Ex Manifattura, bufera social sul post di Mammini:“Le Mura non saranno vendute a nessuno”, rassicura l’assessore

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Il dibattito sulla Ex Manifattura Tabacchi e la sua riqualificazione non si placa ed è ancora al centro dell’attenzione tra i cittadini lucchesi.

I dubbi sono relativi a quello che ne sarà di un simbolo della nostra città, su cui ancora delle risposte precise tardano ad arrivare anche se, al momento, come riferisce il Comune, è ancora tutto in fase di elaborazione e la proposta fatta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e Coima è al momento solo un’opzione ancora da vagliare.

Quello che ha scatenato la sdegno e la curiosità di alcuni utenti facebook, nonché cittadini lucchesi, è stata la pubblicazione di alcuni post, relativi appunto alla manifattura, che ha pubblicato l’assessore all’urbanistica Serena Mammini sul suo profilo e che hanno creato a tutti gli effetti una bufera social.
D’altro canto Mammini non ha tardato a dare le sue risposte e a spiegare nel modo più chiaro e semplice che un social possa offrire, la situazione.

State tranquilli il baluardo non si vende”: questa era la frase contenuta in una vignetta con il Patrono San Paolino che l’assessore ha pubblicato durante il giorno della sua ricorrenza. Un gesto ironico quello dell’assessore, ma che non tutti hanno capito e che ha fatto scatenare la rabbia di alcuni lucchesi che non hanno tardato a scagliarsi contro e a chiedere delucidazioni in merito alla faccenda.
Il baluardo di San Paolino infatti, a quanto ha dichiarato la Fondazione, sarà dato in concessione per 50 anni alla stessa che, insieme a Coima, gestirà personalmente.

L’assessore si è difesa senza indugi dichiarando che “quella per la Manifattura è una proposta e dare per scontato che una proposta venga accettata in toto la trasforma da proposta a dictat e questa Amministrazione, al di là di quello che si legge, di dictat non ne ha mai accettati” rimarcando così la completa trasparenza di un’amministrazione comunale che sembra messa all’angolo dal potere forte della Fondazione.

Per quanto riguarda questa proposta fatta dalla Fondazione molto si è detto e soprattutto, ancora oggi, molta è la perplessità su un mancato coinvolgimento della popolazione, sul presunto non interesse dell’amministrazione di indire un concorso di idee in cui più voci potessero dire la sua su un bene comune, considerando che la Fondazione, nelle parole del Presidente Bertocchini, ha sostenuto che “o si farà questo progetto o la manifattura resterà degradata“, lasciando quindi poco, se non nessuno, spazio ad altre alternative.

Quale progetto? Quello della piazza pubblica e dei parcheggi?  – ha risposto ancora Mammini a un utente che ha giudicato il modus operandi dell’amministrazione “superficiale e inaccettabile” – Perché più che di progetto si tratta di proposta, con a corredo alcune (poche) tavole di rendering (mostrate nel corso di una conferenza stampa da FCRL lo scorso 12 febbraio) con rappresentazioni di massima a titolo di esempio che non sono certamente il progetto esecutivo. Il concorso internazionale per trovare le funzioni? Per il restauro? Per l’area è stata adottata una variante lo scorso novembre”.

A quanto dice l’assessore quindi, tutto questo chiacchiericcio intorno al tema sarebbe al momento fuori luogo visto che l’amministrazione sta solo prendendo in considerazione una proposta fatta da Fondazione e Coima che riguarda solo ed esclusivamente la piazza pubblica e i parcheggi e che è stata appunto presentata dalla stessa Fondazione in conferenza stampa.
Per quanto riguarda la variante urbanistica a cui fa riferimento Mammini si tratta infatti di una modifica della destinazione d’uso della Manifattura, fino a quel momento produttiva, e adottata nel novembre del 2019 modificandola in “Residenziale, Direzionale e di servizio, Commerciale al dettaglio, Turistico-ricettivo, Industriale e artigianale con l’esclusione delle attività insalubri e Parcheggi” come riferisce lo stesso assessore in un successivo commento al post.

Altro nodo della questione si tratta infatti proprio di questa modifica di destinazione d’uso da produttiva a (anche) residenziale considerando che la Fondazione ha dichiarato che all’interno della Manifattura verranno realizzati 90 appartamenti, cosa sconosciuta all’opposizione che sostiene di esserne venuta a conoscenza solo dalla stampa dopo le dichiarazioni appunto del Presidente Bertocchini.
Ai consiglieri è stato consegnato lo stesso materiale a disposizione dell’amministrazione, non un foglio in più né uno in meno, protocollato da Coima sgr a fine febbraio. All’interno c’è una proposta composta soprattutto di numeri, qualche tavola illustrativa esemplificativa con rendering di come potrebbe venire la piazza rialzata, parte di piazzale Verdi, parcheggio Cittadella e basta” conclude Mammini.

A fronte di queste chiare dichiarazioni dell’assessore all’urbanistica sembra quindi che tutti i dubbi possano placarsi, almeno per il momento, visto che, nonostante le parole della Fondazione sulla concessione del Baluardo, sulla realizzazione della passerella che dovrebbe collegare la Manifattura a San Paolino e sulla creazione degli appartamenti, il progetto che sta vagliando il Comune e che è stato presentato tempo debito a tutti i consiglieri, compresi quelli dell’opposizione, riguardi solo ed esclusivamente la proposta di un’operazione della Fondazione e di Coima sulle aree pubbliche della piazza rialzata, parte di piazzale Verdi e parcheggio della Cittadella e che non ci sia, ad oggi, nessuna intenzione oggettivamente presa in considerazione da parte del Comune sulla possibilità di realizzare appartamenti nello stabile e di dare in concessione il Baluardo con tanto di passerella.

Sulla storia del baluardo si sta montando una grande confusione e un grande fraintendimento.
Le Mura non saranno svendute a nessuno
” rassicura infatti l’assessore Mammini.

Bianca Leonardi
Bianca Leonardi
Classe 1992, Lucca. Una laurea in giornalismo e tanta voglia di dar voce a chi troppo spesso resta in silenzio. Lavoro da anni nella comunicazione e nell'organizzazione di eventi, saltando tra musica, teatro e intrattenimento. Perché "Lo Schermo"? Perché siamo giovani, curiosi e affamati di futuro.

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