Mario Pardini:” Le cose da fare subito a Sant’Anna, prima di tutto andare a votare”

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C’era una volta a Sant’Anna una grande strada del commercio, che partiva dalla Circonvallazione e arrivava dritta fino alla rotonda di incrocio con Viale Einaudi, verso Ponte San Pietro: viale Puccini. Poi è arrivata l’amministrazione Tambellini, che ha costruito un sottopasso fuori Porta Vittorio Emanuele – meglio nota appunto come Porta Sant’Anna – e rivoluzionato la viabilità, deviando il grande flusso di traffico verso viale Luporini, nonostante il parere contrario dei negozianti, e da allora la strada è rimasta isolata, penalizzando decine e decine di attività commerciali. Ha tanti problemi Sant’Anna, il quartiere più popoloso di Lucca dall’alto dei suoi circa diecimila abitanti – c’è la cementificazione, il verde pubblico, la sicurezza -, ma tra questi (dopo dieci anni del governo che oggi propone il suo assessore Francesco Raspini come candidato sindaco) la viabilità spicca per la trasversalità di elementi critici che racchiude nel suo contenitore. C’è il commercio azzoppato da scelte scellerate, come sopra; ci sono le tanto decantate (dagli amministratori uscenti) piste ciclo-pedonali, che sono trappole perché spezzate dalle strade secondarie senza misure di sicurezza (con il risultato che spesso i ciclisti rischiano di essere messi sotto dalle auto), per tombini scoperti o intasati, per le tante buche e l’erba alta; c’è la via Pisana, dove le auto sfrecciano senza limiti di velocità o controlli, con il risultato di frequenti incidenti stradali, causati anche dalla pessima illuminazione di interi tratti di strada; ci sono incroci pericolosi come quello tra via Don Minzoni e via Cavalletti, che incanalano il flusso delle scuole, ma sono “regolati” solo da specchi ai bordi della strada che nelle stagioni fredde sono sempre appannati. Non serve la bacchetta magica per risolvere molti problemi in questo quartiere così popolato, non ci sono da tirare in ballo le “grandi opere”, basterebbe ogni tanto ascoltare i cittadini. Basterebbero i cantonieri di quartiere per le buche e i tombini (come abbiamo scritto nel nostro programma), più controlli per la sicurezza. Basterebbe studiare subito un nuovo piano di viabilità capace di ridare ossigeno al polmone commerciale di Viale Puccini. Basterebbe poco per cambiare, per migliorare la qualità della vita delle persone. Basta fare una croce sul nome giusto al ballottaggio di domenica 26 giugno, sul nome di chi pensa a tutti i cittadini e non solo a quelli di un certo colore politico. Questi sono i vantaggi della democrazia, ma per sfruttarli bisogna andare a votare. E votare bene, che vuol dire votare per tutti e non solo per qualcuno.

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