“Assolutamente no agli esercizi commerciali nella Ex Manifattura”: così Tambellini nel 2017. Caro Sindaco, siamo sempre più confusi

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Non è per fare sempre polemica, non è per cercare a tutti i costi il pelo nell’uovo, non è per creare discussioni sterili prive di senso ma, in quanto giornalisti, lucchesi e osservatori delle dinamiche che avvengono nella nostra città è inevitabile portare ancora l’attenzione sulla questione Ex Manifattura.

Oggi, 8 settembre 2020, avrà luogo il terzo consiglio straordinario – richiesto dall’opposizione – al quale potranno partecipare tutte le associazioni per avanzare eventuali dubbi sulla gestione dell’intera vicenda da parte dell’Amministrazione Comunale. Dubbi che – si spera – almeno questa volta verranno chiariti.

Nelle ultime settimane molte voci autorevoli hanno deciso di esporsi sulla questione, motivo per cui si è avvertito un clima abbastanza teso, anche all’interno della maggioranza.

A dire la sua una timida Lucca Civica che, come riportato sul quotidiano online “Lucca in Diretta”, pone per la prima volta alcuni dubbi sulla proposta di Coima e Fondazione riguardante la rigenerazione della Ex Manifattura: “Risulta evidente come sia di grande interesse la proposta fatta da Fondazione e Coima ma, dopo aver analizzato l’intera proposta, non possiamo però rilevare che alcune clausole condizionali, così come proposte, ad oggi appaiono particolarmente onerose per la città: ci troveremmo di fronte ad impegni amministrativi di lunghissimo termine con mancati introiti e impossibilità di scelte amministrative, in altri ambiti di competenza dell’amministrazione comunale, per decenni”.

Diplomatica quanto basta, Lucca Civica, che – sempre sottovoce – afferma che qualcosa non va in tutto questo grande castello dorato che il Primo Cittadino e la sua maggioranza stanno cercando di costruire. Le condizioni di cui si parla riguardano l’adozione della variante semplificata in deroga al “programma complesso”, che avrebbe comportato un dialogo con la città e con le opposizioni, un iter che invece si sta cercando di evitare a tutti i costi. Questa infatti è esattamente la condizione a cui Coima ha subordinato il suo interesse per l’immobile, ovvero la concessione del permesso diretto di costruire senza passare dall’assise comunale.

Quindi, se è vero che la proposta Coima/Fondazione sia l’unica vera opportunità per dare una nuova vita a una parte rilevante della città, se è vero che la Fondazione Cassa di Risparmio agisce nel bene e nell’interesse dei cittadini, se è vero che il Comune sta valutando la proposta, perché accettare tale condizione – che assomiglia vagamente a un ricatto – e tentare di far passare tutto in sordina escludendo a prescindere l’intera popolazione da una discussione fondamentale per le sorti della città?

Ancora una volta, nonostante siano passati mesi, non abbiamo una risposta.

Ma la cosa ancora più curiosa – e quasi drammatica – è il comportamento del Primo Cittadino Alessandro Tambellini: a tratti nervoso, a tratti confuso, sicuramente poco trasparente.
La scorsa settimana abbiamo avuto l’occasione di leggere un post sul suo profilo Facebook in cui, tra un elogio e l’altro alla nostra bella città, ha affermato che: “Gli Amministratori hanno strumenti limitati per contrastare le derive del turismo di massa e lo svuotamento dei centri storici, in cui le abitazioni divengono progressivamente preda di grandi gruppi immobiliari. Serve un quadro normativo nazionale, serve la regolazione dello Stato, perchè la nuova economia che sfrutta i mezzi della globalizzazione, anche per l’affitto di residenze con mezzi propri, non crei nuovi monopolisti che razziano il nostro territorio, costringendo i residenti fuori dai centri storici e snaturando il nostro modo di vivere”.

