Con la prossima primavera ritorna il progetto “Geografie Sacre Pellegrini della conoscenza” varato dall’Arcidiocesi di Lucca nel 2025 con l’obiettivo di valorizzare il rapporto tra territorio, memoria e patrimonio culturale, proponendo una lettura innovativa e interdisciplinare dei luoghi. Attraverso un approccio che integra ricerca storica, osservazione del paesaggio e pratiche di partecipazione culturale, il progetto intende restituire ai territori la loro dimensione simbolica, spirituale e comunitaria.
Geografie Sacre si fonda sull’idea che ogni luogo custodisca una stratificazione di significati che va oltre la semplice configurazione geografica. Il progetto promuove una riflessione condivisa sul valore culturale e identitario dei paesaggi, mettendo in dialogo tradizioni locali, percorsi di fede, testimonianze materiali e immateriali, e forme contemporanee di fruizione.
Attraverso attività di ricerca, divulgazione, formazione e collaborazione con istituzioni nazionali e internazionali, Geografie Sacre si propone come piattaforma culturale capace di connettere comunità, studiosi e operatori del settore. L’iniziativa mira a favorire una nuova consapevolezza del patrimonio, inteso non come semplice eredità da conservare, ma come risorsa viva, dinamica e condivisa.
Il progetto si configura come un invito a riscoprire il territorio attraverso uno sguardo attento e rispettoso, riconoscendo nella relazione tra persone e luoghi una dimensione di cura, responsabilità e appartenenza. Geografie Sacre intende contribuire alla costruzione di una cultura del paesaggio che sappia integrare conoscenza, spiritualità e partecipazione, restituendo centralità ai luoghi e alle comunità che li abitano.

Geografie Sacre. Pellegrini della conoscenza non è soltanto un progetto: è un modo di guardare il mondo. È l’idea che ogni luogo, quando viene ascoltato con attenzione, riveli una trama di significati che supera la semplice topografia. Diventa un punto di incontro tra storia, spiritualità, comunità e cammino interiore e quindi è un atto di cura.
Cura del paesaggio, della memoria, delle storie che rischiano di dissolversi se nessuno le conosce e le custodisce, prendendosene cura.
E allo stesso tempo è un invito a muoversi: a camminare, a osservare, a lasciarsi toccare da ciò che un luogo restituisce quando lo si attraversa con rispetto.
A tutto questo prevale la spiritualità e il significato del sacro e quindi la capacità di riconoscere che un sentiero, un borgo, una pietra, un altare, un bosco, un archivio, un gesto umano possono diventare “sacri” quando vengono conosciuti, ascoltati e abitati con consapevolezza.
Infatti “Geografie Sacre. Pellegrini della conoscenza” ci aiutano a comprendere che la cultura non è un oggetto da esporre, ma un respiro da condividere.
È l’incontro fatto cultura come ci ha insegnato papa Francesco. Dalla Lettera Enciclica: “Fratelli Tutti”
«La parola “cultura” indica qualcosa che è penetrato nel popolo, nelle sue convinzioni più profonde e nel suo stile di vita. Se parliamo di una “cultura” nel popolo, ciò è più di un’idea o di un’astrazione. Comprende i desideri, l’entusiasmo e in definitiva un modo di vivere che caratterizza quel gruppo umano. Dunque, parlare di “cultura dell’incontro” significa che come popolo ci appassiona il volerci incontrare, il cercare punti di contatto, gettare ponti, progettare qualcosa che coinvolga tutti […]».
Intanto è stato definito il programma per i mesi da marzo a giugno.
- Venerdì 27 marzo, Chiesa di San Frediano ore 15. «Chiesa di San Frediano. Luoghi di Santi e Pellegrini a Lucca».
- Lunedì 6 aprile, ore 9. Brancoleria, bellezza diffusa.
- Sabato 16 maggio ore 10, Castelnuovo di Garfagnana. Incontro con la Comunità di Castelnuovo, terra natale di padre Fedele Giannini (Pime).
- Domenica 17 maggio, Pieve di Brancoli. Incontro con la Comunità di Castelnuovo, terra natale di padre Fedele Giannini (Pime).
- Giugno, data da specificare, Pescaglia-Diecimo. Sulle orme di san Giovanni Leonardi.
Per partecipare ed avere informazioni inviare una e-mail a:
