Livia Bartoli e GreenheArt: “sono il mix dei sogni dei miei genitori e ne vado fiera”

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E’ giovanissima, bionda e bella: questi aggettivi spesso nel mondo del lavoro possono essere accostati all’ormai banale luogo comune che le donne in carriera o sono belle o sono brave.
Non è il suo caso: lei é Livia Bartoli, la più giovane consulente finanziaria italiana, nonché titolare del vivaio che lo scorso 25 settembre ha compiuto 70 anni e che per l’occasione gli è stato dedicato il nome di “Vivai Paola Favilla”, madre di Livia e creatrice di tutto questo mondo ma purtroppo scomparsa prematuramente 3 anni fa.

All’interno la giovane e intraprendente donna ha creato, con passione e dedizione quello spazio emozionale – come a lei piace definirlo e che corrisponde alla descrizione perfetta – che è GreenheArt. Un luogo che in pochissimo tempo nella realtà lucchese e non solo, si sta facendo sempre più posto come l’eccezione alla regola. Green-life ed arte queste sono le parole d’ordine: eventi, incontri, sensibilizzazione e bellezza tutti racchiusi in quel progetto che Livia, insieme a un team di eccellenza, porta avanti senza sosta.
Il sogno di sua madre, Paola Favilla, vera ideatrice di questa iniziativa che ha lasciato il testimone alla figlia che, attraverso i valori che le sono stati trasmessi è riuscita ad unire la sua passione per la finanza, e quindi il sogno di realizzarsi in quel campo, alle ambizioni della madre creando un mondo tutto nuovo, unico nel suo genere e sempre fedele ai suoi principi.
Spesso si dice che i giovani non abbiano sogni, o che non ci sia futuro per loro e alle volte è vero, però poi si incontrano anche donne come Livia Bartoli che, dura all’apparenza ma con gli occhi pieni di amore se riesci ad osservarla bene, sono l’esempio di chi ancora – in una società dove tutto accade per caso – crede che solo con la vera fatica si conquistano le cose, solo con l’impegno si raggiungono gli obiettivi e che la consapevolezza unita all’audacia sono le carte vincenti per imbucare la strada giusta, anche se inizialmente non sembra quella che ci eravamo immaginati.
Abbiamo parlato con lei, instancabile lavoratrice, che ci ha raccontato la sua storia, la nascita e l’evoluzione di Greenheart, e i progetti futuri.

Instancabile lavoratrice: chi è davvero Livia Bartoli?
Ho quasi 25 anni e sono una consulente finanziaria iscritta all’albo – la più giovane, in realtà – dopo la laurea in psicoeconomia. Sono una pallavolista e il mio sogno più grande è sempre stato quello di seguire il percorso di mio padre, nel management e nelle risorse umane finanziarie.
Nel 2019 poi la scomparsa di mia madre: da lì ho sentito, anche insieme a papà, la necessità di portare avanti i suoi sogni e i suoi ideali creando appunto GreenheArt.
Si può dire che sono un mix tra i desideri di mio padre e mia madre.

Raccontaci di GreenheArt, realtà unica nel panorama lucchese.
GreenheArt nasce nel 2018 da un’idea di mia madre per unire le sue due grandi passioni: il verde e l’arte. Lei stessa si è impegnata nella nascita di uno spazio innovativo e luogo di comunità portato avanti da quei forti valori che la contraddistinguevano e cioè il prendersi cura di sé migliorando lo stile di vita anche degli altri. Lei ci teneva ad essere promotrice di tutto quel benessere che le era mancato durante la malattia e negli anni precedenti. Essendo un suo sogno, è con questo spirito che, dopo che se ne è andata, abbiamo portato avanti il progetto che è nato nel 2018. Mamma ha avuto poco tempo per godersi quello che lei stessa per prima ha creato: io al tempo c’ero ma non facevo parte del team, fin quando ho preso in mano tutto, portandomi con me una risorse fondamentale che è Debora Pioli, eccellenza nel suo lavoro del panorama lucchese.

A poco più di 20 anni hai dovuto affrontare un cambio di strada importante, mettendo anche da parte i tuoi sogni per portare avanti quello di tua madre. Come riesci a conciliare le cose?
Non vedo questo cambio di strada come un sacrificio, ma direi più un valore aggiunto: qui al vivaio è davvero una scuola di vita e di carriera importante. Sono partita facendomi le ossa su come saper gestire un’azienda vera, mettendomi alla prova con i rischi e le realtà quotidiane che non sono quelle che si studiano sui libri. Sicuramente qui è un turbo che ha fatto sì che mi avvicinassi e mi allenassi per avere sempre maggiori competenze in ambito di management e marketing. Più che togliermi il tempo, il vivaio e GreenheArt, li considero un valore aggiunto e un’ottima scuola anche per migliorare i rapporti umani in quanto c’è, giustamente, da rispettare le gerarchie che si sono create in tutti questi anni.

