Il Prato del Marchese, il vecchio Piazzale Verdi

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Ben prima che venisse aperta Porta Sant’Anna e Piazzale Verdi assumesse lo aspetto che noi tutti vediamo oggi giorno, in quella zona esisteva il cosiddetto “Prato del Marchese”. Uno spazio verde attiguo a quello che fu il Palazzo dei Marchesi di Tuscia, dove venivano realizzate temporaneamente delle corse equestri. I cavalli con fantino giravano in un circuito semi-ellittico il 4 settembre – in una prima occasione – e il 21 settembre, come conclusione della mensilità dedicata all’esaltazione del Volto Santo. Per vincere la gara bisognava completare per quattro volte il percorso, di circa 630 tiro-braccia (unità di misura utilizzata nella Repubblica di Lucca), per ben quattro volte.

Questa sorta di ippodromo aveva una loggia circolare nel suo centro, in cui i nobili potevano sedere e ammirare lo spettacolo delle corse con una visione decisamente privilegiata. L’opera realizzata dall’architetto Lorenzo Nottolini nel 1828, era adornata con colonne doriche e statue di pregevole fattura, a testimonianza della grande importanza di chi sedeva in queste postazioni. Non mancavano anche i palchetti, fontane e angoli affrescati. Circa 3.500 persone potevano godere delle corse sedendosi all’interno della loggia, altre 5.500 lo facevano dalla cortina delle Mura e più di 10.000 direttamente dall’Arena. In totale, quasi 20.000 persone potevano assistere alle gare equestri del settembre lucchese, evento mondano di caratura importante.

Con le opere di urbanizzazione successive, il Prato del Marchese perse la sua originaria conformazione. Il 1900 ha visto completamente cambiare il volto a Piazzale Verdi e alle stesse Mura, con l’aggiunta di Porta Sant’Anna, realizzata per rendere più agevole il traffico in entrata e in uscita nella parte ovest della città. Tra il 1911 e il 1938 da qui partiva anche il tram che raggiungeva le zone di Ponte San Pietro e Maggiano, lungo la via Sarzanese. Anche per questo motivo non poteva più esserci uno spazio dedicato alle attività equestri, tanto celebri fino alla metà del secolo precedente.

Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Giornalista e giurista, le passioni sono per me un vero motore per vivere la vita. Sono alla ricerca inesausta della verità, credo nel giornalismo libero e di qualità. Porterò il mio contributo a "Lo Schermo" perché si batte per essere una voce unica, indipendente e mai ordinaria.

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