“Negli ultimi venti anni avete distrutto la sanità pezzo per pezzo, ora basta”: la lettera aperta di Gina Truglio

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta alla città inviata da Gina Truglio a questo quotidiano, in merito alla situazione della sanità territoriale.

“In questi giorni si stanno susseguendo articoli a piena pagina di responsabili del Partito Democratico, che denunciano mancanze croniche di personale medico e responsabilità ventennali del Partito a livello Regionale. Dopo la mia triste esperienza familiare, ho sempre avuto ben chiaro che la nostra Sanita stava per essere smantellarla pezzo dopo pezzo, con grandi paroloni e proclami come Razionalizzazione e Territorialità. Da allora sono passati quasi 20 anni e purtroppo tutto quello che avevo immaginato anche nei miei peggiori incubi si è avverato. Già all’epoca quando chiesi  l’ADI (Assistenza Domiciliare Integrata), che nessuno conosceva e nulla si faceva per farla conoscere, si doveva lottare per avere il “privilegio” dell’accesso, “riservato” a malati tumorali, reduci da ictus o emorragie cerebrali e ingenuamente e ancora totalmente fiduciosa del sistema non capivo il perché.  Ho creduto molto nella politica, convinta che ascoltasse i cittadini e i suoi bisogni ma non potevo sbagliarmi di più e così adesso, dopo una pandemia mondiale che ha svelato tutto il castello di sabbia su cui si sta reggendo il sistema sanitario nazionale, finalmente si dice la verità come se fosse sempre stata detta, discussa, e come se in questi 20 anni  – tanti ne sono passati dalla mia esperienza – si fosse costruito e non distrutto.

Cosa avete distrutto?

Le famiglie!! il tessuto sociale al quale sono stati imposti malati di qualunque genere: anziani, terminali, psichici, impoverendo non solo le loro tasche, ma facendole ammalare per sfinimento, solitudine, rassegnazione, stress…  Naturalmente molti non avevano neppure una famiglia che poteva dedicarvisi perché troppo poveri o malati loro stessi. La Toscana, è al top per leggi sul territorio, sembra che ci sia di tutto e di più peccato però che le liste di attesa di qualunque genere siano infinite “perché non ci sono soldi”….la frase magica e scellerata che si sente ripetere chi ha il coraggio di avventurarsi nell’iter burocratico socio sanitario. La nostra stessa città è l’esempio lampante di queste politiche scellerate, a strenua difesa di Firenze. Cosa vado cercando con queste mie riflessioni? Voglio dire che non  si dimentica lo scherno e l’arroganza e il voler portare avanti una sanità inadeguata nonostante lo sfacelo fosse già sotto gli occhi di tutti Chi lo faceva era un disfattista o meglio un fascista, come se la nostra Salute avesse un colore di partito. Adesso dopo tutto questa distruzione del tessuto socio sanitario ci si sveglia…Che dire? Godere e gongolare perché abbiamo avuto sempre ragione?  Non si può gioire quando intorno a noi ci sono solo macerie. Oggi il territorio esiste solo in funzione del Covid, ma lo capite che il territorio è crollato si, sotto il peso del Covid, ma non c’era – per come lo avevate progettato con le vostre belle leggi – mai stato!! Si sono chiusi ospedali o meglio sterminato posti letto con accorpamenti e razionalizzazioni e tutto si è concluso così, adesso tocca a Livorno un altro capoluogo di provincia che perdipiù serve anche le isole dell’arcipelago. Andate a controllare le piante organiche dei reparti e fate i conti per bene,  non come quando siete venuti in visita per contare i posti letto al San Luca e avete conteggiato anche le poltrone!!!??? E poi spero proviate vergogna quando osserverete i numeri. Provate a mettervi in gioco, a gestire un anziano senza soldi, a dovere trovare la badante abile e capace, andate a cercare le famiglie che non protestano e che hanno  malati psichici in casa o giovani depressi  e con gravi disagi… provate a chiedere l’ADI, l’accesso ai servizi socio sanitari …. e poi complimentatevi con voi stessi!!! E’ vostra responsabilità questo scempio, provate a tacere e a rimboccarvi le maniche, sennò andatevene a casa,  con le vostre logiche economiche e di partito, perché non siete degni di amministrare questo territorio e le sue persone.”

Gina Truglio-Lucca Bene Comune

Giovanni Mastria
Giovanni Mastria
Nato a Lucca, classe 1991. Scrivo con passione di cultura, attualità, cronaca e sport e, nella vita di tutti i giorni, faccio l’Avvocato. Credo in un giornalismo di qualità e, soprattutto, nella sua fondamentale funzione sociale. Perché ho fiducia nel progetto "Oltre Lo Schermo"? Perché propone modelli e contenuti nuovi, giovani e non banali.

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