Il P.N.R.R. e le sfide del futuro: competenza, un cambio generazionale e più coraggio per la Lucca di domani

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P.N.R.R.: quattro lettere ormai ripetute come un mantra da ogni parte, spesso senza alcuna cognizione. La cosa certa è che abbiamo di fronte una fase espansiva e che, da qui al 2026, in Toscana arriveranno tantissimi soldi. Quindi, se l’Amministrazione che verrà sarà in grado di fare squadra e di saper parlare autorevolmente con le Istituzioni a tutti i livelli, Lucca potrebbe davvero beneficiare di questa nuova fase ed essere protagonista. Per fare questo ci sarà bisogno di conoscenza della macchina amministrativa, di competenza e di visione, per il prestigio che la città merita, per non farsi isolare e per invertire una certa tendenza al Firenze-centrismo.

Oggi Lucca deve cambiare marcia, e questo è un dato indiscutibile. Tuttavia, a prescindere da ogni simpatia/antipatia politica, chi parla di assoluta immobilità dell’Amministrazione Tambellini mente o ignora: basti pensare – per citarne una – al risanamento dei bilanci, che nel 2012 si trovavano in uno stato critico. Cerchiamo di essere oggettivi: qualche volta l’Amministrazione ha lavorato male e qualche volta bene, come sempre accade. Spesso con poco coraggio, sempre – e questo è innegabile – ciò che è stato fatto è stato raccontato poco e male alla città e alla gente, a cui ci si è approcciati con troppa sufficienza e con un po’ di snobismo. Questo dimostra che dichiararsi di sinistra è diverso dall’essere in grado di parlare con le persone comuni, di ascoltarle e di essere popolari. E questo qui in città si è visto eccome.

E quindi a che punto siamo oggi? Diciamolo subito: fare, per le elezioni comunali, questioni di pregiudizio ideologico non ha senso. Chi pensa che, con un Sindaco di centrodestra, i “delinquenti” – magari clandestini – ieri non sarebbero entrati nella casa del primo cittadino, non sa di cosa parla. Chi pensa che con un Sindaco di centrosinistra ci sarebbero centri sociali e campi rom ovunque, non sa di cosa parla, come anche chi pensa che con un Sindaco di centrodestra ci sarebbero schiere di fascisti picchiatori alle porte delle Mura. Una narrazione strumentale e stucchevole, da entrambe le parti.

La verità è una: in vista delle sfide che ci attendono nei prossimi anni, è evidente che per guidare questa macchina amministrativa – complessa e purtroppo poco snella – servono conoscenza del suo funzionamento, competenza e visione. A destra avrebbero avuto le carte in regola in due, uno è molto preparato ma – si dice – per i lucchesi è forse troppo radicale, l’altro ha buone idee ma lo hanno messo all’angolo. Chi rimane? Un esponente civico (!) già sconfitto cinque anni fa, che in questi anni ha sfilacciato la propria opposizione, e uno che per candidarsi a Lucca dovrebbe lasciare un posto lautamente retribuito per mettersi al tavolo con questa pletora di vanitosi. Al lettore ogni considerazione.

La suggestione terzo polo – con Del Ghingaro, Remaschi e Mallegni, tutto il “nuovo” che avanza – merita degli approfondimenti. Non è inverosimile – per la scelta della testata e per il timing dell’intervista dell’altro giorno di Re Giorgio – che qualcuno nel PD fiorentino stia cercando di interferire nella politica lucchese lanciando l’attuale Sindaco di Viareggio. Lui – nato nel compitese e di professione Sindaco giramondo, prima a Capannori e poi a Viareggio – è evidentemente stuzzicato dall’idea di interferire nel destino di una città che non l’ha mai considerato un suo figlio legittimo. A prescindere dal fatto che le questioni personali non dovrebbero essere declinate in termini di riposizionamento politico, la domanda da porsi è un’altra: dopo la rivoluzione tecnologica e una pandemia mondiale, il nuovo che avanza può davvero essere rappresentato dal trio Del Ghingaro-Remaschi-Mallegni? Gente che sa fare politica molto bene – basti pensare all’OPA lanciata in Provincia l’altro giorno – ma che ha ormai sessant’anni. Senza rispolverare l’odiosa retorica dei rottamatori, non è forse il caso di rinnovare la classe politico-amministrativa per essere davvero in grado di cogliere le sfide del domani, come già sta succedendo altrove in Italia e in Europa?

D’altro canto, cosa aspettarsi da questo centrosinistra alla luce delle primarie che si sono svolte pochi giorni fa? In termini complessivi, l’affluenza non può dirsi fallimentare ma non è stata travolgente. Raspini – che aveva dalla sua quasi tutta l’Amministrazione comunale e vari esponenti del centrosinistra provinciale e non solo (tra cui – pare – anche Menesini, che con l’ex padrino Del Ghingaro sta ingaggiando sfide ovunque) – ha vinto, ma non ha stravinto come forse era lecito aspettarsi. Ilaria Vietina, praticamente contro tutti, ha fatto un ottimo risultato, e adesso l’auspicio del centrosinistra lucchese è che anche lei metta a disposizione della causa ciò che ha seminato. Un campanello d’allarme che, forse, deve far riflettere sul modus operandi: Raspini è giovane, competente e senz’altro in grado di cogliere le sfide che attendono la città. Ma serve un cambio di marcia, serve qualcosa in più per creare una narrazione che sappia trascinare le persone e creare il sogno di una città diversa.

Giovanni Mastria
Giovanni Mastria
Nato a Lucca, classe 1991. Scrivo con passione di cultura, attualità, cronaca e sport e, nella vita di tutti i giorni, faccio l’Avvocato. Credo in un giornalismo di qualità e, soprattutto, nella sua fondamentale funzione sociale. Perché ho fiducia nel progetto "Oltre Lo Schermo"? Perché propone modelli e contenuti nuovi, giovani e non banali.

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