Sacrificio, lotta e voglia di vincere. Marvin Demollari ci racconta la sua Boxe

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“Non rinunciare… Soffri ora e vivi il resto della vita come un campione”, questa frase appartiene a Muhammad Alì – forse il più grande pugile di sempre – e descrive alla perfezione quella che è la vita di un atleta che ha come sogno quello di arrivare al vertice, al punto più alto del suo sport. L’ambizione e la voglia di lottare, passando anche attraverso grossi sacrifici, sono ciò che muove Marvin Demollari, della Pugilistica Lucchese, classe 1994 e appartenente alla categoria superpiuma. Recentemente, i suoi personali successi gli hanno concesso di avanzare e di diventare un boxeur di livello maggiore. I sogni, le aspettative di futuro migliore però non si fermano qui, perché l’intenzione è quella di crescere ancora di più e di puntare a obiettivi sempre più grandi. Ne abbiamo parlato insieme.

Sei appena stato promosso, quanto sei contento di questo traguardo?

A dire il vero sono molto contento. Questo infatti mi consentirà di misurarmi con nuovi campionati, nuovi tornei e avversari ancora più validi. La sfida si fa più bella e non vedo l’ora.

Cosa ti aspetta adesso?

Riguardo la nuova categoria, sono stato contattato da un promoter in privato, che si è messo d’accordo con il mio team e ha organizzato il prossimo incontro contro Eder Barreto da disputare il 23 aprile. Poi la testa è comunque proiettata più in là e va verso il titolo italiano superpiuma di fine anno.

Quindi, punti al titolo italiano?

Dipende, non abbiamo un calendario specifico che mi vedrà come contendente per il titolo italiano. So che è un mio obiettivo, ma va costruito passo dopo passo, match dopo match, vittoria dopo vittoria. Non si possono fare passi falsi, altrimenti si torna indietro. Non si può perdere mai.

Qual è il tuo score?

A livello dilettantistico ho disputato 86 incontri, fra tornei e campionati. Sono diventato professionista da tre anni e ho già disputato 9 incontri, di cui 7 vinti e 2 persi. Le sconfitte, purtroppo, sono arrivate ai punti.

Qual è il tuo tipo di allenamento?

Io personalmente mi alleno due volte al giorno. La prima seduta è quella più dura, mi alzo alle 5:30 del mattino e faccio – per un’ora o un’ora e mezza – corsa, scatti, pesi, potenziamento e circuito. Dopo il lavoro torno ad allenarmi, quindi dalle 18:30 fino alle 21 circa mi dedico alla tecnica. In questa parte della giornata faccio sparring con altri pugili e comunque cerco di migliorare la mia arte. Il sacrificio è ovviamente tanto, compreso quello di svegliarsi molto presto, però tutto ciò paga. Anche la dieta ha una sua importanza, varia molto dal periodo e da quello che mi indica il nutrizionista.

Come ci si prepara a un match?

Ovviamente si svolge una preparazione atletica e fisica, che va di pari passo con quella tecnica e mentale. Devi essere costantemente concentrato, a partire dagli allenamenti in cui niente viene lasciato al caso. Devi essere sempre focalizzato su quello che stai facendo, non si deve mai perdere l’obiettivo che si ha di fronte.

Come si gestisce la tensione?

La premessa è che la tensione ci sarà sempre, tuttavia con l’esperienza si riesce a controllarla, a domarla e a conviverci. Io personalmente non faccio esercizi mentali per controllare l’ansia, ormai ho dimestichezza con la sensazione che si prova prima di un importante incontro. Rito scaramantico? Non ne ho uno in particolare, magari faccio attenzione a chi mi passa la borraccia dopo il peso.

Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Giornalista e giurista, le passioni sono per me un vero motore per vivere la vita. Sono alla ricerca inesausta della verità, credo nel giornalismo libero e di qualità. Porterò il mio contributo a "Lo Schermo" perché si batte per essere una voce unica, indipendente e mai ordinaria.

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