraverso il crowdfunding. L’Alzheimer colpisce molte persone ed è poco il sostegno che viene dato alle famiglie anche da parte delle istituzioni. Convivere con questa malattia è difficile e la si può affrontare solo con l’amore. Spero che la realizzazione di questo progetto possa unire“.

Un’altra iniziativa che vedrà protagonista la nostra città e che affronta il tema della malattia sotto ogni suo aspetto, da quello fisico, alla sofferenza emotiva, come su una giostra che gira.

Simone Arrighi, classe 1975, nasce a Lucca e cresce con la passione per il cinema e la televisione. Decide di studiare recitazione a 30 anni e di trasferirsi a Roma dove alterna le sue esperienze tra comparse, figurazioni speciali e ruoli minori, tra cui le fiction L’onore e il rispetto di Salvatore Samperi, Boris2, Distretto di Polizia 10, Tutti per Bruno, Incompresa di Asia Argento. Simone si affaccia poi alla fotografia, nella scuola del fotografo Massimiliano Angeloni, sempre a Roma e inizia a lavorare ai ritratti per attori e alle foto di scena per spettacoli teatrali, film e videoclip. Questa sua passione per il cinema, per la luce, la capacità di creare espressioni e storie con uno scatto, e il dono di vedere le immagini ancora prima di essere impresse, lo spingono a scrivere sceneggiature e dirige, scrive e produce il cortometraggio Diva nel 2016 e Out nel 2018 per il Verticalmovie festival di Roma diretto da Salvatore Marino. Il corto partecipa anche al Roma Web Fest e allo Small Movie Festival di Calcinaia. 

Rebecca Del Carlo
Rebecca Del Carlohttps://pennasciutta.it
Classe 1996, Lucca. Liceo Classico e poi ho studiato Scienze della Comunicazione a Pisa. Scrivo da sempre. E’ il mio modo di esprimermi. Vorrei dare voce alle ingiustizie e dire la verità: credo che essere una giornalista sia anche questo. Lavoro anche come articolista, copywriter e SMM. “Lo Schermo” perché è giovane, dinamico e di qualità.

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