Ilaria Del Bianco: “Io candidata Sindaco? Pronta ad impegnarmi per la città, ma non è un passo che posso fare da sola”

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Ilaria Del Bianco, Presidente dell’associazione “Lucchesi nel Mondo”, ci ha concesso un’intervista in cui si è lasciata andare ad alcune importanti riflessioni sul presente e sul futuro della nostra città: dal difficile momento del turismo a varie idee per il rilancio di Lucca. Alla luce dell’ipotesi di una sua candidatura, ultimamente avanzata da più parti, abbiamo raccolto anche le sue impressioni sulla necessità di una candidatura trasversale che sappia raccogliere tutte le istanze del territorio e aprirsi all’intera comunità.

Presidente, in apertura parliamo di un settore vitale per la città, quello del turismo: a suo avviso come sarà la stagione dopo questa pandemia? Lucca riuscirà a reggere la sfida di un turismo soprattutto nazionale?

Innanzitutto mi auguro, per l’affetto e l’attenzione che ho per la città e per il settore turismo, che l’emergenza sia davvero finita. Lucca ha sicuramente tutte le carte in regola per potersi collocare all’attenzione del turismo nazionale come uno dei luoghi maggiormente interessanti per quei turisti che vogliono riscoprire gli angoli della nostra Italia e della nostra Toscana. Questa città ha tutto: bellezze naturalistiche e bellezze monumentali, un’accoglienza di altissimo livello accompagnata dal garbo che da sempre ci contraddistingue e che ci è riconosciuto ovunque. Quindi, davvero, possiamo avere speranza. Naturalmente i numeri non possono essere nemmeno paragonabili a quelli degli anni precedenti e io stessa, da cittadina residente nel centro storico, lo tocco quotidianamente con mano. Nonostante ciò devo dire che lo scorso week-end, quando in centro si teneva anche il mercato dell’antiquariato, ho visto un discreto afflusso di turisti. Turisti che sicuramente non si trattengono in città per molte notti ma che, comunque, rappresentano già un elemento positivo ed economicamente rilevante.

Le Istituzioni cosa potrebbero e dovrebbero fare, secondo lei, per aiutare aziende e attività commerciali del territorio in questo momento critico?

Intanto, per quanto consentito dai bilanci degli Enti, le Istituzioni dovrebbero quanto più possibile sgravare le attività da tasse e imposte. Questo in parte è già avvenuto ma, chiaramente, l’auspicio è che si faccia tutto quanto è possibile in relazione al bilancio. L’altro aspetto su cui si dovrebbe lavorare molto è quello di rendere viva Lucca per fare in modo che, quasi quotidianamente, ci sia qualcosa per cui la nostra città possa diventare meta privilegiata di turismo. L’idea è quella di dare qualcosa in più al turista che arriva, ad esempio un piccolo spettacolo musicale nella piazze o nei musei. Questo, ovviamente, sempre nel rispetto di tutte le prescrizioni sul distanziamento sociale. Però, a mio avviso, si dovrebbe ogni giorno risvegliare questa città con qualcosa di culturalmente qualificato ma anche accattivante.

Lei presiede un’associazione storica e unica nel suo genere. A suo avviso perché i lucchesi che se ne vanno rimangono, anche dopo generazioni, così legati a questa terra?

Questa è una domanda che in tanti si sono posti. È una domanda interessante, che peraltro si pose anche Giuseppe Ungaretti, di cui quest’anno ricorre il cinquantenario dalla morte. Una personalità di rilievo a cui noi dell’associazione “Lucchesi nel Mondo” abbiamo anche dedicato una targa nell’androne di Palazzo Ducale in occasione del centenario della “Grande Guerra”. Ecco, lui aveva incontrato i lucchesi quando era ragazzo ad Alessandria d’Egitto e li ha incontrati poi a San Paolo quando andava all’Università. Si è posto proprio questa domanda: “perché questo forte attaccamento alla terra d’origine?”. Beh, sicuramente è nel nostro DNA: i lucchesi, da sempre, si sono dovuti allontanare dalla lucchesia per cercare altrove una vita migliore e nuove opportunità per sé stessi e per la propria famiglia. E questo ha reso il lucchese capace di allontanarsi tantissimo pur rimanendo con il cuore qui: è un distacco a cui il lucchese si è dovuto abituare. Poi c’è un altro aspetto da considerare, ovvero che il lucchese è da sempre molto attaccato alle proprie tradizioni. Ha un carattere che non ama i grandi cambiamenti, quindi anche altrove non si dimentica mai della propria tradizione e delle consuetudini a cui era abituato in famiglia. Il lucchese ha un animo molto conservatore! Non per nulla abbiamo conservato mirabilmente la nostra città, non solo le mura ma anche e soprattutto gli spalti. Altre città hanno ancora le mura, ad esempio, ma l’abitato urbano è arrivato sino a ridosso delle stesse dando vita ad un unicum tra ciò che era dentro e ciò che era fuori. Qui invece abbiamo conservato mura, spalti, centro storico e palazzi. E così come i lucchesi rimasti a Lucca hanno mantenuto la loro città, i lucchesi all’estero hanno mantenuto questo amore per la propria tradizione, per le proprie radici e per la propria storia.