L’ingrediente segreto di GreenheArt e su cosa puntate particolarmente?
L’ingrediente segreto, come sto riscontrando in tanti aspetti della mia vita, è sicuramente la motivazione che sta nel portare avanti il progetto. GreenheArt nasce infatti proprio grazie alla motivazione mia e di mia mamma per far entrare luce in un momento buio della vita, un po’ come quei vasi cinesi in cui le crepe vengono riempite d’oro. Con la malattia mia mamma ha sentito che c’era bisogno di portare un raggio di sole, sono certa che sia stato così e lo è stato anche per me inaugurando una location come GreenheArt dove alla base ci sono dei valori veri e profondi. Credo che il perno di tutto sia una forte dedizione del sé e del far star bene gli altri, sperando che le persone possano sentirsi a casa qui da noi.
Certo la consapevolezza che “Exibart” quest’anno ci ha riconosciuti come “spazio espositivo sul territorio nazionale” è stato un motore in più per mettere il focus sull’arte. Quindi il nostro occhio di riguardo si rivolge al mondo artistico, ma non solo, o meglio ci piace unire l’arte ad altre tematiche come il sociale, in quanto crediamo che oggi più che mai sia importante avvicinarsi alle reali necessità delle donne e delle persone.

E’ con questo spirito che decidi di creare l’Associazione culturale Paola Favilla?
L’associazione si basa principalmente sull’organizzazione di incontri riguardo ai temi più cari che aveva mia madre e che sono i pilastri dell’associazione: i racconti di donne vittime di violenza e allo stesso tempo la prevenzione oncologica su giovani donne. Su questa base GreenheArt è pronta ad ospitare, sia in termini di mostre che di eventi, personalità che vadano in questa direzione. E’ uno spazio emozionale e un spazio espositivo su quello che è la nostra vetrina: uno spazio in cui si possono trovare tutte le rarità e le eccellenze anche del mondo vivaistico. In poche parole, siamo noi.

A proposito di donne, hai scelto di affiancarti un team tutto al femminile: non è vero, quindi, che tra donne si lavora male?
Una parte delle donne che lavora con me è stata ereditata, come il braccio destro di mia mamma che porta avanti il lavoro in modo egregio. Poi abbiamo fatto aggiunte tutte al femminile per l’esigenza di ricoprire dei ruoli che prima aveva solo mia madre, ma in una visione futura abbiamo scelto di ampliarci e scegliere le persone più competenti di ogni settore.
E’ vero e ti do ragione che solitamente le donne non lavorano bene insieme ma, allo stesso tempo, abbiamo la capacità di apportare idee innovative, creative e soprattutto la possibilità di utilizzare quello che in psicologia si chiama “pensiero parallelo” e che in sintesi significa avere la capacità di creare legami e avere idee che vadano oltre. Che poi questo è il nostro scopo: alla fine siamo un’azienda a conduzione familiare e da questa base l’aspirazione di voler creare qualcosa di diverso. Questo è il vero cambiamento che sta prendendo vita da due anni e che continuerà ad evolversi inserendo, se necessario, anche altre risorse per farsi strada in altri settori e in altre realtà
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A proposito di donne e di novità: quest’anno sarà intitolato un premio dedicato a tua madre, Paola Favilla, durante l’edizione di Murabilia?
Tralasciando il Covid, questo è il primo anno di Murabilia senza mia madre, così sarà istituito un premio dedicato all’imprenditoria femminile e che avrà il suo nome. Sarà presente per la prima volta a Murabilia 2021, intitolato appunto a mia mamma. Dall’anno prossimo poi, esso sarà legato a una borsa di studio che potrà essere utilizzata per lavorare qui in vivaio. Ovviamente le tematiche sono quelle che ci appartengono: tema green e benessere e, nonostante a Murabilia siano presenti tante realtà, avremo un occhio di riguardo proprio sulle donne perchè ce ne sono tantissime e anche molto brave ma poco conosciute, per questo sarà un piacere andare a scovarle.

Tornando a te e alla consulenza finanziaria: era questa la vita che ti aspettavi?
Sicuramente non mi sarei mai aspettata di come due mondi così lontani come la consulenza finanziaria e il vivaismo fossero vicini, contingenti e complementari. E’ stato un acceleratore – e non mi aspettavo che lo fosse – importante e imponente anche verso le necessità altrui e questa per me è stata una grande scuola. L’ascolto verso gli altri, l’attenzione verso i bisogni degli altri e la ricerca continua per apportare valore e benessere nelle vite degli altri sono stati la vera svolta.

Come ti vedi tra 5 anni?
Vedo un team più numeroso e fortificato qui al vivaio. Mi aspetto allo stesso tempo di essere presente come sono nel mio ruolo di socia-titolare, ma con la presenza di una figura che abbia tutta la mia fiducia e alla quale possa delegare tutta la parte del management. Io, con questa key-woman al timone, mi vedrei nella veste di consulente finanziario, mio primo lavoro, con un occhio attento sempre rivolto a GreenheArt, ovviamente.

Bianca Leonardi
Bianca Leonardi
Classe 1992, Lucca. Una laurea in giornalismo e tanta voglia di dar voce a chi troppo spesso resta in silenzio. Lavoro da anni nella comunicazione e nell'organizzazione di eventi, saltando tra musica, teatro e intrattenimento. Perché "Lo Schermo"? Perché siamo giovani, curiosi e affamati di futuro.

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