L’opposizione che non aiuta il paese

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Avete presente la vicenda di Steccato di Cupro?

Beh, certo che l’avete presente: non si parla di altro da giorni. E ieri c’è stato il Consiglio dei ministri a Cutro. Consiglio che ha discusso, deliberato, comunicato, ecc. Non interessa ora cosa ha fatto nel concreto.

Ciò che conta era il clima della piazza.

Da una parte c’erano le persone che applaudivano il convoglio.

Dall’altra quelle che lo fischiavano.

Ok, l’opposizione si fa anche contrastando tutto. Ma mi viene da chiedere: davvero l’opposizione intesa come lotta senza quartiere è utile al paese? O anche solo alla costituzione di un’area politica che possa diventare maggioranza?

Mi spiego: l’opposizione senza quartiere che lancia strali furibondi anche per banalità, aiuta una piccola forza corsara a acquisire visibilità. Accusare un avversario di essere un extraterrestre ti può fruttare un titolo di un quotidiano nazionale. Per chi non arriva facilmente a teli mezzi di informazione, può essere un boccone goloso. Ma per una forza di opposizione che aspira ad essere maggioranza tra qualche anno (alle prossime elezioni) è davvero un vantaggio?

Ora la vicenda di Steccato di Cupro è emblematica: l’opposizione ha gridato allo scandalo. Alla strage colposa se non apertamente dolosa. Ha ipotizzato che ci fosse una regia.

Ci serve davvero tornare (o forse dovremmo dire non abbandonare) il clima di delegittimazione dell’avversario? È davvero questo l’unico fil rouge del centrosinistra nel confrontarsi con l’altra parte a partire dal ’94?

Ok facciamo finta di crederci. Facciamo finta di credere che ci sia stata una “regia maligna” che ha voluto la strage. Le cose dovrebbero essere andate più o meno così.

Ore 3.00 del mattino (o giù di lì).

La Guardia di Finanza esce in mare per intercettare un barcone. Che poi tanto “one” non è neppure ma è una normale barca da pesca. Escono e, dal porto, parte la comunicazione dell’intervento.

Un anonimo funzionario telefona al comandante di brigata, che era comodamente a letto a dormire con la propria moglie (sì è un pregiudizio lo so, ma tanto è fiction).

Squilla il telefono. «pronto»

«Buongiorno signore, sono il …. Del comando navale di Taranto. La chiamo per avvisarla che è uscita una motovedetta per intercettare un mezzo navale non identificato che potrebbe contenere molti migranti illegali».

«Aspetti in linea».

Giro furibondo di telefonate: comandante generale, direttore generale del ministero, ministro. Tutti, tutti con il telefono sul comodino, tutti tirati giù dal letto. Il ministro che si informa del tempo che fa: «tempesta, mare bruttissimo!». «Ottimo! Così li stecchiamo tutti». Secondo giro furibondo di chiamate: «tutti a casa, tutti a letto! La consegna è: silenzio!» Fatto il misfatto tutti tornano a letto a contare i voti che otterranno al posto di contare delle mitiche pecorelle. E tutti si addormentano felici e contenti.

Forse non si dovrebbe scherzare are sulle tragedie ma, in effetti, neppure si dovrebbero strumentalizzare per bassa cucina politica. È evidente che non può essere successo questo. È altresì evidente che non si esce per ogni barca che si trova in navigazione con mare grosso. Del resto un abbordaggio con mare grosso è un elemento di pericolo per la nave stracarica. E di notizie di difficoltà del natante non ce ne erano. Che infatti, fino a che non ha sbagliato manovra incagliandosi in una secca, non era affatto in difficoltà. Prova ne è il fatto che la scorsa notte, in una sola notte, con mare parimenti agitato, sono arrivati a riva 31 barconi con complessivi 1’308 migranti senza che ci sia stato problema mentre il giorno prima della tragedia di barche arrivate a riva ce ne furono 13 per 470 migranti. Tutto questo per dire che il tratto di mare è assai trafficato con il bello e con il brutto tempo.

Allora, perché pensare che il governo direttamente possa essere stato coinvolto in questa tragedia che, ragionevolmente, è stato solo un incidente per imperizia dei naviganti? In cui, al massimo e con molti dubbi, si può ravvisare un errore di qualche funzionario locale nel non aver mandato gli uomini delle forze dell’ordine (in mare) ad intercettare i migranti in arrivo per prenderli al momento dello sbarco (che, al momento delle decisioni, era atteso senza particolari problemi).

Il problema delle opposizioni è che il tema reale dietro questa tragedia è quello dell’accoglienza. Ma questo è un tema “anti-elettorale” e quindi si preferisce fare accuse mirabolanti che possano essere utilizzate per i giornali e per polarizzare l’opinione pubblica.

Ma nella piazza di Cupro il rapporto tra chi applaudiva e chi fischiava era soverchiante a favore di chi applaudiva. Perché la gente poi avverte l’inconsistenza di certe accuse e non aderisce. L’opposizione, per essere utile al paese, deve avere un progetto alternativo da proporre dove vuole fare baccano. E su questo tema, non c’è un progetto alternativo che il centrosinistra abbia mai proposto.

La delegittimazione fine a sé stessa non paga neppure elettoralmente. Questa dovrebbe essere una riflessione che una opposizione responsabile dovrebbe assolutamente fare.

Andrea Bicocchi @Andrea_Bicocchi

Andrea Bicocchi
Andrea Bicocchi
Imprenditore, editore de "Lo Schermo", volontario. Mi piace approfondire le cose e ho un'insana passione per tutto quello che è tecnologia e innovazione. Sono anche convinto che la comunità in cui viviamo abbia bisogno dell'impegno e del lavoro di tutti e di ciascuno. Il mio impegno nel lavoro, nel sociale e ne Lo Schermo, riflettono questa mia visione del mondo.

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