Ecco, con ciò vorremmo sinceramente e umilmente chiedere al Sindaco se sta spudoratamente prendendo in giro la città, perché di fronte a una riflessione del genere è inevitabile avere il dubbio. In queste parole si legge un Tambellini preoccupato dalla deriva globalista che le città stanno prendendo, amareggiato dai grandi gruppi immobiliari che – come squali – stanno cementificando le nostre piazze, invocando addirittura una regolamentazione nazionale a fronte dei pochi strumenti in suo potere. Quindi, viene da chiedersi, Caro Sindaco, se la paura è quella di fare di Lucca un moderno lunapark senza identità, perché, in realtà, l’Amministrazione non sta facendo altro che incoraggiare questa dinamica, gettando nelle mani (e nelle tasche) di Coima una parte della nostra città?

C’è quasi da rimpiangere, Caro Sindaco, i tempi in cui, durante la campagna elettorale del compianto Giulio Lazzarini, Lei appariva sempre motivato e instancabile a gridare: “No alla cementificazione!” e “No Lucca come Carcassonne!”.
Amministrare una città non è sicuramente facile, ma un cambio di rotta così repentino fa indubbiamente pensare.

A gettarci ancora nella confusione è un’intervista del Sindaco Tambellini datata 9 febbraio 2017, in un servizio di Noi Tv, proprio sul destino della Ex Manifattura Tabacchi, segnalata alla nostra redazione da diversi, attenti lettori.
Il Primo Cittadino, infatti, rispondeva così alle polemiche per cui – al tempo – si vociferava di un probabile cambio di destinazione d’uso dell’immobile, all’epoca ancora produttivo. Un cambio di destinazione, poi, effettivamente verificatosi e su cui lo stesso Sindaco si mostrava quasi offeso “da questi pensieri così assurdi”.
Chi ha detto che lì – nella parte sud della Ex Manifattura ndr – ci verranno bar ed esercizi commerciali ha sbagliato completamente ed è completamente fuori strada. Sono state dette baggianate a tutto spiano, come sempre succede. Tutto quello che facciamo è soggetto a libere interpretazioni, che sono possibili ma che dobbiamo anche correggere come giunta, per cui quella parte – di Manifattura ndr – viene messa in vendita, insieme ad altri contesti che specificheremo nel dettagli più avanti, per queste finalità, perché quello – la Ex Manifattura ndr – è un contesto che ha una finalità sul piano strutturale produttiva”.

Ricapitolando, quindi: nel febbraio del 2017 il Sindaco Tambellini si è mostrato deciso – e anche un po’ scocciato dalle voci di corridoio – sul fatto che l’area sud della Ex Manifattura dovesse restare ad uso produttivo e che fosse assolutamente impensabile l’idea di inserirvi all’interno attività commerciali, figuriamoci residenziali!

Ben due anni e mezzo dopo, nel novembre 2019, la virata è eclatante: cambio di destinazione d’uso in fretta e furia – e assolutamente in sordina -, via libera ad attività commerciali, gestione di baluardi e passerelle quasi private per stranieri benestanti, per non parlare di tutti quei procedimenti e quelle trattative che appaiono così oscure e senza reali motivazioni nell’interesse della città e dei suoi cittadini.
A fronte di tutto ciò è inevitabile pensare che al richiamo del potere forte di Mamma Fondazione, anche un integerrimo Sindaco abbia dovuto – forse per ingenuità, forse per convenienza – ritrattare le idee che con fermezza portava avanti in nome di una città che doveva preservare i suoi valori e i suoi punti di forza.

Se c’è una cosa, Caro Sindaco, sulla quale siamo d’accordo con Lei è sicuramente che, come ha affermato nel servizio, “tutto quello che facciamo è soggetto a libere interpretazioni”, considerato che questa è l’unica alternativa che ci da, lasciando, volutamente e completamente, all’oscuro l’intera città sui movimenti svolti.

Ancora una volta ci aspettiamo che oggi, durante il terzo consiglio straordinario, si possa ottenere una maggiore chiarezza a trasparenza sulla vicenda.

Ma Le chiediamo ancora una cosa: Caro Sindaco, da che parte sta?

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