Il curioso caso di Massimo Mallegni

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A Lucca c’è bisogno di un candidato di centrodestra che abbia già un mestiere”: queste, in estrema sintesi, sono state le parole con cui la settimana passata si è pronunciato Massimo Mallegni. Affermazioni forti – quelle rilasciate dal Senatore di Forza Italia al quotidiano La Nazione – che avevano l’espressa intenzione di delegittimare Mario Pardini e la sua creazione Lucca 2032.

Ebbene, per evitare ritorsioni e rappresaglie da parte dei soliti capobastone locali (peraltro abbastanza permalosi), è meglio mettere in chiaro una cosa: qui non intendiamo entrare nel merito del progetto di Pardini e della sua associazione, né vogliamo sponsorizzare o al contrario affossare niente e nessuno. Ci permettiamo, tuttavia, di evidenziare alcune distorsioni nell’uscita dell’istrionico politico di Pietrasanta.

Infatti, nonostante le suadenti parole pronunciate in epoca pre-elettorale, in questi anni Mallegni si è visto pochissimo in città. Quindi – ed è questo il punto centrale – sarebbe davvero interessante capire come fa il Senatore a conoscere in maniera così approfondita i bisogni di Lucca e della comunità lucchese.

E poi – diciamocelo senza falsa ipocrisia – nelle dichiarazioni del politico versiliese c’è un altro aspetto che proprio non scende giù: Mallegni è in politica da trent’anni, e proprio per questo sembra un po’ inopportuno il suo richiamo all’esperienza acquisita facendo un mestiere diverso. Per carità, noi non siamo rottamatori e siamo anche a conoscenza delle floride attività imprenditoriali del Senatore, ma forse non è lui la persona più adatta a sciorinare il mantra dell’esperienza professionale messa al servizio della politica – che tanto ricorda i primi fasti berlusconiani – e ad indicare quali sono gli ingredienti necessari per i politici lucchesi del futuro.

Quindi viene quasi naturale pensare che quello di Mallegni sia solo un tentativo. Il tentativo di chi si rende ormai conto che c’è una percentuale di gradimento di partito che non supera il 7%, il che – anche se il Senatore ha tutto il tempo per poter invertire il senso di marcia – potrebbe significare morte politica e fine delle trasmissioni. E sinceramente sarebbe anche un peccato, perché Mallegni potrebbe davvero rappresentare il simbolo vivente di quella sgradevole tendenza all’accanimento mediatico-giudiziario nei confronti dei politici di cui sarebbe ormai opportuno liberarsi.

Ma con il Senatore oggi siamo fermi a questo, a una finta. L’azzurro lo sa, e da qualche tempo in città si mormora dei suoi tentativi di entrare in Fratelli d’Italia insieme ad altri forzisti del territorio lucchese: se così fosse, si tratterebbe di legittimi tentativi di sopravvivenza politica che verranno valutati dai cittadini. Tentativi che – sempre a quel che si dice – ad oggi sarebbero stati stoppati proprio dai vertici del partito di Giorgia Meloni.

La cosa che più fa riflettere, tuttavia, è un’altra: dopo le dichiarazioni dell’azzurro, nessuno degli esponenti degli altri partiti del centrodestra lucchese si è permesso di far notare a Mallegni che non è il caso che sia lui a dettare la linea per le amministrative, per i motivi di cui sopra. Nessuno.

E quindi, ad oggi la situazione è la seguente: mentre nel centrosinistra quello che doveva essere l’anatroccolo brutto – ovvero Francesco Raspini – sta andando avanti a testa bassa per la sua strada, nel centrodestra si invoca a gran voce unità e partecipazione dei civici, stoppandoli, però, quando questi non sono strumentali e utili alle vecchie logiche di partito. Ma se lo spauracchio è Pera, siamo davvero sicuri che convenga cambiarlo con Mallegni e affini?

Perché – diciamocelo – adesso siamo a questo: molti nomi in circolazione e tanti modi per cercare la sopravvivenza politica da parte di qualcuno, con poche idee e nessuna discussione sulla direzione da prendere. E alle porte di Settembre, non sappiamo ancora chi sarà il candidato dell’area – se Mario Pardini, Ilaria Del Bianco, Luca Leone o altri – ma sappiamo per certo che anche stavolta, per colpa dei soliti noti e delle stesse dinamiche, una competizione elettorale che sembra impossibile da perdere rischia di avere lo stesso esito dell’ultima.

Foto da Nove da Firenze.

Giovanni Mastria
Giovanni Mastria
Nato a Lucca, classe 1991. Scrivo con passione di cultura, attualità, cronaca e sport e, nella vita di tutti i giorni, faccio l’Avvocato. Credo in un giornalismo di qualità e, soprattutto, nella sua fondamentale funzione sociale. Perché ho fiducia nel progetto "Oltre Lo Schermo"? Perché propone modelli e contenuti nuovi, giovani e non banali.

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