Un paese di antichissima fama. Altopascio figurava già negli itinerari turistici dell’XI secolo. Itinerari europei. A quel tempo, infatti – dopo il temutissimo anno Mille -, vere folle di pellegrini si muovevano dai paesi e dalle città di ogni parte d’Europa per raggiungere Roma ed anche per imbarcarsi nei porti meridionali e far vela verso la Terrasanta. Turismo religioso, mistico, penitente. La strada preferita dai viandanti – la più famosa strada medioevale del centro Italia – era la Romea, o Francigena: una volta superati l’arco alpino e gli Appennini, una volta raggiunta Luni, i pellegrini, anziché proseguire con l’antica Aurelia lungo il litorale tirrenico (spopolato, infido, malarico), preferivano deviare verso l’interno, fermarsi a Lucca, ricca di conventi, di ospizi, e quindi proseguire in direzione di Siena e di Roma.

Anche in questo caso, una volta lasciata la confortevole Lucca, non mancavano pericoli, difficoltà, insidie: i terreni paludosi e le macchie del Lago di Sesto, ad esempio, i briganti sanguinari che stavano di casa nei boschi delle Cerbaie. Però le strade e i ponti erano tenuti in ordine, però c’era sempre una campana (la Smarrita, tutt’ora esistente) che all’imbrunire segnalava la direzione giusta, però c’era “l’ospedale”. Era quello di Altopascio, vicino al Rio Theupascio, era intitolato a San Jacopo, ma era così noto ai pellegrini della Francigena, che bastava dire “l’ospedale” per far capire di quale si trattasse.

Fortificata come un castello, capace di ospitare centinaia e centinaia di pellegrini e di viandanti, di assistere i vecchi, di curare i malati, di fornire amorevole assistenza a chiunque, la Magione dei SS. Jacopo e Egidio era la più grande e attrezzata istituzione del genere in tutto l’occidente cristiano, era il più confortevole “motel” della Francigena.


L’ospedale costruito da dodici frati lucchesi, al tempo della Contessa Matilde, continuamente ingrandito e potenziato, divenne la sede di un Ordine, prima ospedaliero e poi cavalleresco, che si diffuse con filiali (obedientie) in tutta Italia e in tutta Europa. I Cavalieri di Altopascio fondarono ospedali in Francia (a Parigi il famoso Saint Jacques du Haut-pas), in Portogallo, in Spagna (sul cammino che portava alla tomba di San Jacopo a Compostella), in Germania, in Inghilterra. Il loro simbolo era un bianco Tau, che forse raffigurava al tempo stesso sia la Croce a forma di “T”, sia lo strumento di lavoro dei frati (martello, accetta, ed anche punteruolo), così come duplice era l’attività degli Ospedalieri, dediti alla preghiera e alla carità, ma anche al lavoro manuale (costruivano strade, ponti, edifici).

Dopo secoli di gloria “l’ospedale” conobbe la decadenza e dopo un primo decreto pontificio di soppressione nel 1459, fu definitivamente soppresso nel 1587 da Ferdinando dei Medici; ma ad Altopascio possiamo ancora riconoscere nelle strade, nelle piazze, negli edifici del centro storico, quella che fu la culla dei Cavalieri del Tau.


Giorgio Batini – domenica dove – Bonechi Ed.
