Tennis: il CT Lucca è campione d’Italia femminile, Ivano Pieri ci racconta questo successo

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Lucca ha un nuovo titolo da festeggiare, lo scudetto di serie A1 femminile ottenuto dal Circolo Tennis Lucca, strappato alle blasonate ragazze di Prato, campionesse d’Italia in carica. La finale si è giocata sui campi in terra battuta di Todi, dove Tatiana Pieri, Bianca Turati e Jessica Pieri hanno dovuto fronteggiare una dura sfida contro Lucrezia Stefanini, Kristina Kucova e Martina Trevisan. A capitanare la squadra lucchese c’era Ivano Pieri, coach e padre di due delle tre ragazze che hanno trionfato in questo speciale appuntamento. Per alzare in alto lo scudetto sono bastati tre singolari, due incontri terminati in rimonta con un tie-break e un’ultima sfida dominata da Jessica Pieri su Martina Trevisan. Ivano Pieri ha guidato le sue atlete con grande intelligenza e determinazione verso questo brillante traguardo, e in questa intervista ci ha raccontato i segreti e tutte le emozioni che ne sono susseguite.

Ivano, una vittoria contro i pronostici, ma quanto sei veramente sorpreso da questo successo?

I pronostici si fanno al tavolino, poi è il campo quello che conta e che dice la verità. Bisogna vedere come vengono giocati i punti e i set, osservare come vengono effettuati gli scambi, quanto è pesante la palla dell’avversario, dopo di che si può capire quanto siamo vicini ad assaporare il gusto della vittoria. Il match di Tatiana contro la Stefanini è stata una sorpresa, perché all’inizio non si era messa bene, poi qualcosa è cambiato, specie quando ha cominciato a spingere e a giocare più profondo. In quel momento ho capito che la partita sarebbe svoltata e ho cominciato a crederci, sapevo che ce l’avrebbe fatta.

Per quanto riguarda la seconda sfida – quella di Bianca – ci ho creduto fin dal principio nella vittoria. I rischi che si prendeva la sfidante slovacca erano troppo elevati, il modo di giocare di Bianca è stato efficace e ha messo veramente in difficoltà l’avversaria. Per quanto riguarda la gara contro la Trevisan, io conosco bene Jessica e quando vedo che è concentrata e gioca la palla in un certo modo, so che può arrivare a tutto. Le ho detto solo di stare tranquilla e alla fine ce l’ha fatta.

Il momento chiave è stato certamente il terzo match, proprio quello tra Jessica Pieri e Martina Trevisan, sei d’accordo?

Assolutamente sì, perché o la chiudevamo o avremmo dovuto allungare l’incontro andando a giocarcela nel primo e nel secondo doppio, e certamente sarebbe stato più difficile perché le avversarie sono molto preparate a quella specialità. Ma ero sicuro che non ci saremmo andati al doppio, perché nella sfida tra Jessica e la Trevisan, quest’ultima era molto fallosa e non impensieriva più di tanto la nostra atleta, mentre le palle di Jessica spazientivano non poco l’avversaria.

Cosa si prova a vincere questo titolo, prima da coach e poi da padre?

L’emozione è grandissima perché si lavora proprio per far si che si raggiungano dei traguardi più importanti, si cerca sempre di progredire e di raggiungere un livello superiore, sia di gruppo che a livello individuale. Una vittoria come quella della serie A1 femminile è un vanto per tutto il circolo, per tutta la comunità che ne fa parte. L’A1 femminile è la massima espressione del nostro circolo, questa competizione è il momento più importante dell’anno, così come lo è la serie C1 maschile che partirà a breve. A testimonianza del fatto che tutta la comunità che vive il Circolo Tennis Lucca tiene a questo evento lo dimostra il fatto che abbiamo avuto come spettatori sempre circa 200/300 persone e non è un risultato di poco conto. Abbiamo sviluppato un movimento di grandi appassionati che ogni domenica vengono sugli spalti a fare il tifo, ed è una cosa che mi fa estremamente piacere.

Per quanto riguarda la soddisfazione da genitore, posso solamente dire che è grandissima. Sono fortunato perché negli anni le mie figlie a livello individuale mi hanno dato veramente grandi gioie, grazie ai loro successi di livello nazionale, ma questo titolo mancava ed è sicuramente la ciliegina sulla torta.

Si può dire che sia un momento positivo per il tennis lucchese?

Assolutamente sì, perché oltre al mio ruolo nel Circolo Tennis Lucca di Vicopelago, rivesto il ruolo di fiduciario della federazione per quanto riguarda la zona lucchese, per cui conosco bene i numeri di tutto il movimento tennistico della provincia. Per questo motivo posso affermare che il tennis a Lucca è in grande crescita ed espansione, le scuole sono ricche di bambini che vogliono imparare e per quanto riguarda i più grandi sono veramente tanti quelli che giocano.

Questo incarico come fiduciario è sicuramente molto delicato, giusto?

Sicuramente sì, ma io cerco di mantenere un ottimo rapporto con tutti, usando correttezza e diplomazia. Nonostante il mio incarico a Vicopelago, quando rivesto i panni di uomo della federazione sono un elemento super partes, per questo dopo la vittoria della Serie A1 sono stato molto contento quando ho ricevuto complimenti e attestati di stima da tutti i circoli di Lucca, oltre che da parte degli organi più importanti a livello nazionale. Vuol dire che sto svolgendo un buon lavoro.

Quali sono i prossimi obiettivi?

A livello femminile siamo campioni d’Italia e lo saremo fino a ottobre 2021 quando ci giocheremo di nuovo il titolo. Comunque nel circolo abbiamo tante squadre, a settembre parte la serie C1 maschile, che per noi è molto importante, poi abbiamo tre squadre giovanili, l’Under 14 femminile, l’Under 14 maschile e l’Under 12 femminile che competeranno nelle macroaree, dove hanno accesso solo le prime tre squadre in Toscana. Per quanto riguarda Jessica e Tatiana a breve dovrebbe ripartire il circuito internazionale e l’obiettivo è quello di migliorarsi sempre più e di scalare ancora qualche posizione nella classifica WTA.

Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Giornalista e giurista, le passioni sono per me un vero motore per vivere la vita. Sono alla ricerca inesausta della verità, credo nel giornalismo libero e di qualità. Porterò il mio contributo a "Lo Schermo" perché si batte per essere una voce unica, indipendente e mai ordinaria.

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