Da più parti viene indicata come uno dei possibili candidati alla carica di Sindaco. In città lo chiedono in molti e, ultimamente, sono arrivati appelli anche dal mondo politico. Sarebbe pronta a raccogliere queste istanze?

Io sono sempre stata pronta ad impegnarmi per la mia città, per il mio territorio e per la mia comunità. L’ho fatto ricoprendo vari ruoli e mettendo il massimo dell’impegno anche in questi anni di presidenza dell’associazione “Lucchesi nel Mondo”. Sono una persona che, per carattere, ha la consuetudine a non tirarsi mai indietro e a farsi carico di responsabilità importanti. L’attenzione che mi è stata rivolta mi onora e ringrazio chi ha espresso simili apprezzamenti nei miei confronti per la stima che ha testimoniato, ma rivestire il ruolo di Sindaco è un passo importante che non si può fare da soli. È una strada che non si può intraprendere in solitaria e, al momento, onestamente non so se ci sono le condizioni…non ci ho nemmeno mai pensato! Qualche volta mi sono giunte alle orecchie battute del genere e, con il sorriso sulle labbra, sa cosa ho risposto a chi mi invitava a candidarmi? “Ma tu non mi vuoi bene!”. In ogni caso ritengo che ci si possa impegnare per il territorio e per la città in tanti modi, non solo facendo il Sindaco.

Ma, eventualmente, se lei dovesse candidarsi quali sarebbero i punti fondamentali del suo programma politico?

Il rilancio di Lucca a partire dalla valorizzazione di tutti gli elementi culturali che il nostro territorio può offrire senza, tuttavia, dimenticare il tessuto economico e produttivo della città. Perché è vero che Lucca è una città che negli ultimi anni si è molto orientata verso il turismo, ma è anche vero che è una realtà in cui l’industria è molto forte e dove il commercio è sempre stato il nostro vanto. Il turismo è e deve essere anche al servizio di questi settori. Quindi credo che un’amministrazione comunale dovrebbe sì impegnarsi per la valorizzazione della cultura e delle iniziative di ogni genere, ma anche sviluppare un supporto alle aziende, alla produzione e al commercio.

E, se non dovesse candidarsi, chi vedrebbe più indicato a ricoprire il ruolo di Sindaco?

Ho sentito anche io alcuni nomi, ma credo che sia ancora troppo presto per fare valutazioni di questo genere. E poi, a mio avviso, non si può parlare di candidature a Sindaco senza parlare di una compagine politica che le appoggi. Un candidato deve avere alle spalle un tessuto che lo sostenga, che lo promuova, che lo appoggi e da cui possa trarre forza e idee. Una persona credibile ed autorevole al vertice con una coalizione in posizione tutto sommato secondaria e defilata? Anche a Lucca ci sono stati esperimenti in questo senso. Esperimenti che hanno raccolto anche un discreto successo ma che alla fine non hanno mai portato a casa la vittoria elettorale. Quindi, se una persona desidera davvero fare il Sindaco di questa città, non potrà partire da solo e avrà bisogno di un’intera compagine credibile alle spalle. Questo perché credo che il ruolo del prossimo Sindaco di Lucca sia proprio quello di aprirsi a tutta la comunità, recependo le istanze della città e portandole avanti. E quindi, mi capisce, c’è bisogno di un fondamento da cui partire senza avventure in solitaria.

Giovanni Mastria
Giovanni Mastria
Nato a Lucca, classe 1991. Scrivo con passione di cultura, attualità, cronaca e sport e, nella vita di tutti i giorni, faccio l’avvocato. Credo in un giornalismo di qualità e, soprattutto, nella sua fondamentale funzione sociale. Perché ho fiducia nel progetto "Oltre Lo Schermo"? Perché propone modelli e contenuti nuovi, giovani e non banali.

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