La ballata del centrodestra

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È notte fonda tra i partiti del centrodestra lucchese. Nonostante i tavoli di confronto, infatti, siamo davvero all’anno zero (e forse non è un male). Gli incontri fatti fino ad oggi sembrano soprattutto tentativi di abboccamento per guadagnare potere contrattuale. Un potere contrattuale che, considerati i delicati equilibri che ci sono in città, sembra scarseggiare per tutti: nei partiti nessuno vuole fare un passo indietro, ma allo stesso tempo nessuno ha sufficiente forza per farsi avanti con decisione, credibilità e autorevolezza politica.

Mario Pardini, con la sua Lucca 2032, ha praticamente dovuto cominciare la corsa da solo e senza alcuna investitura ufficiale. Non poteva più aspettare, e a questo punto lo capiamo anche. Non solo perché il tempo scarseggia e le cose su cui lavorare sono tante, ma anche perché a sinistra è nata l’associazione Lucca Futura, sponsorizzata e orchestrata a fini elettorali dall’altro golden boy della politica lucchese, Francesco Raspini.

Siamo sinceri: abbiamo provato più volte a contattare alcuni protagonisti dei partiti di centrodestra, ma – nonostante i toni caldi e sempre rassicuranti – tutti sembrano trincerati dietro a un rigoroso silenzio. La conclusione a cui siamo giunti è che questo non è attendismo, ma timore ed evidente confusione politica, che dovrà essere al più presto chiarita.

Ma veniamo a noi: a quanto pare Pardini sarebbe caldeggiato dai vertici nazionali della Lega, che da Roma spingerebbero forte sul suo nome grazie anche all’intercessione di Marcello Pera. Su questo punto, a livello locale, sorge però spontanea una domanda: a prescindere da Elisa Montemagni – ormai in Regione e, comunque, non lucchese – chi è che rappresenta la Lega a Lucca? Dov’è la struttura, anche minima, del partito?

Si mormora che, sulla base della contestuale tornata elettorale in due importanti città toscane, gli accordi tra Lega e Fratelli d’Italia sarebbero questi: la scelta del candidato sindaco di Pistoia spetterebbe al partito di Giorgia Meloni, mentre il nome per Lucca dovrebbe rimanere appannaggio del Carroccio. Tuttavia, forse anche per la ridotta struttura della Lega, in città i problemi più significativi sembra averli proprio Fratelli d’Italia, dove attualmente non si riesce a trovare la quadra.

Proprio come avviene per il Partito Democratico a sinistra, qui forse c’è un problema genetico che non si è ancora riusciti a trasformare in ricchezza: in Fratelli d’Italia ci sono infatti due anime e due correnti (a Lucca, forse, ce ne sono anche di più per motivi puramente personali) che fanno fatica ad arrivare a una sintesi nell’interesse di tutti.

A prescindere dall’esperienza di A.N. (che qualcuno, molto più dotato di capacità politica rispetto a noi, ha definito addirittura disastrosa) all’interno del partito di Giorgia Meloni coesistono ancora oggi una destra storica e una destra più moderata. La prima – tradizionalista, verace e popolare – a Lucca fa capo a Vittorio Fantozzi e a tratti ricorda il vecchio M.S.I., anche se al bisogno sa dimenticare i tratti popolari per stringere (anche giustamente) accordi strategici in San Micheletto. La seconda – atlantista, europeista, garantista e più moderata – in provincia fa capo a Riccardo Zucconi, e spesso ha accolto i transfughi di Forza Italia (salvo Martinelli, che dopo qualche ammiccamento ha capito quale delle due correnti era più forte nel nostro Comune).

Adesso – per quanto il partito si affanni a smentire – i rapporti tra le due anime sono tesissimi, e con il nuovo riposizionamento delle nomine regionali e provinciali cominciano a sentirsi i primi scossoni. Addirittura, si mormora che qualcuno in provincia abbia aperto circoli della corrente sbagliata, nel momento sbagliato e nella zona sbagliata, rischiando di essere fatto politicamente fuori in maniera poco elegante. Alla faccia della ragion di partito e dell’unità d’intenti.

Passiamo adesso a Forza Italia, o almeno a quel che ne rimane. Anche a Lucca il partito è evidentemente in procinto di affogare. Il senatore Massimo Mallegni – da buona volpe politica qual è – sta mantenendo un atteggiamento ondivago su varie questioni, cercando un modo per riposizionarsi e rimanere a galla nel futuro prossimo. Se dovesse nascere un nuovo soggetto politico di qui a breve, forse abbandonerebbe tutto e salterebbe sul carro: “mors tua vita mea”. Maurizio Marchetti, invece, è troppo impegnato a cercare di rappresentare il “nuovo che avanza” (sic!) ad Altopascio. E tant’è, una rappresentazione plastica del fallimento di una classe dirigente che non ha saputo coltivarsi delfini. Che rimpianti il vecchio P.S.I., vero signori?

Poi ci sono le civiche, con SìAmo Lucca che a quanto sembra punta i piedi con decisione. Il gruppo non gradirebbe i nomi che vengono caldeggiati al momento, ma pare che ci sarebbe una eventuale disponibilità ad appoggiare Moreno Bruni di Fratelli d’Italia. Tuttavia, abbiamo visto che – in nome della trasversalità e del civismo – ci sarebbe anche un’apertura (opzione assai plausibile) per ricollocarsi al centro, magari stringendo accordi con Azione e Italia Viva.

Infine Difendere Lucca e Fabio Barsanti, il grande deluso da Fratelli d’Italia. Il consigliere comunale è stato per lungo tempo corteggiato da Vittorio Fantozzi, che alla fine ha creato un asset proprio con il nemico giurato di Barsanti, Marco Martinelli. Nel frattempo l’ex CasaPound ha abbassato la testa e si è messo a lavorare, presidiando a tappeto il territorio e ingaggiando con coraggio duelli con la maggioranza e con chi, nell’opposizione, gli rema contro. Quando abbiamo detto – in tempi non sospetti – che era un’ipotesi fare le primarie anche a destra, ci è stato risposto che le primarie non si fanno non solo perché non sono nella tradizione di quest’area politica, ma perché il timore è di veder vincere proprio Fabio Barsanti, che sicuramente giocherà un ruolo importante nella partita.

Insomma, la situazione è davvero incerta. Il panorama è nebuloso a causa di personalismi, vanità ed ego smisurati. Le divergenze sul programma e sulle idee della Lucca del futuro sembrano difficilmente ricomponibili. Di nomi in gioco al momento ce n’è uno solo. Nel frattempo nel centrosinistra gongolano, e qualcuno pensa che solo la destra, con le sue stesse mani, potrebbe davvero perdere le prossime elezioni.

Giovanni Mastria
Giovanni Mastria
Nato a Lucca, classe 1991. Scrivo con passione di cultura, attualità, cronaca e sport e, nella vita di tutti i giorni, faccio l’Avvocato. Credo in un giornalismo di qualità e, soprattutto, nella sua fondamentale funzione sociale. Perché ho fiducia nel progetto "Oltre Lo Schermo"? Perché propone modelli e contenuti nuovi, giovani e non banali.

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